A sessant’anni dal suo debutto, avvenuto al Salone di Ginevra del 1966, Alfa Romeo Spider continua infatti a occupare un posto speciale nell’immaginario degli appassionati. Ufficialmente nacque come “1600 Spider”, ma per tutti è sempre stata semplicemente il “Duetto”: un nome mai davvero adottato dalla casa, eppure entrato nella memoria collettiva fin dal primo giorno.
Al Salone di Ginevra del 1966, Alfa Romeo presentava la “1600 Spider”, meglio conosciuta come “Duetto”
Il tempo, nel suo caso, sembra non aver scalfito nulla. Anzi, ha reso questa vettura ancora più amata. Lo ha dimostrato il recente raduno organizzato al Museo Alfa Romeo di Arese, dove centinaia di Alfisti sono arrivati da tutta Italia e anche dall’estero per celebrare il sessantesimo anniversario di una delle auto più iconiche mai prodotte dal marchio milanese. Non è stata soltanto una ricorrenza, ma una vera festa della memoria e della passione, con il Museo trasformato in un punto di incontro tra storie personali, ricordi di famiglia e grande cultura automobilistica.
Per Alfa Romeo, del resto, il passato non è mai soltanto un archivio da custodire. È qualcosa di vivo, di identitario, un patrimonio che continua a parlare al presente. In questa direzione si inserisce anche “La Storia”, l’area del progetto BOTTEGA FUORISERIE dedicata alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione delle vetture storiche del marchio. Un lavoro prezioso, quasi artigianale, che serve a mantenere intatto il filo tra le Alfa Romeo che hanno scritto pagine memorabili e quelle che dovranno scriverne di nuove.

Le celebrazioni ad Arese hanno reso tutto questo ancora più evidente. La giornata del 19 aprile è stata scandita da una parata degli esemplari più rappresentativi della Spider e da una conferenza dedicata alla sua storia. Ma soprattutto ha segnato l’apertura della mostra “Spider è Alfa Romeo”, che accompagnerà gli appassionati fino a dicembre 2026. Il percorso espositivo si sviluppa in quattro fasi, ciascuna dedicata a una diversa serie del modello: prima l’amatissima “osso di seppia”, poi la “coda tronca”, quindi la versione “aerodinamica” e infine la quarta serie, quella del restyling del 1990. Un modo intelligente e coinvolgente per raccontare non solo l’evoluzione dell’auto, ma anche quella del gusto, della tecnica e del costume.
La nascita della Spider affonda le radici nella metà degli anni Sessanta, quando Alfa Romeo decise di raccogliere l’eredità della Giulietta Spider con un progetto ambizioso e fortemente internazionale. A disegnarla fu Pininfarina, che partì dalla meccanica della Giulia Sprint GT e le diede una forma pulita, sensuale, slanciata. Il risultato fu una vettura bassa e filante, con frontale e coda arrotondati, paraurti sdoppiati per mettere in evidenza lo scudetto Alfa Romeo e fiancate scolpite da scanalature che ne accentuavano il dinamismo.

Sotto quella linea elegante c’era anche una sostanza tecnica di primo livello. Trazione posteriore, cambio a cinque marce, sospensioni anteriori indipendenti, quattro freni a disco e il celebre quattro cilindri bialbero Alfa Romeo, destinato a diventare uno dei simboli della produzione sportiva italiana. Leggera, reattiva, con appena 990 chili di peso, la Spider arrivava fino a 185 chilometri orari, offrendo una guida che univa brillantezza, precisione e piacere puro.
Anche il lancio fu all’altezza del personaggio. Per presentare la nuova vettura, Alfa Romeo organizzò una crociera sulla turbonave Raffaello da Genova a New York, con scalo a Cannes durante il Festival del Cinema. A bordo, 1.300 ospiti e tre esemplari della Spider pronti a conquistare l’attenzione internazionale. Missione compiuta. Negli Stati Uniti il successo fu immediato, e negli anni la Spider sarebbe diventata anche una presenza ricorrente al cinema e in televisione, contribuendo a costruire il suo mito.

Nel corso della sua lunga carriera, la Spider ha attraversato quattro serie, cambiando nei dettagli ma restando sempre fedele a sé stessa. Dalla prima “osso di seppia”, oggi la più ricercata dai collezionisti, alla “coda tronca”, la più longeva e venduta, fino alla versione “aerodinamica” degli anni Ottanta e alla quarta serie, più pulita e moderna, prodotta fino al 1994. In totale sono state vendute oltre 124 mila unità: un risultato che ne fa il modello più longevo della storia Alfa Romeo.
E ancora oggi il suo richiamo resta fortissimo. Lo dimostra il mercato del collezionismo, dove il “Duetto” continua a essere uno dei modelli più desiderati. Non a caso è tra le vetture che più spesso arrivano alle Officine Classiche di Torino, dove Alfa Romeo offre servizi di certificazione, autenticazione e restauro. È il segno più chiaro di quanto questa spider non sia soltanto un’automobile storica, ma un pezzo di identità italiana.

