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Le 5 Ferrari più belle degli anni ’60

Un viaggio diventa da sogno se porta alla scoperta di alcune delle “rosse” più seducenti di sempre.

Ferrari 330 p4

Negli anni sessanta sono giunte in società alcune delle Ferrari più affascinanti di tutti i tempi. Sono modelli che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia. Oggi ne ho scelti alcuni che, dal mio punto di vista, incarnano meglio lo splendore formale. Nella lista mancano le Dino, stradali e da corsa, perché non hanno il “cavallino rampante” sul cofano. Ho inserito invece, nella cinquina, un prototipo da corsa: la 330 P4. La sua bellezza è del più alto livello, con buona pace per la 250 Le Mans, anch’essa appartenente al periodo storico di riferimento. Se lo gradite, seguiteci nell’appassionante viaggio alla scoperta di queste opere d’arte a quattro ruote della casa di Maranello.

Ferrari 250 GTO

Questa non è soltanto una delle “rosse” più belle del periodo storico preso in esame, ma ha un posto di diritto nel trono della specie, insieme alla 330 P4. Il debutto della Ferrari 250 GTO risale al 1962. Quell’anno segnò la nascita di un mito universale. Stiamo parlando, infatti, dell’auto del “cavallino rampante” più iconica di tutti i tempi. Bella e vincente all’ennesima potenza, si è fissata per sempre nella storia, con la forza di un carisma unico e inimitabile. Al suo cospetto tutti i recettori si attivano, per regalare emozioni da mille e una notte. Non c’è angolo del mondo dove l’amore per la “Gran Turismo Omologata” non sia viscerale. Impossibile resistere al fascino delle sue forme.

La spinta giunge da un motore V12 da 3 litri, che sviluppa una potenza massima di 300 cavalli, per una punta velocistica nell’ordine dei 290 km/h. Orientata alle gare, la 250 GTO seppe onorare al meglio le aspettative di Enzo Ferrari e dei tifosi. Fra il 1962 e il 1964 raccolse tre titoli mondiali. Il ricco palmares, insieme alla rarità del modello, ne fa una regina delle aste internazionali. Di sublime fascino la carrozzeria, divinamente plasmata da Sergio Scaglietti, che sembra il frutto del genio creativo di Michelangelo. Prezioso condensato di arte, scienza, ingegneria e passione, questa “rossa” vide entrare in azione personaggi del calibro di Giotto Bizzarrini, Mauro Forghieri e Sergio Scaglietti. Base di partenza fu la 250 GT Berlinetta passo corto (SWB).

Ferrari 330 P4

Lei è la Sport più bella di sempre. Il suo fascino è sublime. Incredibile come un’auto da corsa, destinata al mondiale marche, possa esprimersi con un simile apparato stilistico. Al suo cospetto vacilla lo splendore delle auto espressamente pensate per i concorsi d’eleganza. Questo senza inficiare, nemmeno in minima parte, gli aspetti funzionali di un bolide da gara che, pure nel caso in esame, hanno avuto il sopravvento, per evidenti ragioni. Ad ospitare la sinuosa carrozzeria in alluminio, plasmata da Piero Drogo, ci pensa un telaio con struttura a traliccio in tubi d’acciaio, abbinata ad elementi scatolati.

La Ferrari 330 P4 è un gioiello del 1967. Si tratta di un capolavoro assoluto, che rapisce il cuore. I suoi tratti sinuosi hanno una forza magnetica. Innamorarsene è il fatto più naturale che possa succedere. La casa del “cavallino rampante” schierò questa “rossa” nel Campionato Mondiale Sport Prototipi del 1967, che vinse, piegando la resistenza dello squadrone Ford. Così riscattò lo smacco subito da Enzo Ferrari e dai suoi uomini l’anno prima. Indimenticabile l’arrivo in parata sul traguardo della 24 Ore di Daytona del 1967, vinta da Bandini e Amon. Sul piano motoristico, la scelta cadde su un V12 da 4 litri di cilindrata, a tre valvole per cilindro, con potenza di 450 cavalli, su un peso di soli 792 chilogrammi. Un cuore meraviglioso, con funzione portante, che delizia con sonorità meccaniche di incredibile splendore. Un distillato di un know-how unico che ha scritto memorabili pagine di storia. Il vigore espressivo si coniuga ad una adeguata affidabilità.

Una Ferrari 275 GTB e GTB/4

A due o quattro alberi a camme, è un capolavoro assoluto, che inebria con le seducenti alchimie delle sue linee, firmate Pininfarina. Averne una in garage è il sogno di ogni collezionista. Qui si è al cospetto di un’autentica opera d’arte, in grado di far sognare gli appassionati di tutte le generazioni. Il suo sbarco in società avvenne al Salone dell’Auto di Parigi del 1964, lasciando a bocca aperta i presenti. Nei tratti espressivi di questo gioiello del “cavallino rampante” si leggono note di altissimo pregio artistico. La vaga parentela stilistica con la 250 GTO, di cui evoca le proporzioni, rende ancora più prezioso l’impatto scenico.

Non ci vogliono tanti giri di parole per capire che questa vettura è una perfetta ammaliatrice. Si starebbe giorni interi ad ammirare le sue forme, godendo delle emozioni che regalano. La carrozzeria della Ferrari 275 GTB è ancorata ad un telaio a traliccio di tubi d’acciaio, che ospita un motore di alto potere seduttivo, disposto in posizione anteriore. Sto parlando di un V12 da 3.3 litri, che eroga una potenza massima di 280 cavalli a 7600 giri al minuto, per una velocità di punta nell’ordine dei 270 km/h. Un cuore raffinato ed armonico, legato alla migliore tradizione del marchio, reso ancora più speciale sulla GTB/4 del 1966, dotata di quattro alberi a camme in testa. Qui i cavalli diventano 300, con un’erogazione migliore e più piena agli alti regimi. Il rigonfiamento presente sul cofano anteriore permette di distinguerla dall’altra.

Ferrari 365 GTB/4 Daytona

Il suo soprannome si lega alla tripletta ottenuta dalle “rosse” alla 24 Ore di Daytona del 1967, per omaggiarne lo splendore. Gli venne affibbiato dagli appassionati ed interpreta perfettamente la grandezza di quella impresa. A dominare la scena stilistica ci pensa il lungo cofano anteriore, ben raccordato all’abitacolo raccolto. Il pregio della connessione si coglie soprattutto nella vista laterale che, a mio avviso, è di gran lunga la parte più riuscita. La Ferrari 365 GTB/4 Daytona è un grande classico della tradizione del “cavallino rampante”. Questa “rossa” gode di ampia e meritata fama su scala mondiale. Il compito della spinta è affidato a un motore V12 di 4.4 litri, che eroga 352 cavalli, in modo estremamente piacevole per l’udito.

Questo si traduce in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6.1 secondi, in uno scatto da 0 a 400 metri in 14.2 secondi e in un passaggio da 0 a 1000 metri in 25.1 secondi. La velocità massima tocca quota 280 km/h. Cifre di tutto rispetto, anche per i canoni odierni. La Ferrari 365 GTB/4 Daytona segue lo schema transaxle, abbinando il cuore anteriore al cambio con differenziale autobloccante al posteriore, per un migliore bilanciamento dei pesi. Sul piano strutturale i tecnici puntarono sul “solito” e collaudato telaio a traliccio in tubi d’acciaio di diversa sezione. Le sospensioni sono a ruote indipendenti con quadrilateri sovrapposti. A quattro dischi la missione di contrastarne l’energia dinamica, in fase di frenata. Di grande livello il quadro emotivo regalato a chi sta a bordo.

Ferrari 250 GTL

Ecco una “rossa” che cerca in tutti i modi l’eleganza, centrando in pieno l’obiettivo. La Ferrari 250 GTL è un’auto di lusso; una granturismo di classe che guadagna immediatamente il consenso degli occhi e del cuore. Anche il mitico direttore d’orchestra austriaco Herbert von Karajan ne ebbe una. Lui ne ammirava tanto le forme e, soprattutto, il sound sprigionato dal suo motore V12 da 3 litri di cilindrata, con 250 cavalli all’attivo. Questo cuore, disposto anteriormente, in posizione arretrata, esprimeva il suo tono caratteriale con suggestive note sonore. Le prestazioni erano di alta gamma, specie in considerazione della sua natura granturismo. Un dato su tutti: la velocità massima di 240 km/h. Anche l’accelerazione era dello stesso lignaggio.

Aristocratica e passionale, questa creatura di Maranello si concede alla vista con nitide alchimie stilistiche, degne dei concorsi d’eleganza più rinomati del pianeta. Anche in questo caso Pininfarina ha fatto un lavoro coi fiocchi. L’estesa finestratura del padiglione dona luce all’abitacolo e snellisce ulteriormente il suo profilo, per un gradevole effetto ottico. Il comfort è adeguato, ma è l’armonia espressiva la nota dominante della Ferrari 250 GTL, sia sul piano estetico che su quello dinamico. Questa vettura seppe incantare le personalità del tempo, ma anche oggi continua a sedurre i collezionisti e anche i semplici sognatori. Tutti ne vorrebbero una in garage, ma il privilegio è per pochi eletti, a causa del basso numero di esemplari in circolazione e del prezzo non certo per tutte le tasche.

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