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Infrazioni con la Maserati, il capo le scarica sul dipendente: denunciato

Talvolta gli uomini sul ponte di comando si concedono licenze che poco hanno a che fare con la leadership.

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A volte, qualcuno, usa la preminenza del suo ruolo, in ambito lavorativo o in altri contesti, per mettere in atto dei comportamenti non proprio da leader. Un esempio giunge dalla Liguria, dove il presidente di una cooperativa ha commesso diverse infrazioni, al volante della Maserati aziendale e della sua auto personale, scaricandole sui punti delle patente di un ex dipendente della società da lui gestita. Il tizio dovrà ora difendersi dalla denuncia e dalle accuse a suo carico.

In totale sono stati 20 i peccati di guida con decurtazione di punti commessi dal manager con l’auto del “tridente” della cooperativa e con un altro mezzo in suo possesso. Magari il ventaglio, in presenza di controlli più capillari, sarebbe stato ancora “più ricco”, ma gli eccessi rilevati e sanzionati ammontano a una doppia decina.

Una Maserati non guidata in quel periodo dall’ex dipendente

Il destinatario dei provvedimenti sanzionatori, sorpreso da quanto successo, si è recato dalla polizia locale, per chiedere lumi. Qui ha cercato di difendere le sue ragioni, dimostrando che non poteva essere stato lui a commettere le infrazioni, dalla cui somma è derivato un doppio provvedimento di revisione della patente.

Il soggetto in questione non ha faticato a dimostrare che non poteva trovarsi alla guida della Maserati della cooperativa e della vettura dell’ex capo, essendo in altri luoghi quando sono state commesse le violazioni. Inevitabile, a quel punto, la denuncia alle forze dell’ordine, che hanno fatto presto chiarezza sui fatti, individuando il presunto responsabile.

In pratica, secondo l’accusa, il presidente della cooperativa, avendo copia della sua patente, si era concesso l’arbitraria licenza di indicare come autore delle infrazioni il suo ex collaboratore, sulla parte del modulo riservata a questo dato, firmando anche a suo nome. Il tutto reso ancora più antipatico dal fatto che la partnership si era interrotta prima che i comportamenti sanzionati prendessero forma.

Un abuso non degno di un leader. Questo si afferma con l’esempio, mentre il capo è chi si limita a comandare. Nel caso in esame, nessun esempio di leadership, sicuramente. Ora il presidente della cooperativa dovrà difendersi dalle accuse di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e di sostituzione di persona. Una bella gatta da pelare per lui.

Fonte | GenovaQuotidiana