in

Le 3 Ferrari GTB più veloci di sempre

Ferrari Tribute to Targa Florio 2021
Una 488 GTB

Le Ferrari GTB, acronimo di Gran Turismo Berlinetta, hanno svolto un ruolo di grande importanza nella gamma del “cavallino rampante”. Alcuni modelli della specie hanno guadagnato una declinazione racing, altri sono entrati nel cuore della gente, come splendide GT stradali. A queste ultime è dedicato il nostro post, che le mette in ordine tenendo conto del loro profilo prestazionale. Volete conoscere il podio delle più efficaci e veloci espressioni della specie? Bene, non vi resta che proseguire la lettura del post.

1. Ferrari 296 GTB

Questa è la Gran Turismo Berlinetta più veloce di sempre. Nessun’altra vettura della specie ha spinto l’asticella prestazionale a un livello più alto del suo. Presentata circa un anno fa, la Ferrari 296 GTB si è subito imposta nel suo segmento di mercato, con la forza della sua eccellenza. Certo, il frazionamento non è quello che molti avrebbero voluto, ma questa V6 ibrida plug-in è stupefacente in tutte le dimensioni. Una vera prova dell’eccellenza della casa di Maranello, che sa creare sempre i nuovi riferimenti per tutti, anche facendo ricorso a soluzioni diverse dai consueti V8 e V12.

Erede della F8 Tributo, questa supercar ridefinisce l’idea di divertimento al volante, garantendo emozioni pure non solo quando si è alla ricerca delle massime prestazioni, ma anche nella guida di tutti i giorni. La spinta, come dicevamo, fa capo a un motore endotermico 6 cilindri biturbo da 2992 centimetri cubi, con angolo di 120 gradi tra le bancate, in grado di sviluppare la bellezza di 663 cavalli.

A questi vanno aggiunti i 167 cavalli messi sul piatto dal cuore cuore elettrico. Ne deriva una potenza combinata di ben 830 cavalli: roba da 812 Competizione, giusto per intenderci. Facile intuire il tenore delle performance, ineguagliabili per i competitor. Volete alcune cifre? Eccovi accontentati: accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi e da 0 a 200 km/h in 7.3 secondi. La punta velocistica si spinge nel territorio dei 330 km/h.

Una meraviglia in termini di efficienza

Straordinario il comportamento stradale, grazie all’ottimale bilanciamento dei pesi, alla finezza dell’assetto, alla precisione di guida, all’efficienza aerodinamica, al perfetto equilibrio fra le componenti. L’angolo di 120 gradi fra le due bancate del motore ha contribuito all’abbassamento del baricentro, con felici implicazioni sull’handling. Eccellente anche la frenata: basti dire che per arrestare la sua corsa, da 200 km/h, la Ferrari 296 GTB ha bisogno di soli 107 metri. Il merito è dell’impianto di tipo brake-by-wire, con dischi da 398 mm all’avantreno e da 360 mm al retrotreno.

Stiamo parlando di una best in class, in tutti i sensi. L’esperienza dinamica, sempre al top, è accompagnata da un sound innovativo, esaltante e unico nel suo genere. Sulla Ferrari 296 GTB sembra di essere a bordo di una “rossa” V12. Anche dall’esterno si ricava la stessa sensazione, perché alcune note sono sovrapponibili. Ricordiamo che l’architettura ibrida V6 turbo è montata su tutte le monoposto di Formula 1 sin dal 2014. Questa creatura del “cavallino rampante” dispone di innovativi sistemi di controllo dinamico e di un’aerodinamica affinata nelle singole parti. Il tutto mettendo sempre al centro l’esperienza di guida.

Chi gestisce il volante percepisce immediatamente l’agilità e la risposta ai comandi. Per gli amanti delle performance ancora più estreme è disponibile l’Assetto Fiorano, in linea con quanto già successo con le SF90 Stradale e Spider. La Ferrari 296 GTB è fruibile e divertente. Il suo motore termico V6, con i 221 cavalli/litro, segna il nuovo record di potenza specifica per una vettura stradale di serie. La linea di questa vettura evoca il ricordo della leggendaria 250 Le Mans, alla quale chiaramente si ispira.

2. Ferrari 488 GTB

Erede della 458 Italia, di cui rappresenta un’evoluzione in chiave ancora più prestazionale, la vettura in esame guadagna il secondo posto nel podio delle Gran Turismo Berlinetta stradali più veloci di sempre. Dopo di lei sono giunte la F8 Tributo e la 296 GTB. Quest’ultima le ha soffiato il primato nella classifica odierna, pur avendo due cilindri in meno. Un fatto naturale, connesso al progresso, che produce sempre nuovi riferimenti in ambito tecnologico e progettuale. Nonostante la perdita del trono, la Ferrari 488 GTB resta un’auto di riferimento nel suo ambito, in termini estetici, dinamici, ingegneristici, comportamentali ed emotivi. Del resto, vista l’eccellenza della 458 Italia, il suo step evolutivo non poteva certo deludere.

Qui, a differenza che sulla progenitrice, il motore non è aspirato. Ne risentono le vibrazioni sensoriali e l’apparato uditivo, ma per il resto il salto di specie è ben evidente, in senso positivo. Cuore pulsante del modello è un motore V8 di 3902 centimetri cubi, sovralimentato con due turbocompressori, che eroga una potenza massima di 670 cavalli, contro i 570 cavalli dell’ascendente.

Così le performance diventano ancora più incisive, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti e da 0 a 200 km/h in 8.3 secondi. La punta velocistica supera quota 330 km/h. Eccellente il tempo messo a segno sulla pista di Fiorano, un cui giro viene completato dalla Ferrari 488 GTB in 1’23”: un tempo di mezzo secondo inferiore a quello fatto segnare dalla più corsaiola 458 Speciale. Non occorre aggiunge altro sul piano delle cifre, ad eccezione di una: lo spazio necessario per fermarsi da 100 km/h, pari a 32.5 metri, grazie ai potenti freni a disco della Brembo.

Un gioiello sempre attuale

Numerosi i controlli elettronici di cui gode questa supercar, per rendere accessibile il suo immenso potenziale a un gran numero di persone, senza inficiare, nemmeno in minima parte, il piacere di guida che una “rossa” deve assolutamente regalare. Qui, anzi, le emozioni sono al top. Non poteva che essere così, vista la matrice del modello e la sapienza degli uomini del “cavallino rampante”, che hanno infuso al meglio il loro know-how su questa “rossa”.

Ne deriva un pacchetto impeccabile, con qualche pecca solo sul fronte sonoro, rispetto alle V12 ed anche rispetto alle V8 aspirate più recenti. Pure la 296 GTB suona meglio, molto meglio, con le sue note acute, simili a quelle delle Ferrari a 12 cilindri, ma non si può certo dire che la 488 GTB sia poco coinvolgente sul piano delle melodie. L’estetica di questa supercar è al top, come tutto il resto.

Le maggiori differenze rispetto alla progenitrice si notano nel profilo laterale, con l’aggiunta di vistose prese d’aria, vagamente ispirate a quelle della 308 GTB, che sporcano un poco la purezza espressiva della 458 Italia, rispetto alla quale, però, la 488 GTB risulta più incisiva nella vista frontale e nello specchio di coda, dove Flavio Manzoni ha fatto un eccellente lavoro. Innamorarsi di questa creatura di Maranello è un fatto naturale, per le note inebrianti dello stile, per l’energia del suo motore, per la forza espressiva del suo carattere, per l’eccellenza delle sue doti dinamiche. Chapeau!

3. Ferrari 599 GTB Fiorano

Questa vettura è l’unica Gran Turismo Berlinetta dell’era moderna coi buoi davanti al carro, come nelle 275 GTB e 365 GTB/4 Daytona dei tempi romantici. Pur essendo meno sportiva delle “rosse” col motore posto alle spalle del pilota, esprime un livello prestazionale di eccellente livello, anche se con un’anima meno estrema. La Ferrari 599 GTB Fiorano è nata come erede della 550 Maranello e della successiva 575M Maranello.

La sua presentazione risale al 2006, quando fece il suo debutto in pubblico al Salone dell’Auto di Ginevra. Il codice numerico presente nella sigla si riferisce alla cilindrata di 5999 centimetri cubi del suo motore V12. Un cuore nobile, derivato da quello della mitica Enzo e solo parzialmente addomesticato, che eroga una potenza massima di 620 cavalli a 7600 giri al minuto. In quel periodo storico trovare in listino delle vetture sportive “ordinarie”, cioè non in tiratura limitata, capaci di esprimere cifre del genere non era certo facile.

Molto alta anche la coppia, il cui picco era di 608 Nm a 5600 giri al minuto. Splendido il sound di questo cuore, disposto in posizione anteriore arretrata, per un migliore bilanciamento dei pesi. La sua energia, scaricata su un peso di 1690 chilogrammi, si traduceva in performance di assoluto rilievo per quel periodo: accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.7 secondi, da 0 a 200 km/h in 11.0 secondi, velocità massima superiore ai 330 km/h. Ancora oggi sono dati di eccellente livello.

Una GT fatta davvero bene

Le doti dinamiche erano all’altezza, consegnando emozioni di guida molto piacevoli. Del resto, bisognava onorare bene il nome della pista riportato nella sigla del modello. All’ottimo handling della Ferrari 599 GTB Fiorano danno il loro apporto le sospensioni a controllo magnetoreologico, che aiutano a rispondere in tempo reale alle sollecitazioni, per adattare l’assetto, in modo rapidissimo, ad ogni situazione operativa. Questa Granturismo è stata la prima vettura della casa di Maranello a fare uso della soluzione prima illustrata. Nessuna “rossa” V12 stradale del normale listino, serie limitate escluse, era più prestazionale di lei al momento del debutto in società.

Al tenore della sua eccellenza concorrevano le soluzioni innovative e tecnologicamente evolute di cui si giovava. La loro miscela aveva ripercussioni positive sulle doti sportive e sensoriali del modello, capace di inebriare con il suo temperamento straordinariamente efficace e ricco di carattere. Anche il comfort era (ed è) di notevole qualità. Molto riuscita anche la tela grafica, con un design particolarmente raffinato, anche se meno iconico e coinvolgente delle precedenti Testarossa, 512 TR ed F512.

La presa scenica, invece, è paragonabile a quella delle 550 Maranello e 575M Maranello, al cui spirito dà continuità. Pininfarina ha fatto, come al solito, un lavoro di alto profilo, in linea con l’architettura di una vettura a motore anteriore, che lascia spazio a meno slanci di fantasia di taglio esotico. Il progetto stilistico della Ferrari 599 GTB Fiorano è immediatamente riconoscibile. Gli apprezzamenti per le linee di questa automobile hanno interessato, trasversalmente, tutti i continenti, perché oggettivamente si tratta di una bella opera.