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Ferrari 308 GTB/GTS: le 3 generazioni di un mito

Ferrari 308 GTS
Screen shot da video YouTube di Felli's Tribe

La Ferrari 308 GTB/GTS è una delle “rosse” più carismatiche dell’era moderna. Leonardo Fioravanti, nel definirne le linee per Pininfarina, ha creato un autentico gioiello di stile, entrato per sempre nel cuore della gente. Non importa a quale generazione si appartenga: l’amore per quest’auto sportiva pervade tutti con la stessa intensità. Il merito è di un progetto grafico esemplare, che ha dato vita ad un’estetica da sogno.

La perfetta armonia delle linee, il vigore dei codici espressivi, le impeccabili alchimie dei volumi hanno dato corpo a un’interpretazione materica seducente e unica. Il suo carisma è ai massimi livelli. Parlare di una scultura a quattro ruote è doveroso. Credo che nessuno possa mettere in dubbio questa sua matrice.

La Ferrari 308 GTB/GTS si troverebbe a suo agio nei principali musei d’arte del pianeta. Può essere vista come una prova sublime dalla capacità creativa umana. In essa si compie una magnifica miscela di classe e sportività. Prodotta, nella versione coupé, dal 1975, in sostituzione della Dino GT4, fu poi affiancata dalla versione con tettuccio rigido asportabile.

In vetroresina e in acciaio

La berlinetta, nei primi due anni di vita, prese forma con una carrozzeria in vetroresina. Oggi gli esemplari nati con questo “ingrediente” sono i più ricercati. A loro favore gioca la rarità e la leggerezza (solo 1050 chilogrammi), i cui riflessi si colgono nelle dinamiche di guida.

Nel 1977 si passò alla costruzione in acciaio, con un aggravio alla bilancia di 150 chilogrammi. Il telaio, per entrambe le declinazioni (come per le serie successive) era tubolare in acciaio: una formula ampiamente collaudata nella storia della casa di Maranello.

La prima serie della Ferrari 308 GTB/GTS

Posteriore centrale la collocazione del motore V8 aspirato da 3 litri di cilindrata. Inizialmente quest’ultimo era a due valvole per cilindro. Lo dissetavano quattro carburatori Weber 40DCNF, che placavano la sete di liquido vitale. Sulla versione europea la potenza massima era di 255 cavalli a 7700 giri al minuto, mentre su quella destinata al mercato americano, più restrittivo in ordine alle emissioni, la cifra calava a 240 cavalli: in ogni caso, una bella scuderia.

Tale energia veniva scaricata a terra con il supporto di un cambio manuale a 5 rapporti. Il quadro prestazionale era di ottima tempra per quel periodo storico: accelerazione da 0 a 100 km/h in 6.5 secondi, velocità massima di 252 km/h. La lubrificazione era a carter secco, ma negli anni successivi, la Ferrari 308 GTB/GTS sposò la soluzione del carter umido.

Poi vennero quella a iniezione e la Quattrovalvole

Nel 1980 i carburatori furono rimpiazzati dall’iniezione Bosh K-Jetronic. Nella sigla del modello, ai suffissi GTB/GTS (acronimo di Gran Turismo Berlinetta e Gran Turismo Spider) venne aggiunta la lettera “i”, per evidenziare la nuova alimentazione. In questa veste, l’iconica “rossa” risultava più green e riusciva a soddisfare le nuove norme sulle emissioni varate negli USA, suo principale bacino commerciale.

Purtroppo la potenza perse qualche punto, scendendo a quota 214 cavalli, erogati a 6600 giri al minuto. I clienti non furono felici di questa perdita di tempra e chiesero agli uomini del “cavallino rampante” un intervento sul piano energetico. Ci pensò l’arrivo della “Quattrovalvole” del 1982 a riportare le cifre su valori più in linea alla aspettative. Nella versione multivalvole, infatti, la Ferrari 308 GTB/GTS era in grado di sviluppare una potenza massima di 240 cavalli a 7000 giri al minuto. I numeri tornarono a piacere.

La Ferrari 308 e il cinema

Al successo commerciale della vettura concorse il suo uso nella serie televisiva di Magnum P.I., condotta dall’attore Tom Selleck. La serie televisiva statunitense, di genere poliziesco, fu prodotta dal 1980 al 1988. In Italia venne trasmessa dal 1982 al 1990. Protagonista principale era un investigatore privato -quello che dà il nome alla saga- residente nella dépendance di una lussuosa villa in riva al mare sull’isola di Oahu, alle Hawaii, di proprietà dell’eccentrico scrittore di gialli Robin Masters, di cui curava la sicurezza.

Al suo servizio anche la bellissima Ferrari. Nel corso delle riprese furono usati vari modelli della stessa vettura. Si partì con una 308 GTS del 1979 (telaio 29109). Poi -dalla seconda alla sesta stagione- il suo posto venne preso da una 308 GTSi del 1981 (telaio 34567). Infine si fece appello alle doti di una 308 GTS Quattrovalvole del 1984 (telaio 57685). Tutta la line-up motoristica trovò quindi post sul set.

L’auto sportiva del “cavallino rampante” fu grande protagonista delle otto stagioni della serie, articolata in 162 episodi, dalla durata di 45 minuti ciascuno. Impossibile dimenticare la sua presenza in quella saga cinematografica. Ma ancora più difficile è rimanere insensibili al fascino contagioso della Ferrari 308 GTB/GTS, che rapisce i sensi sin dal primo sguardo.

Un’icona di bellezza

La linea è il suo punto di forza, ma anche la piacevolezza di guida era di riferimento nel suo periodo storico. Certo, il sound non è inebriante come quello delle “rosse” a 12 cilindri, ma le note con cui il V8 esprime la sua voce sono comunque di eccellente qualità. Ecco le dimensioni dell’auto sportiva in esame: 4230 millimetri di lunghezza, 1720 millimetri di larghezza, 1120 millimetri di altezza. Queste cifre definiscono la sagoma della Ferrari 308 GTB/GTS: una vettura entrata nel cuore e nelle case di tutti gli appassionati.

Chi non poteva permettersene una vera, aveva in camera un suo modello in scala o un suo poster. Il ciclo produttivo, come già scritto, andò avanti fino al 1985, quando la Ferrari 308 GTB/GTS fu rimpiazzata in listino dalla più moderna 328 GTB/GTS, con 270 cavalli all’attivo. Il suo comportamento stradale divenne più raffinato, la spinta più vigorosa, ma forse sul piano estetico la maggiore leggerezza grafica dell’antesignana, che emerge in particolare nella vista frontale, le consegna qualche punto di vantaggio sul piano stilistico, ma qui si entra nel campo dei gusti soggettivi, opinabili in quanto tali.