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FCA: l’eredità di Marchionne sono 45 miliardi di investimenti, 30 nuovi modelli in arrivo e debito industriale azzerato

Marchionne lascia in eredità un’azienda profondamente cambiata e con tanti progetti da portare avanti

Sergio Marchionne concept

A causa del peggioramento delle condizioni di salute di Sergio Marchionne, nelle ultime ore il consiglio di amministrazione di FCA ha nominato Mike Manley come nuovo amministratore delegato del gruppo. Con il cambio al vertice, purtroppo avvenuto con un anno d’anticipo a causa dell’improvviso peggioramento della salute di Marchionne, si chiude un’era per il gruppo FCA iniziata nell’oramai lontano 2004.

Marchionne lascia l’azienda, che ha contribuito in misura determinate a creare, con un solido piano industriale che pone importanti obiettivi da raggiungere entro il 2022. Il nuovo piano industriale, presentato ad inizio giugno, segue il precedente piano che va a concludersi quest’anno che ha rivoluzionato l’intero gruppo FCA con il raggiungimento di obiettivi importanti, come l’azzeramento del debito industriale, e la trasformazione (completata o appena iniziata) di marchi come Jeep, Maserati e Alfa Romeo che oggi si presentano sul mercato in modo completamente differente rispetto a quanto avveniva negli anni immediatamente successivi al 2010. Il piano sviluppato da Marchionne prevede, per i prossimi anni, investimenti per 45 miliardi di Euro ed il lancio di circa 30 nuovi modelli che andranno ad espandere e rinnovare la gamma dei vari brand del gruppo. 

Jeep Compass 2 giorni test drive

Jeep è chiaramente il punto focale del processo di trasformazione di FCA. Il brand americano è diventato un marchio internazionale, grazie ad un lungo processo di delocalizzazione della produzione ed all’ingresso in nuovi segmenti di mercato, e si appresta a chiude un 2018 da record con quasi 2 milioni di unità vendute in tutto il mondo. Tra il 2009 ed il 2017 Jeep ha quadruplicato le vendite passando da 338 mila a oltre 1,4 milioni di esemplari venduti. Il prossimo passo del brand è l’avvio del processo di elettrificazione e l’espansione della gamma con modelli inediti (dal mini SUV alla futura Grand Wagoneer).

Alfa Romeo Giulia 2019

Alfa Romeo e Maserati sono parte integrante della svolta “premium” di FCA. Entrambi i brand sono ancora lontani dai target fissati per il 2022, pari a rispettivamente 400 mila e 100 mila unità vendute in tutto il mondo, ma si prepara a registrare l’arrivo di diversi nuovi modelli già annunciati nel piano industriale di inizio giugno. Sia Alfa Romeo che Maserati registreranno, inoltre, l’avvio di un importante programma di elettrificazione che contribuirà, in modo sostanziale, alla crescita del gruppo.

Per quanto riguarda Alfa Romeo, Marchionne in passato ha ammesso pubblicamente gli errori fatti negli ultimi anni Su Alfa Romeo abbiamo fatto degli errori, perché l’ingresso nel settore premium si è rivelato piu’ difficile del previsto”. L’ex amministratore delegato di FCA ha anche confermato la volontà di insistere nel programma di crescita, rimediando agli errori con l’arrivo di nuovi modelli come il nuovo E-SUV, il crossover di segmento C e le sportive 8C e GTV.

Maserati Levante GTS

In occasione di una sessione di domande e risposte del Capital Markets Day, Marchionne rispondeva così alle domande sul futuro dei due marchi italiani “Penso che dovremmo rimandare le domande su quanto si farà con Alfa Romeo e Maserati a dopo la fine del piano. Vogliamo farle crescere nei ricavi, come abbiamo spiegato. Ad oggi tutto il resto è solo speculazione, ora non ho altro in mente per Alfa e Maserati”.

La gestione Marchionne di questi anni ha fatto anche molto discutere. Il nuovo piano industriale di FCA mette al centro del futuro del gruppo i marchi Jeep, RAM, Alfa Romeo e Maserati e trasforma, di fatto, in “regional brand” Chrysler e Fiat. Il marchio torinese è destinato ad una progressiva riduzione della sua presenza in Europa, con pochi modelli in grado di garantire significativi volumi di vendita (500 e Panda in particolare), e tanti investimenti in Sud America, un mercato dove Fiat registrerà tante novità nei prossimi anni. Chrysler continuerà ad essere un brand forte in Nord America ma non diventerà un brand globale. Negli ultimi anni della gestione Marchionne si è registrata anche la progressiva uscita dal mercato di Lancia, che dopo la fine della produzione della Ypsilon è destinata non avrà altri modelli su cui contare per il proprio futuro.

Sul tavolo restano anche molti dubbi sul futuro degli stabilimenti italiani di FCA che, sulla carta, dovrebbero essere al centro del nuovo piano industriale in quanto sede di produzione dei nuovi modelli Alfa Romeo e Maserati. Al momento, in ogni caso, il gruppo non ha ancora chiarito quali saranno le tempistiche di avvio di questi progetti lasciando tanti lavoratori in una profonda incertezza.

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