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Incentivi auto elettriche? Prima le colonnine

Lo dice il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini: incentivi auto elettriche? Prima le colonnine

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Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture, è stato chiaro, parlando a Rainews24 Economia: gli incentivi auto elettriche sono un tema all’attenzione del Governo Draghi. Ma c’è un ma. Non ha molto senso incentivare le auto elettriche se non ci sono le colonnine. E come costruirle? Per il ministro, c’è un fortissimo investimento proprio sulle colonnine, in particolare nelle città, all’interno del Pnrr: Piano nazionale di ripresa e resilienza, preparato dall’Italia per rilanciare l’economia dopo l’esplosione della pandemia.

In quanto alle colonnine di ricarica veloce sulle autostrade, Giovannini sostiene che potremo vedere già da quest’anno dei risultati. I gestori autostradali stanno autonomamente immaginando un forte potenziamento della disponibilità di stazioni. Infine, il ministro parla di cambiamento di mentalità, necessario per lo sviluppo della nuova mobilità.

Incentivi auto elettriche: le colonnine del Pnrr

Il Piano fa riferimento a un’adeguata rete infrastrutturale di ricarica elettrica pubblica. Ci sarà lo sviluppo di 7.500 punti di ricarica nelle superstrade e di circa 13.750 punti di ricarica in centri urbani. La diffusione della mobilità basata su veicoli elettrici rappresenta una rilevante opportunità di decarbonizzazione del settore. Oggi è estremamente limitata e incide per lo 0,1% sul totale dei veicoli.

Come raggiungere gli obiettivi europei in materia di decarbonizzazione? Con un parco circolante di circa 6 milioni di veicoli elettrici al 2030 per i quali si stima siano necessari 31.500 punti di ricarica rapida pubblici.

La misura si pone di conseguenza l’obiettivo di costruire le infrastrutture abilitanti al fine di promuovere lo sviluppo di mobilità sostenibile e accelerare la transizione del modello tradizionale di stazioni di rifornimento basate su carburante verso punti di rifornimento per veicoli elettrici.

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In parallelo, punta a una mobilità “soft”, favorendo l’intermodalità e l’utilizzo di biciclette (realizzazione di percorsi ciclabili urbani per 570 km e di percorsi ciclabili turistici per oltre 1.200 km) e trasporto pubblico (costruzione di 240 km di infrastrutture equipaggiate per trasporto di massa).

Il Piano mira a diffondere il trasporto pubblico locale verde, con un programma di grande rinnovamento del parco bus oramai obsoleto verso soluzioni a basse/ zero emissioni.

Stazioni di ricarica senza cronoprogramma

Il problema del Piano è che manca un cronoprogramma: un documento che rappresenti la collocazione temporale delle tappe di realizzazione di un progetto. Così, a ogni tappa, si di verifica la congruenza logica del progetto.