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Lotta alle buche stradali: boom dei lavori

In Italia, riprende la lotta alle buche stradali: boom dei lavori nel 2021, raggiungendo i livelli pre pandemia

Uno degli elementi che fanno salire gli incidenti in auto sono le buche stradali: ne sa qualcosa anche chi va in scooter, in bici, su monopattino elettrico. Ma nel 2021 riprende la lotta contro i crateri. Il 2021 segnerà una decisa crescita della produzione di asfalto (conglomerato bituminoso), principale indicatore dello stato di manutenzione della nostra rete stradale.

Ecco i numeri: 35 milioni di tonnellate di asfalto (cifra record negli ultimi 10 anni): +10% rispetto al 2020 e +57% sul 2016. D’altronde, si arrivava da un decennio di calo, dovuto alla prolungata assenza di lavori. Anche se il recente boom dei costi delle materie prime potrebbe mettere a rischio questa ripresa.

Sono dati forniti dall’Associazione SITEB (Strade Italiane E Bitumi).  In occasione di Asphaltica: Salone dedicato a tecnologie e soluzioni per pavimentazioni stradali, sicurezza e infrastrutture viarie. Promosso dall’Associazione e da Veronafiere (fino al 26 novembre presso la fiera di Verona).

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PNRR e buche stradali: cosa può accadere

E in futuro? In teoria, ci sarebbero i fondi messi in campo dal PNRR: il Piano di ripresa. Ma sono destinati anche ad altre infrastrutture. Comunque, potrebbero fare da volano per un rilancio anche di questi investimenti, ha evidenziato il presidente SITEB Michele Turrini nel corso dell’evento di apertura della manifestazione. Il mercato relativo alla produzione di conglomerato bituminoso potrebbe in un futuro non lontano tornare sui valori pre-2006 (ovvero quelli ante crisi economica) cioè sui 40 milioni di tonnellate, dice il presidente.

La palla passa al Governo Draghi, il quale è di continuo sollecitato da più parti in materia: ogni comperto economico chiede che il denaro venga investito nel proprio settore.

Aggiungiamo che queste risorse farebbero calare i morti su strada, i sinistri, i costi sociali, le Rc auto. E il contenzioso fra gestori stradali e danneggiati. Che porta a un aggravio di lavoro per i tribunali. Senza dimenticare che strade in buono stato attraggono turisti dall’estero. Insomma, un investimento solo per innescare un circolo virtuoso nel sistema Paese. Avvicinandoci quanto più possibile alla qualità delle arterie delle altre nazioni del Vecchio Continente.

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