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FCA, attacco a GM: “Spionaggio industriale”

Nella causa legale che si trascina da diverso tempo, gli avvocati FCA lanciano la pesante accusa di spionaggio industriale contro GM.

Martedì, sia la Jeep sia Ram hanno accusato la General Motors di “spionaggio industriale” nel tentativo di impedire al tribunale della contea di Wayne di riconsiderare la causa della Casa automobilistica di Detroit contro FCA.

Il mese scorso la corte ha respinto la domanda di procedimento civile avanzata da GM, che aveva rivendicato “miliardi” di dollari di risarcimento in seguito alle presunte politiche messe in atto da FCA per corrompere i funzionari della United Auto Workers, nel tentativo di influenzare tre tornate di contrattazione per danneggiare e rilevare GM. Il giudice David Allen ha affermato che la società non è riuscita a dimostrare di essere stata lesa. FCA, che ora fa parte di Stellantis NV e si è dichiarata colpevole per aver infranto le leggi federali sul lavoro, ha definito le accuse di GM infondate, anche se una causa federale rimane in sospeso.

FCA: nuovi sviluppi nel contenzioso con General Motors

Sede FCA

GM all’inizio di novembre ha chiesto un riesame al tribunale della contea, ma FCA asserisce che la sua richiesta non sopperisce alle insufficienze del primo reclamo. Inoltre, sostiene che nella seconda denuncia emerge che il rivale e la sua squadra di legali si sono impossessati delle e-mail di ex dipendenti di FCA per attestare l’esistenza di conti bancari esteri, una manovra illecita nota come “spoofing” o “pretexting”.

L’unico spionaggio industriale evidente nella seconda denuncia – ad avviso dell’avvocato di FCA Thomas Cranmer, nella risposta scritta del Costruttore a GM – è quello perpetrato da General Motors stessa e dai suoi consulenti nell’intrattenere conversazioni private per falsificare gli indirizzi e-mail dell’ex personale FCA nelle e-mail inviate a istituzioni finanziarie in tutto il mondo.

A prescindere dall’immagine che GM intenda trasmettere all’esterno, tale spoofing di indirizzi e-mail violerebbe le Regole di condotta professionale del Michigan, che proibiscono agli avvocati di porre in pratica direttamente, o attraverso terze parti, comportamenti che implicano disonestà, frode, inganno, o falsa dichiarazione.

In precedenza, GM aveva puntato il dito contro i funzionari di FCA e UAW di avvalersi di conti bancari offshore segreti per nascondere milioni di dollari in tangenti, cosa che la Casa automobilistica ha negato e riguardo alla quale il sindacato ha rimarcato di non essere a conoscenza. E non sussisterebbero prove che li inchiodino in ambito penale.

Scambio di accuse

Sede General Motors

GM ha inoltrato una domanda di riesame dell’ordine del tribunale che archivia il caso dell’organismo statale, ha detto un portavoce in una lettera. In conformità alle direttive del normatore, GM ha la facoltà di sottoporre un reclamo revisionato. E hanno deciso di avvalersene per esporre nuove e più dettagliate accuse sullo schema di corruzione durato anni, attraverso il quale FCA e gli altri imputati avrebbero danneggiato GM.

Di rimando, FCA sostiene che, pure qualora i conti bancari esteri esistessero, ciò non dimostra alcun pagamento ad Alphons Iacobelli, ex vicepresidente di FCA e negoziatore del lavoro passato in seguito a GM, o Joe Ashton, l’ex capo del dipartimento GM dell’UAW, per Informazioni riservate di GM.

GM ha poi affermato che i documenti riservati stampati dal computer di Iacobelli sono stati consegnati a FCA. Che però non crede abbiano carattere probatorio. Quest’ultima ha aggiunto che, poiché nessuna delle informazioni o delle accuse è nuova, essi non rappresentano motivo per riconsiderare la tesi di GM.

Le illazioni di GM sono prive di fondamento, e lo hanno sempre evidenziato, ha dichiarato la portavoce di Stellantis Shawn Morgan in una nota. Gli attacchi di GM sono naufragati più volte presso tribunali federali e statali, tuttavia – ha proseguito Morgan – GM va avanti nella crociata in modo aggressivo, ammettendo ora di aver usato e-mail “falsificate” alla ricerca di un supporto per la sua teoria della cospirazione, un’apparente violazione delle Norme di condotta professionale applicabili.

FCA continuerà a professarsi innocente e a intraprendere ogni strada possibile in risposta alla controparte. Nel 2020 un giudice federale ha rifiutato di rilanciare la causa respinta di racket di GM contro FCA, definendo troppo speculative le accuse sull’uso di conti bancari offshore segreti per tangenti.

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