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Stellantis: FCA di Pratola Serra prima per rischio esuberi? L’analisi

Lo stabilimento Stellantis di Pratola Serra è quello dove, in base ad una analisi di Milena Gabanelli, sarebbero più a rischio i lavoratori.

Nello stabilimento ex FCA di Pratola Serra, oggi di Stellantis, il rischio esuberi è maggiore che negli altri stabilimenti. Lo sostiene la giornalista Milena Gabanelli nel suo report nazionale. Il settore Automotive è in fermento, con la transizione elettrica che rivoluziona mercati e modalità di produzione delle auto.

Se a questo aggiungiamo la crisi dei semiconduttori, inevitabilmente sono pesanti le ricadute sui lavoratori e sulle loro condizioni di lavoro. Ed in Italia tutti gli stabilimenti di Stellantis sono in sofferenza, come dimostrano le continua notizie di fermate collettive e di cassa integrazione.

Non fa eccezione lo stabilimento Campano di Pratola Serra, ad Avellino. Uno stabilimento dove si producono motori e dove, nella fase di massima emergenza epidemiologica nel 2020, FCA decise di produrre, temporaneamente, mascherine.

Nel report della Gabanelli, esce fuori uno spaccato allarmante per la fabbrica campana, che è quella dove il rischio esuberi per il personale, è più elevato.

Motori termici e motori elettrici, a Pratola Serra Stellantis non ha deciso per la transizione?

È evidente che se i piani industriali di Stellantis, anche se nel medio lungo termine, puntano all’elettrificazione, le fabbriche dove si producono auto a propulsione termica o dove si producono i componenti per queste auto classiche, vanno in sofferenza.

Veicoli a fine ciclo di produzione, motori sempre meno utili alle fabbriche che sfornano auto. Sono questi i motivi per i quali gli stabilimenti di Stellantis tribolano. E se non vengono riconvertiti come produzione verso l’elettrico, rischiano di vedere ridursi la loro importanza.

Ed uno stabilimento che non serve più per produrre componenti per le auto. E non poteva che essere così. Infatti, non essendoci più auto esclusivamente a benzina o diesel, rischia di vedere ridursi drasticamente il parco dipendenti.

In altri stabilimenti Stellantis ha un piano, a Pratola Serra no

Stellantis Loghi

A Melfi per esempio, Stellantis un programma per il futuro lo ha già messo a punto.

Dal 2024 dove oggi si producono la Fiat 500 X e le due Jeep, la Renegade e la Compass, si produrranno 4 nuovi veicoli elettrici multimarca. Si parla di veicoli Fiat, Lancia e Alfa Romeo, ma voci dicono che potrebbero essere Opel, Peugeot e Citroen.

E poi, a Termoli (altro stabilimento ex FCA), sempre tra 2024 e 2025, ecco che Stellantis ha deciso di aprire la sua terza fabbrica di batterie per auto elettriche del gruppo in Europa (le prime due in Germania e Francia). Lo stabilimento Molisano di Termoli è quello dove sorgerà la Gigafactory italiana del gruppo. La prima fabbrica di batterie nostrane e la terza europea per Stellantis, dopo Kaiserslautern e Douvrin.

A Mirafiori invece, nascerà il polo elettrico di Stellantis. In pratica, progetti sulla conversione alla mobilità sostenibile che vede la fabbrica di Pratola Serra ai margini, forse, colpevolmente come sostiene qualcuno, dimenticata dai vertici aziendali.

Il report evidenzia il pericolo esuberi a Pratola Serra

Ciò che emerge dall’analisi di Milena Gabanelli, non è altro che una conferma esterna di ciò che da tempo sostengono i sindacati. Il pericolo esuberi anche a Pratola Serra non è da sottovalutare, anzi. Lo dicono i numeri dal momento che il report sottolinea per esempio, che i motori diesel sono scesi da una quota di mercato elevata (era pari al 54% pre pandemia), al 26%.

C’è tra i sindacati, chi accusa Stellantis di aver portato in pieno la riconversione solo nelle fabbriche francesi del gruppo. La crisi nella fabbrica irpina non sono certo iniziati adesso dal momento che dal 2008 ad oggi si contano ben 1500 giorni di cassa integrazione per gli operai. Le vicissitudini della riconversione elettrica non fanno altro che aumentare queste problematiche lasciando un alone grigio anche sul futuro.

La situazione nella fabbrica Irpina

Nello stabilimento ex FCA di Pratola Serra lavorano circa 1800 dipendenti. E per la Provincia di Avellino si tratta del polo produttivo più importante a prescindere dal settore.

Nello stabilimento campano l’allarme è forte dal momento si salva solo perché si è deciso di produrre pure mascherine anti Covid,che però con l’Automotive centrano poco e niente. Dal momento che a Pratola Serra si producono motori endotermici, e dal momento che Stellantis ha deciso di arrivare al 70% di auto prodotte entro il 2023, con motore elettrico, evidente che ci sia preoccupazione.

Come si possono salvaguardare la fabbrica e l’occupazione

Oggi in Irpinia si producono motori diesel per le Jeep Compass, le Fiat 500X, le Jeep Renegade, l’Alfa Romeo, il Fiat Doblo e  la Fiat Tipo. Oggi anche le commesse per i veicoli commerciali come il Fiat Ducato aiutano molto, ma sembra che per garantire il pieno regime della fabbrica e per salvaguardare i livelli occupazionali, servono almeno 500.000 motori all’anno.

I sindacati lo sanno da tempo e da tempo sono in allerta, suggerendo a Stellantis di portare a Pratola Serra la produzione di tutti i motori dei veicoli commerciali del gruppo, quindi anche  quelli di provenienza PSA, cioè Peugeot, Opel e Citroen. Ma serve quanto prima un piano anche per Pratola Serra come è stato fatto per gli altri stabilimenti del gruppo.

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