in

RC auto familiare e neopatentati: perché si risparmia poco

Nata come una soluzione a vantaggio delle famiglie, che potevano risparmiare sulla seconda auto come premio assicurativo, la RC Auto familiare ha deluso tutti.

Una cosa del genere era già accaduta con la legge Bersani, perché sulla RC Auto i tanto pubblicizzati risparmi in materia di premio assicurativo stentavano ad essere offerti. E lo stesso sta accadendo adesso per quanto concerne la polizza RC Auto familiare.

Per esempio, ciò che fa notizia è il fatto che l’auto di un figlio, magari neopatentato, nonostante il collegamento con la prima auto del nucleo familiare, non produce il risparmio agognato.

Polizza Rc Auto familiare, di cosa si tratta?

La polizza Rca familiare è stata introdotta con lo spot della riduzione del prezzo da pagare sui veicoli di una famiglia, successivi al primo. In pratica, uno strumento utile a dimezzare il premio della polizza, il corrispettivo da pagare alla Compagnia con la quale si va a stipulare il contratto.

La Rc Auto familiare, dovrebbe consentire di assicurare i veicoli presenti nel nucleo familiare utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle dei componenti della famiglia che hanno con la stessa compagnia di assicurazione. Un collegamento tra due o più veicoli che ricalca grosso modo il meccanismo della legge Bersani.

Anzi, la nuova Rc Auto familiare ne corregge alcune anomalie e ne estende i benefici. La legge Bersani infatti prevedeva il collegamento alla classe di merito più favorevole, solo per la seconda auto e a condizione  che si trattasse di veicoli dello stesso genere, ovvero auto per auto, furgone per furgone e così via. Con la Polizza Rc Auto familiare non ci sono queste distinzioni ed alla classe di merito più favorevole può essere inserita una moto per esempio, nonostante il primo veicolo sia una classica autovettura.

Un vantaggio evidente sulla carta per quelle famiglie nelle quali magari il piccolo di casa, neo maggiorenne e neo patentato, acquista la prima auto della sua vita e desidera assicurarla. Al posto di classe 14 la classe uno del papà è un notevole vantaggio.

Vantaggi di premio che non si traducono in realtà, perché?

La classe di merito è forse il fattore che maggiormente incide su una polizza Rc Auto. Ma non si tratta dell’unico fattore e questo è altrettanto determinante.

Il premio assicurativo dipende anche dalla sinistrosità pregressa, dalla zona di residenza e dall’età del soggetto assicurato e contraente di polizza.

Alcune particolarità della misura sono anche le forti penalizzazioni in termini di classe di merito e quindi di premio in caso di sinistro. Basti pensare che un automobilista in prima classe da diversi anni, se causa per colpa propria un sinistro, dovrebbe retrocedere di due classi di merito. Il condizionale è d’obbligo dal momento che non sono poche le compagnie che adottano la soluzione della classe di merito protetta.

Un meccanismo di premio per gli automobilisti più virtuosi. Se la classe di merito uno è detenuta per diversi anni, vuol dire che si tratta di un automobilista che ha fatto pochi sinistri. E con la classe di merito protetta, restando nella stessa compagnia la retrocessione di due classi è salvaguardata. Il sinistro comunque compare nell’attestato di rischio e la classe universale sale comunque di due.

Per il neopatentato che ha goduto della classe di merito agevolata con la polizza Rca familiare,  in caso di sinistro con indennizzo complessivamente superiore a 5.000 euro, può correre il rischio di retrocedere in un sol colpo di 5 classi di merito.

Perché nonostante la Rc Auto familiare i neopatentati pagano circa il doppio di più

La RC familiare avrebbe dovuto contribuire ad abbassare il prezzo della Rc Auto di neopatentati e conducenti giovani, questo ciò per cui lo strumento è stato varato. I dati dell’Istituto di Vigilanza delle Compagnie di Assicurazione (IVASS), dimostrano il contrario. Altro che premi dimezzati, perché in media i neopatentati pagano circa il doppio.

Solo nel primo trimestre 2021 il premio medio pagato dai giovani fino a 24 anni di età è stato pari a circa 650 euro. Solo a titolo di esempio, sempre in base ai dati IVASS, i premi medi pagati da automobilisti con età compresa tra 45 e 59 anni è stato di poco superiore a 360 euro.

Eppure, con la Rc Auto familiare molti giovani, anche se avevano già l’auto ed erano già assicurati, hanno potuto godere del beneficio. Un’altra novità rispetto alla legge Bersani infatti era la possibilità di retroattività. In altri termini, al giovane anche in sede di rinnovo (con la Bersani invece il collegamento avveniva solo in sede di prima assicurazione), era data la possibilità di rivedere la propria polizza e sottoscriverla con la Rc Auto familiare.

La doccia fredda per i neopatentati, tutta colpa dell’attestato di rischio

La doccia gelata è che nonostante tutti questi vantaggi e tutte queste possibilità, i neopatentati e gli automobilisti giovani in generale, sono assoggettati comunque al pagamento di un premio che è circa il doppio di quanto il papà per esempio paga sulla prima auto del nucleo familiare.

La media dei premi pagati dai giovani resta influenzata da quello che è il più grande limite della Rc Auto familiare. Infatti il vantaggio può essere concesso a condizione che l’auto abbia un attestato di rischio immacolato. In altri termini, 5 anni di assenza sinistri.

Un neopatentato non può avere per questioni oggettive, un attestato di rischio così, dal momento che non ha 5 anni di anzianità di assicurazione. E le compagnie hanno trovato i questo cavillo il modo per respingere le richieste di collegamento.

Proprio le compagnie di assicurazione sono state le più acerrime a criticare il provvedimento fin dall’inizio. Lo reputavano un provvedimento che rendeva meno importante il meccanismo Rc Auto, meno importante la virtuosità dell’automobilista. L’IVASS da canto suo ha più volte chiesto di rivedere l’interpretazione della regola. Secondo l’Istituto di Vigilanza, occorreva rivedere questa interpretazione, perché è vero che la legge impone l’assenza di sinistrosità pregressa per la RC Auto familiare, ma doveva essere collegata all’anzianità di assicurazione.

In pratica si suggeriva di considerare come assenza di sinistri anche quegli attestati di rischio che non avevano 5 anni di vita. Per i neopatentati quindi, l’assenza di sinistri che oggettivamente non si può estendere ai 5 anni precedenti non avendo ancora l’auto, deve essere ridotta agli anni dalla prima assicurazione contratta.

Looks like you have blocked notifications!

Lascia un commento