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Veicoli a biometano sono a zero emissioni: lo dice Assogasmetano

Si parla solo di elettriche, ma Assogasmetano ricorda che i veicoli a biometano sono a zero emissioni: questo status va riconosciuto

In Unione Europea la vettura elettrica è totale protagonista del settore automotive. Quando si pensa che la Commissione UE intende far produrre macchine senza emissioni di CO2 dal 2035, tutti pensano solo all’elettrico. Ma ora Assogasmetano ricorda che i veicoli a biometano sono a zero emissioni.

Infatti, c’è una precisa istanza espressa da Flavio Merigo, presidente di Assogasmetano: il biometano è una delle più valide soluzioni per la decarbonizzazione dei trasporti. È una fonte primaria rinnovabile che soddisfa pienamente i requisiti dell’economia circolare. Inoltre, la sua sostenibilità ambientale è indiscutibile. Mente quella tecnica è largamente provata così come quella economica poiché assicura il diritto alla mobilità al ceto medio. 

Morale, quale la richiesta? Che ai veicoli alimentati a biometano sia riconosciuto lo status di (veri) ZEV (Zero Emission Vehicles), come già avviene in Norvegia. Pensieri cui è stata data voce nell’ambito della manifestazione “Fuels for mobility”.

Veicoli a biometano: cosa sapere

Aprendo i lavori, il professor Gian Primo Quagliano, presidente di Econometrica e Centro Studi Promotor, moderatore del convegno, ha ricordato un aspetto chiave: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza lo considera strategico per il potenziamento di un’economia circolare. Con un investimento previsto di 1,92 miliardi di euro per lo sviluppo del biometano in Italia.

Da parte sua, Piersandro Trevisan, del Cluster Lombardo della mobilità, ha detto che un veicolo a biometano impatta sull’ambiente tanto quanto un veicolo elettrico, se si considera l’intero ciclo di vita. Come già dimostrato da uno studio del Politecnico di Milano.

Mentre Lorenzo Maggioni (Head of Research and Development) del Consorzio Italiano Biogas, ha tenuto a precisare: l’Italia è uno dei maggiori produttori di biogas, con oltre 1.500 impianti. La maggior parte dei quali ha avviato il processo di upgrading per la produzione di biometano: in quantità tale da poter coprire tutto il settore dei trasporti a metano.

Ma ha senso la guerra metano contro elettrico? Per Fabio Roggiolani, imprenditore ecologista e co-fondatore di Ecofuturo, non ha senso. Il primo è nettamente più efficiente per i tratti lunghi, il secondo per quelli brevi. Ma anche vero che le colonnine di ricarica rapida da 350 kW rappresentano uno stress per la rete elettrica. Così come va rivoluzionato il modo in cui si produce il biometano, per renderlo ancora più sostenibile.