in

Stazioni di ricarica ultrafast Free To X: come fare il pieno elettrico

Sulla rete di Autostrade per l’Italia, oggi ci sono due stazioni di ricarica ultrafast. Vediamo quante ne arriveranno e come fare il pieno

Batterie con autonomia maggiore, incentivi, e stazioni di ricarica ultrafast: ecco le due chiavi per la diffusione dell’auto elettrica in Italia, specie da utilizzare nei viaggi. Così, Autostrade per l’Italia, il maggior gestore della rete autostradale italiana, si sta muovendo. Oggi, sulle tratte in concessione ad Aspi, ci sono due stazioni di ricarica ultrafast. In fase di realizzazione la più estesa rete italiana di colonnine ad alta potenza (300 kW) per veicoli elettrici in ambito autostradale. Con tempi di ricarica di 10-15 minuti, secondo l’auto.

La prima delle due colonnine si trova presso l’area di servizio Secchia Ovest: sull’A1 Milano-Napoli all’altezza del km 156.5, in direzione Bologna. Tra l’Allacciamento A1/A22 e Modena Nord. La seconda nell’area di servizio Flaminia Est, sull’A1 Milano-Napoli Km 509.1, in direzione Firenze tra Ponzano Romano – Soratte e Magliano Sabina.

A tal fine, Aspi ha creato Free To X: una società dedicata allo sviluppo di servizi avanzati per la mobilità che offre soluzioni per migliorare l’esperienza di viaggio. 

L’obiettivo? Realizzare 67 infrastrutture ultrafast lungo tutto lo Stivale per il 2024. E in totale 100 per il 2030. Ogni stazione avrà da un minimo di 4 fino a un massimo di 6 colonnine a seconda dello spazio dell’area. Permetterà quindi di ricaricare più auto elettriche contemporaneamente. 

Stazioni di ricarica ultrafast: il rifornimento di corrente si fa così

I servizi di ricarica vengono erogati da Duferco Energia, Enel X, evway, Nextcharge e altri in futuro. Per ricaricare il veicolo elettrico sulla rete Free To X, è necessario utilizzare l’app o la RFID card di uno dei Mobility Service Provider tra quelli interoperabili con Aspi.

Si avvicina la tua RFID card alla colonnina. Oppure si cerca la colonnina Free To X nell’APP del Mobility Service Provider. Si sceglie il tipo di connettore e lo si collega all’auto: CCS2 o CHAdeMO. Si ricarica l’auto. Per interrompere il rifornimento, si avvicina la carta RFID o si utilizza l’App del Mobility Service Provider. Si preme stop per terminare la ricarica e sganciare il cavo dall’auto. Chiaramente, occorre spostare l’auto appena finita la ricarica per permettere anche agli altri di fare il pieno.

Va cambiata la mentalità. Il pieno di benzina o diesel porta via un paio di minuti. Mentre la ricarica elettrica, in questo caso, fra 10 e 15 minuti (valori che cambiano secondo l’auto): in quest’arco temporale, si può effettuare un qualsiasi pit stop di qualunque genere, incluso un caffè o una bibita rinfrescante. in più, serve un minimo di programmazione a inizio viaggio.

Un bel vantaggio: se le colonnine in città sono spesso oggetto di vandalismi e quindi rotte e inefficienti, quelle sulle tratte Aspi sono costantemente monitorate. 

Looks like you have blocked notifications!

Lascia un commento