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Ferrari F40: video on board al Mugello con un ex F1 al volante

La Ferrari F40 è un cavallo di razza che solo i migliori sanno gestire con grazia in pista. Ecco Mimmo Schiattarella all’opera.

Un look che fa sognare ad occhi aperti

Guidare una Ferrari F40 al Mugello è come entrare in uno stato di estasi. Sono le parole scelte da Domenico Schiattarella per commentare il video al volante della mitica “rossa” che il pilota lombardo ha pubblicato sul suo profilo Facebook.

Lui conosce bene il modello, che ha portato in gara per 5 anni al Motor Show di Bologna e una volta alla 6 Ore di Vallelunga. Adesso, con questo filmato, ci fa sedere idealmente a bordo, per percorrere una parte del circuito del Mugello, con traiettorie impeccabili e con grande maestria, anche se col dovuto rispetto per un’opera d’arte da preservare nel suo stato di forma.

Domenico Schiattarella, noto anche come “Mimmo”, ha corso anche in Formula 1. Considerato uno dei migliori talenti della Formula 3, ha dimostrato negli anni di essere un pilota versatile, capace di adattarsi alle diverse specialità del motorsport. Lo si è visto nel tempo al volante delle auto più disparate, in categorie molto diverse fra loro.

Nel suo curriculum anche gare come la 24 Ore di Le Mans. Per un lungo periodo, Domenico Schiattarella è stato direttore dei corsi di pilotaggio Ferrari/Maserati. Le “rosse“, per lui, sono delle felici compagne d’avventura.

Ferrari F40: un mito destinato all’eternità

Giusto, a questo punto, spendere alcune parole sull’auto protagonista del filmato, che è in cima alle preferenze degli appassionati, legati in modo indissolubile a questo sogno su quattro ruote, entrato per sempre nel loro cuore. La Ferrari F40 è il master delle emozioni, la punta di diamante della loro essenza. Definirla come una delle auto sportive più amate di tutti i tempi è riduttivo. A lei va il trono, perché è la regina.

La sua nascita risale al 1987, quando fu svelata al pubblico, per celebrare i 40 anni di attività del marchio. Il segno della ricorrenza anagrafica è riportato nella sigla del modello, che non lascia spazio ad altre interpretazioni. Fu l’ultima “rossa” a nascere sotto gli occhi di Enzo Ferrari.

Durante la presentazione, il Drake, convinto che il microfono fosse chiuso, si lasciò andare ad un commento molto compiaciuto per il risultato. Lui non amava far trapelare in pubblico le sue emozioni, ma la nuova creatura lo aveva entusiasmato. Non è scorretto considerare la Ferrari F40 come una sorta di testamento spirituale del Drake.

La sintesi di una filosofia vincente

Questa supercar da sogno è il frutto di un progetto armonico, ascrivibile alle doti progettuali dell’ingegnere Nicola Materazzi, che ha saputo integrare al meglio i diversi aspetti tecnici e funzionali, sotto il cappello di un’unica visione d’insieme.

Nata come erede della GTO, la Ferrari F40 ha fatto tesoro dell’esperienza maturata con la GTO Evoluzione. Il suo successo di mercato fu immediato. Da subito si capì che questa creatura sarebbe diventata un mito nel mito. In essa si miscelano arte, poesia, emozioni, magia, forza, meraviglia, tecnologia, passione. La ricetta giusta per un capolavoro.

Oggi viene considerata un’icona della casa di Maranello. Un ruolo ampiamente meritato. Impossibile non innamorarsi delle forme scultoree della Ferrari F40, i cui tratti si esprimono con note di sublime intensità, per incidersi nel cuore, dopo essere stati catturati dagli occhi, attratti come una calamita dal suo design.

Il tempo non potrà mai farla invecchiare, perché la Gioconda non ha una data di scadenza. Cambieranno i riferimenti culturali, ma lei sarà sempre lì, ad incantare con la sua bellezza fuori dalle mode. Se l’estetica firmata da Pininfarina è al top, anche gli altri aspetti caratteriali sono all’altezza del rango.

Emozioni nel segno del “cavallino rampante”

Splendide le melodie del motore V8 da 2936 centimetri cubi, dotato di una coppia di turbocompressori, che spingono in modo vigoroso, incollando letteralmente al sedile. La potenza massima tocca quota 478 cavalli a 7000 giri al minuto, con un picco di coppia di 577 Nm a 4000 giri al minuto.

Gli snob dei tempi attuali potrebbero ridere al cospetto di simili cifre, oggi che i valori si sono impennati verso l’alto, ma quando la Ferrari F40 giunse sul mercato costituivano il riferimento assoluto. Il peso a secco di 1100 chilogrammi, poi, agevolava il compito di questo serbatoio energetico che si esprimeva con una forza travolgente.

Sì, le supercar moderne fanno molto meglio dei suoi 12 secondi nel passaggio da 0 a 200 km/h, dei suoi 21 secondi sul chilometro con partenza da fermo e dei suoi 324 km/h di velocità massima, ma non è la stessa cosa. Chi è salito sulla Ferrari F40 sa a cosa mi riferisco. Qui il coinvolgimento sensoriale è di un altro pianeta. Le sportive dell’era contemporanea sono assai più rapide ed efficaci ma, come abbiamo scritto in un altro post, non lasciano lo stesso segno e non sono lo stesso sogno.

CAMBIO AL VOLANTE O TACCO E PUNTA IN SCALATA?🤣Guidare una F.40 al Mugello e' come entrare in uno stato di estasi.

Posted by Domenico Schiattarella on Thursday, September 23, 2021

https://www.facebook.com/1624933533/videos/1069471260460732/

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