in ,

FCA: Sergio Marchionne il preferito di Trump, più auto costruite negli USA

Donald Trump e Sergio Marchionne (copyright Dagospia).

Donald Trump ha definito l’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionneil mio uomo preferito”. L’ha dichiarato alla Casa Bianca nel corso di un incontro con i top manager dell’industria automobilistica.

Il presidente degli USA include nella sua politica America First (ndr: l’America, innanzitutto) anche il settore automobilistico dichiarando: “Voglio vedere più auto costruite negli Stati Uniti”. E’ questo l’obiettivo numero uno per cui Trump vuole imporre una tariffa del 20% sulle auto importate dall’Europa e dal resto del mondo negli USA.

 

Donald Trump e Sergio Marchionne (copyright Dagospia).

 

FCA investirà oltre un miliardo di dollari negli USA

Trump ha pubblicamente ringraziato Marchionne per la sua volontà di investire risorse negli Stati Uniti. E’ esattamente ciò a cui mira il presidente per incrementare sia l’occupazione sia lo sviluppo economico statunitense. Marchionne è a tal punto il preferito di The Donald da rischiare l’invidia dei competitors Mary Barra (presidente e CEO di GM) e James Hackett (il ‘boss’ di Ford).

Fiat Chrysler Automobile investirà oltre un miliardo di dollari negli Stati Uniti spostando la produzione del pickup truck Ram Heavy Duty dal Messico allo stabilimento di Warren, in Michigan: il trasferimento avverrà entro il 2020. FCA non intende ‘abbandonare’ lo stabilimento messicano di Saltillo: questa sarà, invece, la base per la produzione di veicoli commerciali destinati all’export mondiale.

 

 

Trattative per rivedere l’accordo di libero scambio Nafta

Riguardo alle trattative per rivedere l’accordo di libero scambio Nafta tra USA, Canada e Messico, Sergio Marchionne commenta: “Le modifiche programmate da Trump sono direzionalmente corrette. La revisione dell’intesa commerciale non minaccia la nostra produzione in Messico, reindirizzeremo l’attività messicana verso un mercato globale”. Oltretutto, l’ad di FCA ha apprezzato il dialogo con Trump riguardo al comune impegno verso l’industria automobilistica relativamente agli standard ecologici (revisione degli standard dell’Epa), efficienza dei veicoli,  prezzi accessibili.

Certo è che il Nafta, accordo firmato da Bill Clinton nel 1994, è considerato vitale nell’industria automobilistica americana. Secondo quanto riportano gli analisti, un’auto tutta ‘made in USA’ non esiste: è più credibile l’idea di auto assemblate negli USA con componenti provenienti da tutto il mondo.

Dopo l’incontro, FCA guarda con meno timori all’imminente sentenza delle autorità USA nei confronti del Lingotto per le emissioni diesel di 104 mila veicoli.

Apprenderemo maggiori dettagli – anche in questo caso – l’1 giugno, in occasione dell’Investor Day di Balocco, data in cui verranno rivelate le future strategie produttive di FCA.