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Stellantis: Confindustria ottimista su Melfi e Termoli

Gli annunciati investimenti sull’elettrico da parte di Stellantis nei due stabilimenti al Sud trovano il parere favorevole degli industriali.

Melfi e Termoli Stellantis

L’azienda ha promesso investimenti e adesso chiede virtuosità. Si può riassumere così il momento di Melfi e Termoli, sedi di due importanti stabilimenti Stellantis in Italia.

Oltre che come collocazione geografica (Melfi e Termoli sono al Sud dello Stivale), i due poli produttivi Stellantis hanno un’altra cosa in comune.

Lo stabilimento lucano ex FCA di località San Nicola di Melfi e quello molisano di Termoli, sono i due poli in cui Stellantis investirà nella elettrificazione.

E il piano aziendale di Stellantis punta forte proprio sui due stabilimenti del Mezzogiorno.

Melfi e Termoli e cosa ha programmato Stellantis

La rivoluzione elettrica del quarto produttore mondiale di auto nato dalla fusione tra i francesi di PSA e gli italiani di FCA parte dal nostro Mezzogiorno.

A Melfi, in Basilicata, dove sorge lo stabilimento che da anni sforna più della metà delle auto prodotte annualmente dall’azienda, dal 2024 si passa all’elettrificazione.

Nello stabilimento Stellantis di Melfi verranno prodotte 4 nuove auto full Electric. E si inizierà, in base al piano aziendale dal 2024.

A Termoli invece si parla di Gigafactory, perché è in Molise che Stellantis ha deciso di costruire la prima fabbrica Italiana del gruppo, specializzata in batterie per auto elettriche. Si tratta della terza Gigafactory di Stellantis in Europa.

Partenza nel 2025 per questo progetto che ha “offeso” Mirafiori che ci teneva ad essere scelta come sede.

Adesso a Melfi e Termoli si chiedono le performance

Ok gli investimenti, Stellantis ha scelto, ma adesso devono rispondere le fabbriche. Gli stabilimenti di Melfi e Termoli adesso sono chiamati alla virtuosità, cioè ad essere pienamente performanti. Melfi soprattutto, è chiamato ad alte performance in maniera tale da sistemarsi stabilmente tra gli stabilimenti migliori a livello mondiale.

I 4 nuovi veicoli elettrici multimarca che verranno prodotti in Basilicata, forniranno il mercato italiano ed europeo. E i miglioramenti in quanto ad efficienza non riguarderanno solo la linea produttiva delle auto, ma anche l’indotto con la componentistica.

Si, anche l’indotto è chiamato alle performance. Lo ha detto a chiare lettere anche il Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma.

“Anche l’indotto dovrà investire in qualità, ricerca e innovazione”, più chiaro di così non poteva essere il numero uno degli industriali di Basilicata come riportato da un articolo di approfondimento su Stellantis, da parte del quotidiano “Il Sole 24 Ore”.

Stellantis, il nuovo colosso dell’Automotive che ha visto i natali ad inizio 2021, ha confermato il suo impegno e la volontà di continuare a investire in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno. A Melfi il piano è imponente, perché anche il CEO di Stellantis, Carlos Tavares ha parlato di un progetto che dal 2024 porterà lo stabilimento, una volta a regime, a costruire 400.000 veicoli annui.

Il progetto Stellantis sull’elettrificazione

“Anticipare e supportare la transizione energetica di tutti i siti industriali italiani”, questo il progetto che tira dentro pure Termoli con le sue batterie che dal 2025 dovranno essere prodotte per finire sui veicoli elettrici prodotti anche a Melfi.

In linea di massima Stellantis ha messo a bilancio 5 miliardi di investimenti sull’elettrificazione e adesso si sono messe in coda, in attesa di buone nuove anche per loro, le fabbriche di Pomigliano d’Arco e Cassino.

Tornando a Melfi e allo stabilimento ex FCA in Basilicata, che resta il più grande del gruppo in Italia e in Europa, il cambio di rotta deve essere repentino e imponente. Oggi ci sono due linee di produzione, una per la Jeep Compass ed una per le Jeep Renegade e le Fiat 500X. Tutti veicoli in versione ibride o a combustione.

Molti di questi veicoli sono a fine corsa, ma dal 2024 si passerà ai 4 nuovi veicoli elettrici già citati. Ma nell’immediato, si passerà da due linee di produzione ad una sola.

Questo accadrà nell’immediato, con la Jeep Compass che passerà sulla linea degli altri due veicoli. Melfi si prepara, come sempre sul Sole 24 Ore si legge, a diventare il primo stabilimento di Stellantis che ospiterà la STLA Medium, la nuova piattaforma elettrica 2030 ready con autonomia fino a 700 km.

Stellantis ed elettrificazione, si parte da Melfi e Termoli

Stellantis proprio da Melfi intende partire all’attacco del mercato, con un progetto che mira a portare l’azienda a diventare leader di mercato nei veicoli a basse emissioni inquinanti entro il 2030.

Il fatto che si passerà ad una sola linea di produzione, questione questa finita nel mirino della critica, non è un problema stando alle dichiarazioni che arrivano da fonti vicine ai vertici aziendali. Anzi, il passaggio da due ad una linea di produzione per i vertici aziendali è un vantaggio ed un miglioramento.

“La superlinea permetterà di arrivare a una capacità massima fino a 400.000 vetture l’anno, mantenendo la flessibilità di produrre tutte le varianti realizzate finora, abbassando i costi di ammortamento dell’impianto di Melfi, riutilizzando al meglio gli asset e facendo posto alla nuova area di assemblaggio delle batterie funzionale al nuovo progetto”, questo ciò che dicono da Stellantis.

Anche Confindustria è ottimista sul futuro

“Siamo passati dalla soddisfazione per la fusione tra Fca e Psa, ai timori di ridimensionamento poi per fortuna fugati dalle prospettive del piano industriale di Stellantis che ora impone sfide ambiziose”, così si è espresso Francesco Somma, leader di Confindustria Basilicata.

“Va progettato il futuro di Melfi che ha già dimostrato di essere un’eccellenza produttiva e che tale dovrà rimanere”, così il Presidente di COnfindustria Basilicata ricorda cos’è lo stabilimento di Melfi.

“Da subito è necessario aprirsi al confronto con i fornitori di primo e secondo livello in merito alle prospettive legate ai nuovi business previsti per la fabbrica lucana. E al tempo stesso, serve mettere in campo a livello di governo regionale tutti gli strumenti utili a sostenere l’indotto nella complessa sfida della competitività globale”, così ha parlato Somma.

Il Presidente di Confindustria Basilicata tira dentro pure la Regione intesa come amministrazione affinché si dia manforte al progetto aziendale di Stellantis.

Il nodo delle infrastrutture e dei trasporti al Sud

“Bisogna investire in qualità, ricerca e innovazione, cercando da una parte di superare il gap infrastrutturale fisico e immateriale e dall’altra rilanciando subito l’idea di un Its sulla meccatronica che consenta di superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro”, e così Somma mette le mani avanti, guardando al futuro e segnando quella che a tutti gli effetti deve essere una road map.

Infatti è fuori dubbio che in Basilicata (ma anche in Molise e nel resto del Mezzogiorno), le carenze a livello di infrastrutture e di trasporti sono un handicap grave. Ed in questo si chiama a rapporto la politica regionale affinché ci si adoperi per ridurre il gap evidente con il Nord per esempio.

E la scelta di Stellantis di puntare sul Mezzogiorno la dice lunga sulla fiducia che l’azienda ha nei confronti dei suoi stabilimenti al Sud.

Anche i sindacati si adoperano su Melfi e Termoli

Tutti devono lavorare verso la stessa direzione, cioè azienda, lavoratori, politica, amministrazioni e sindacati. Anche i rappresentanti dei lavoratori, così come Confindustria sono ottimisti sul futuro e soddisfatti dei piani di investimento dell’azienda.

“Una road map che sulla base di scadenze di incontri, approfondimenti, tavoli tecnici, definisca il percorso da seguire per Melfi da oggi al 2024”, queste le parole per esempio, di Vincenzo Tortorelli, segretario generale della Uil di Basilicata.

La Uilm infatti tra le sigle che hanno chiesto al governo di istituire un Osservatorio Automotive che, grazie alla partecipazione di esperti e tecnici, dia sostegno all’imponete progetto.

“Il nuovo piano industriale per Stellantis Melfi , che si intreccia con tutta l’attività dell’indotto, necessita di una strategia e di proposte chiare e condivise da tutti i soggetti sociali ed istituzionali in campo”, così ha esposto il suo concetto Tortorelli.

Perché Stellantis ha deciso di guardare a Melfi e Termoli

A Termoli la fabbrica di batterie che arriverà nel 2025 servirà anche come sostegno alle problematiche occupazionali. A Termoli si assemblano i motori a combustione di oggi. Motori che evidentemente sono sempre meno richiesti e lo saranno sempre meno in futuro.

E come a Melfi pure a Termoli, lo stabilimento Stellantis rappresenta la fonte maggiore di redditività della Regione così come delle Regioni limitrofe.

Perdere occupazione in quelle aree sarebbe terrificante e Stellantis avrà preso in considerazione anche questo nelle sue scelte.

Su Melfi invece il calcolo è stato diverso, vista l’importanza che lo stabilimento ex FCA di località San Nicola di Melfi in provincia di Potenza ha da sempre nell’azienda. Sul Sole 24 Ore si spulciano dei numeri sullo stabilimento lucano che sono eloquenti a dimostrarne la centralità prima in Fiat, poi in FCA e adesso in Stellantis.

I numeri della Fim Cisl

La Fim-Cisl, una della sigle sindacali presenti ai summit con i vertici aziendali, ha presentato i dati relativi alla produttività dello stabilimento di Melfi.

Nel solo 2020 a Melfi si è prodotta la metà delle autovetture di FCA, e l’inizio del 2021 presenta lo stesso trend, con  il 46,3% delle auto prodotte in Italia da Stellantis che sono state fatte a Melfi da gennaio a giugno.  E rispetto al 2020 a Melfi la produzione è salita del 37,50% nei primi sei mesi del 2021. In totale, 113.776 auto prodotte.

La crescita è esponenziale, anche se dovuta al blocco per la pandemia del 2020. Infatti se il calcolo viene fatto sul 2019, nei primi sei mesi di quell’anno di auto a Melfi se ne produssero 152.767.

Naturalmente il calo ha anche altre motivazioni, come per esempio l’annosa questione dei semiconduttori, ancora oggi carenti.

Melfi il fiore all’occhiello di Stellantis come idea di produzione

Nello specifico in questi primi 6 mesi dell’anno, sono state prodotte 48.694 Jeep Renegade, 34.586 Fiat 500X e 29.496 Jeep Compass. Melfi continuerà ad essere centrale, anche perché è fuori dubbio che si tratta di uno stabilimento innovativo e votato alla produttività a bassi costi per l’azienda.

È il primo caso infatti di una fabbrica che intorno ha tutte le altre piccole realtà dell’indotto, che abbattono drasticamente i costi. Basti pensare a quelli di trasporto per esempio, visto che molta della componentistica necessaria a finire una auto viene prodotta all’interno del recinto della grande area industriale che sorge intorno allo stabilimento interno di Stellantis.

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