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Multe autovelox: per la contestazione non serve attendere la cartella

Una multa per superamento del limite di velocità, se viene reputata dal trasgressore come illegittima, può essere impugnata subito.

autovelox

Le multe autovelox sono un vero incubo. Prendere una multa da un autovelox non è certo un evento raro quando si circola con la propria auto. Gli autovelox dislocati su tutto il territorio italiano rappresentano per gli automobilisti, il nemico pubblico numero uno in materia di contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada.

E non necessariamente i multati sono automobilisti spericolati che credono di essere su un circuito di Formula Uno e non su una strada pubblica.

Autovelox grande entrata per le Amministrazioni

Infatti spesso gli autovelox vengono posti su strade con limiti di velocità piuttosto bassi che è facile superare anche per una mera questione di distrazione. E poi ci sono autovelox messi in punti strategici da parte delle Amministrazioni che le gestiscono, per fare cassa a discapito degli automobilisti.

È vero infatti che una grande fetta di entrate per i Comuni, provengono proprio da queste terribili macchinette. E a detta di molti sospettosi, l’autovelox è il bancomat dei Comuni. Capita spesso però che la multa comminata per il tramite dell’autovelox, sia illegittima o comminata in maniera non consona alle normative vigenti. E come tutte le contravvenzioni, anche queste per l’autovelox sono contestabili da chi le subisce.

E la contestazione deve essere fatta a norma di legge e nei termini previsti, senza necessariamente dover aspettare che la multa non pagata diventi cartella esattoriale o finisca con l’essere richiesta tramite ingiunzione di pagamento.

Ricorso contro multa autovelox  per eccesso di velocità

Come anticipato, anche le multe per superamento del limite di velocità, tramite l’autovelox, possono essere contestate, soprattutto se colui che la subisce ha la sensazione o la certezza che ci sia qualcosa che non quadra.

Fare ricorso dopo aver subito una multa per superamento del limite di velocità su una strada controllata da un autovelox, deve necessariamente essere fatto seguendo attentamente la legge.

Il ricorso se fatto al Giudice di Pace, deve essere prodotto nello stretto giro di 30 giorni da quando il verbale di constatazione dell’infrazione è giunto al domicilio dell’interessato. Un termine piuttosto breve e più corto di quanto la legge consente se si produce ricorso al Prefetto.

In questo caso infatti il ricorso deve sopraggiungere entro il 60imo giorno dalla data di ricevimento del verbale.

Multe autovelox, niente ricorso se scadono i termini

I termini prima citati sono perentori nel senso che una volta decorsi e quindi scaduti, il ricorso non può più essere promosso. E le conseguenze sono quelle che tutti conoscono, con l’apertura dell’accertamento, gli eventuali solleciti di pagamento ed infine l’ingiunzione di pagamento o il passaggio a ruolo della multa. In parole povere si arriva alla cartella esattoriale, con tutte le azioni di esecuzione forzata che il Concessionario alla riscossione ha il potere di avviare.

In linea di massima dalla data di notifica del verbale alla data in cui la multa diventa esecutiva diventando cartella esattoriale possono passare due anni. Nel frattempo se sono scaduti i 30 giorni dal ricevimento della multa il ricorso al Giudice di Pace non si può fare.

Inoltre, se ne passano 60, nemmeno alla Prefettura competente territorialmente può essere promosso ricorso. In altri termini, quando i termini per fare ricorso sono scaduti, contro la multa non è più possibile sollevare eccezioni.

La multe autovelox se diventano cartella vanno pagate

Quello che va sottolineato attentamente è che le eccezioni che possono essere sollevate, come per esempio quelle sulla taratura degli autovelox o sulla loro errata collocazione e segnalazione, possono essere sollevate solo entro i termini perentori prima citati.

Una volta passato a ruolo, quello che a tutti gli effetti è un credito vantato dall’Amministrazione titolare dell’autovelox nei confronti dell’automobilista, non può più essere impugnato per vizi legati alla apparecchiatura.

L’unica eccezione che si può muovere contro una cartella è quella riguardante l’atto stesso. Per esempio, per decorso termine di prescrizione o per qualsiasi altro vizio di forma della cartella stessa.

In parole povere se non si ricorre entro i termini previsti sia per il Giudice di Pace che per il Prefetto, l’automobilista accetta di buon grado la sua colpevolezza nell’infrazione. E qualsiasi vizio dell’autovelox, anche se acclarato, non rendono più la multa illegittima come invece sarebbe stata se il ricorso avveniva entro i termini.

Anche i precedenti giudiziari non fanno testo

L’unica via quindi per tutelarsi da un autovelox che potrebbe essere mal funzionante è quella del ricorso. Un ricorso da presentare nei termini di legge prima citati. Va ricordato al riguardo che c’è una falsa credenza relativa agli autovelox che sono stati già oggetto di ricorsi precedenti che hanno delegittimato le multe e salvaguardato i trasgressori.

Non c’è nessuna norma, legge o cavillo che annulla una multa comminata da un autovelox, per il solo fatto che lo stesso autovelox in precedenza ha comminato altre multe che poi sono state annullate dai Tribunali per vizi nell’apparecchiatura.

In pratica, anche se c’è il precedente che dimostra come un autovelox non sia perfettamente a norma, il multato deve sempre promuovere ricorso. Unica via questa per far valere il suo diritto, altrimenti la multa, se decorrono i termini per impugnarla, è perfettamente valida e lecita.

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