La Ferrari F40 è la supercar che, più di ogni altra, scatena i sogni degli appassionati e, più generale, di chi ama le cose belle e dal fascino travolgente. Oggi scopriamo il modello da una prospettiva diversa, facendo tesoro di un video straordinario pubblicato sul canale YouTube di Supercar Driver.
I fotogrammi, resi possibili da un lungo rapporto di amicizia, passano in rassegna la regina delle auto del “cavallino rampante”, col racconto del suo proprietario, di nome Charles, che si diverte con lei da 22 anni. Che piove o faccia bel tempo, questo fortunato owner si gode a più non posso la creatura emiliana, che non considera solo un’opera d’arte da custodire in garage, per la mera contemplazione statica.
Nel filmato sfila una storia intensa. La trama racconta cosa significhi inseguire un’icona, comprarne una in contanti, poi possederne due, e guidare con grande frequenza quella gialla, nel cui libretto figura nientemeno che il nome di Rod Stewart. Qui la crescita del valore collezionistico del mezzo non ha inciso più di tanto sulle modalità d’uso. Come potrete vedere, questa Ferrari F40 non è propriamente standard, anche se può essere facilmente riportata alla veste iniziale.
Oltre che per l’insolita livrea, scelta per onorare quella di una Porsche 962 di metà anni ’90 vista da Charles in un centro commerciale, si distingue dalle altre per i cerchi differenti e per l’ala posteriore in stile LM. Ad un occhio attento non sfuggono i diffusori posteriori della GTE, che hanno imposto dei buchi nella parte bassa, per il suo ancoraggio. La maggior parte del lavoro è però sottopelle. Qualche intervento è stato fatto sulla meccanica, coinvolgendo anche le turbine.

Questa creatura è in grado oggi di mettere sul piatto da 520 a 600 cavalli di potenza massima, in base al livello di pressione di sovralimentazione, ma normalmente viaggia con 550 cavalli al servizio del piacere. Anche l’assetto è stato affinato in funzione delle performance.
Il protagonista della nostra storia, per un certo periodo di tempo, ha custodito ben 2 Ferrari F40 nel suo garage. Una di queste in tinta rossa, come tutti gli esemplari usciti dagli stabilimenti di Maranello. Anche quella protagonista dell’articolo era nata nella veste cromatica istituzionale, ma fu presto trasformata in gialla.
Oggi l’auto vale molti più soldi di quando Charles l’ha comprata. Questo non frena l’uso e non aggiunge apprensione, una volta a bordo. Solo prima di farlo qualche pensiero si somma alla dotazione “standard”, ma una volta messo in moto il cuore, tutto svanisce. Prevale la voglia di gustare gli inebrianti flussi di adrenalina generosamente elargiti dal modello.
Per il fortunato owner, la Ferrari F40 è una fonte di piacere e fin quando sarà in grado di gustarla in questa dimensione lo farà, a prescindere dal valore commerciale. Non esclude un cambio di livrea, prima di tornare al giallo originale e integrale. Auspico che ciò avvenga a breve, perché in quella veste l’auto, a mio avviso, sarebbe decisamente più bella. Meglio ancora se l’originalità venisse recuperata sul fronte meccanico.
Chi mi segue sa quanto amo la Ferrari F40. Questa è la regina delle supercar. Nessun’altra espressione della specie può competere con lei in termini di fascino. Gran parte del merito è ascrivibile alla veste stilistica, da capolavoro d’arte. Nei suoi tratti e nei suoi volumi si miscelano con soave grazia le note dell’aggressività con quelle dell’armonia e dell’eleganza. Pietro Camardella ha fatto un lavoro coi fiocchi per Pininfarina, disegnando per lei un corpo da miss universo.
Vederla è ogni volta un’emozione unica. Questa vettura è scultorea. Un vero capolavoro assoluto. Ogni elemento della sua trama dialettica produce vibrazioni sensoriali della miglior specie. Non meno avvincente è ciò che custodisce sotto. Il motore è straordinario. Parliamo di un V8 biturbo di quasi 3 litri di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 478 cavalli, espressi in modo rabbioso.
Oggi molte auto fanno meglio, ma le scariche di coppia di questa fantastica “rossa”, il temperamento del suo cuore e le musicalità meccaniche sviluppate dai moti meccanici imprimono dei ricordi nettamente migliori. Con questa creatura si viene proiettati in un universo magico, dove tutto assume un sapore diverso.
Il quadro emotivo regalato dalla Ferrari F40 non teme confronti, anche se le supercar moderne fanno meglio di lei sul piano prestazionale. Le sue metriche, comunque, restano eccellenti, nonostante siano passati quasi 40 anni dal debutto. Per accelerare da 0 a 200 km/h ci vogliono 12 secondi netti (ma alcuni tester hanno fatto pure meglio), mentre la punta velocistica scavalca la soglia dei 324 km/h. Ai suoi tempi erano i riferimenti assoluti della specie. Pure oggi questi dati fanno impressione, specie in relazione al modo in cui tanto vigore energetico viene offerto al godimento di chi sta a bordo.
