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Lancia: diversificare rispetto a DS e tre linee per i nuovi modelli

Il CEO di Lancia, Luca Napolitano, ha tracciato alcuni punti fondamentali che caratterizzeranno il nuovo futuro di Lancia

Lancia

Vivere sotto lo stesso tetto (quello del comparto premium di casa Stellantis) con Alfa Romeo e DS, per Lancia non vuole significare condividere tutto quanto con gli altri due marchi posizionati dal Gruppo accanto allo storico costruttore torinese. È certamente chiaro che la condivisione rappresenta un passaggio fondamentale nel nuovo percorso che Stellantis sta cominciando seriamente a tracciare, tuttavia l’ambizione di Lancia rimane quella di diversificare e con 10 anni di tempo imposti da Carlos Tavares a disposizione necessita di un cambio di passo consistente.

Il primo passaggio della gestione affidata ora all’esperto Luca Napolitano, nella carica di CEO del marchio, rimane quello di rimanere nel parterre dei marchi del Gruppo anche appunto fra una decina d’anni puntando innanzitutto su un ampliamento della gamma che oggi come oggi vive della sola Lancia Ypsilon. L’eterna city car di Lancia non potrà infatti vivere a lungo, perlomeno nella variante attuale che si porta dietro un peso in termini di anni non indifferente, e soprattutto la stessa Lancia non potrà puntare a lungo solamente su di questo modello specifico. Temi e condizioni che Luca Napolitano conosce molto bene.

Nuove ambizioni

La ricerca delle nuove ambizioni passa ora dalla nuova collocazione premium scelta da Stellantis anche per l’apprezzato costruttore torinese. L’interesse è anche quello di ricercare un punto di incontro necessario a garantire un legame tra passato e presente, con gli occhi rivolti verso un futuro di altra portata rispetto all’attuale condizione specifica.

“All’interno del gruppo, Alfa Romeo punta sulle performance, DS e Lancia, invece, sull’eleganza. Il marchio francese su quella tipicamente parigina, ricca e piena di dettagli con uno stile che ricorda la Torre Eiffel. Lancia giocherà la sua partita su un’eleganza diversa, molto sobria e pulita. Ecco questa sarà la differenziazione. Inoltre non sono tanti i brand che portano il nome del fondatore sul cofano”, ha ammesso con un velo di orgoglio Luca Napolitano a La Repubblica. Napolitano ha cominciato a rendere noti quindi alcuni dettagli di quelle che saranno le basi fondanti del nuovo corso intrapreso da Lancia: escluso quindi un semplice rebranding visto che ogni marchio manterrà intatta la propria identità.

Bisogna quindi pensare al 2030 come il fine ultimo di un progetto già avviato: “dobbiamo proiettare la Lancia al 2030. Significa far crescere un brand italiano finalmente con una struttura dedicata e un capo design come Jean-Pierre Ploué, già responsabile dello stile di tutti i marchi del gruppo. Per continuare ad avere successo in Italia e fuori dovremo lavorare duro, studiare. Finora siamo stati bravi a fare tre cose: citycar come la Ypsilon, medie come la Delta e tante ammiraglie. Questi saranno i nostri obiettivi», ha aggiunto Napolitano. In poche parole ha tracciato quindi la linea di modelli da seguire, escludendo (almeno adesso) la possibilità che anche Lancia possa dedicarsi ai SUV piuttosto pensando esclusivamente alle citycar, alle medie e alle ammiraglie.

Tutto questo per definire un pieno e corposo ritorno nel mercato Europeo dal quale Lancia manca ormai da fin troppo tempo: “come prima cosa dobbiamo sbarcare in Europa. Sarà un momento epocale per il marchio e per l’azienda in generale. Arriveremo inizialmente nelle grandi città dove siamo pronti a sinergie con Alfa e DS e ad una grande operazione di vendita online. D’altronde, se vogliamo arrivare ad una clientela più giovane, dobbiamo cambiare sistema. Inizieremo con la nuova Ypsilon e ogni modello avrà una versione totalmente elettrica. Tra il 2026 e il 2030 Lancia diventerà totalmente elettrica», ha concluso.

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