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Stellantis: il governatore Cirio chiede colloquio col Premier Draghi

Non si smorza la delusione di Torino e del Piemonte per la Gigafactory che ha preso la via di Termoli in Molise

Stellantis

Si era avvertita subito forte la delusione delle istituzioni regionali e cittadine di Piemonte e di Torino per quanto riguarda la fabbrica di batterie per auto elettriche che sarà costruita da Stellantis in Molise e non a Mirafiori.

Dopo l’annuncio di Tavares che ha indicato lo stabilimento Stellantis di Termoli come quello indicato per la sede della terza Gigafactory di Stellantis, la prima in Italia, il governatore Cirio e la sindaca di Torino, Appendino, avevano parlato di tradimento.

E adesso proprio il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio chiede un colloquio col Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Continua la delusione quindi, con il governatore che, come riporta il Corriere della Sera parla di “torto subito”.

Il Presidente Cirio in pressing su Palazzo Chigi

“Questa mattina ho sentito Palazzo Chigi per avere lunedì la possibilità di un incontro telefonico con il premier Draghi perché vogliamo inserirci nelle politiche industriali di questo Paese e vogliamo capirle”, sono queste le parole dette dal Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, impegnato nella campagna elettorale per il cambio di amministrazione al Comune di Tirino.

La campagna elettorale, con Cirio a sostegno del candidato sindaco Paolo Damilano, è bastata quindi occasione ghiotta per Cirio, per tornare a parlare della decisione di Stellantis di portare a Termoli, in Molise, la terza Gigafactory europea del gruppo dopo Francia e Germania.

“Abbiamo vissuto ore e giorni difficili, ci siamo anche arrabbiati perché è importante farlo quando subisci un torto ma questo è anche il nostro Governo da cui ci aspettiamo di essere coinvolti e interpellati nelle decisioni strategiche. Non facciamo le battaglie di campanile, siamo italiani e siamo felici che gli investimenti si facciano in Italia, ma con la forza che ha il Piemonte vogliamo essere protagonisti delle politiche industriali dell’auto e dell’elettrico nel nostro Paese”, più diretto di così Cirio non poteva essere nel richiamare attenzione dal governo centrale affinché quello che è successo con la Gigafactory non si ripeta a danno del Piemonte.

La storia è ormai di pubblico dominio perché si diceva che in ballottaggio per la Gigafactory italiana di Stellantis, ci fossero gli stabilimenti ex Fiat ed ex FCA di Mirafiori in Piemonte e Melfi in Basilicata. Poi la doccia fredda del Molise con il suo stabilimento di Termoli di cui non si era mai parlato.

Le motivazioni che hanno spinto Tavares a scegliere Termoli

Così come è stata programmata per il 2024 la produzione di 4 nuovi veicoli elettrici di 4 brand a Melfi solo dal 2024, così è stata programmata solo dal 2025 l’operatività della nuova fabbrica di batterie elettriche a Termoli.

Proprio il passaggio all’elettrificazione sta alla base della decisione dei vertici aziendali di Stellantis, di propendere per lo stabilimento di Termoli e non di Mirafiori.

Sempre sul Corriere della Sera infatti si legge che è stata scelta la sede Molisana perché li oggi si costruiscono motori. Alla pari delle altre fabbriche di Cento in Emilia Romagna e di Pratola Serra in Campania, a Termoli si costruiscono i motori delle auto a combustione. E con il deciso indirizzo verso la circolazione sostenibile e le auto elettriche, ci sarà sempre meno necessità di questi motori.

E Termoli è uno stabilimento che già oggi è a produzione ridotta e in grave crisi. Per questo la Gigafactory è divenuta una soluzione per sostenere questa fabbrica, dal momento che a Mirafiori la situazione è nettamente migliore ed è la sede dove Stellantis ha chiesto ai fornitori di aumentare o volumi per produrre più Fiat 500 E.

“Ma A Torino per Stellantis lavorano ancora direttamente 14.000 persone serve un piano complessivo e molto ambizioso per gli operai e gli impiegati che sono il 50% del totale”, così i sindacati hanno chiesto attenzione sullo stabilimento Piemontese, on modo tale che almeno sull’aumento dei volumi si vada in porto dopo la delusione della Gigafactory.

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