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Mirafiori: dopo il non alla Gigafactory si punta forte sulla 500 Bev

La doccia fredda del mancato arrivo della fabbrica di batterie a Torino viene ammortizzata dal piano che porta a 140mila veicoli a Mirafiori.

stellantis

Il bilancio del primo semestre 2021 di Stellantis è un misto di luci ed ombre. Il periodo è particolarmente turbolento, tra crisi di mercato ed emergenza economica per via della pandemia. C’è poco da sorridere quindi in base al primo bilancio di Stellantis in Italia, perché di questo si tratta visto che il neonato colosso dell’Automotive è da poco attivo dopo la fusione tra i francesi di PSA e gli italiani di FCA.

In Italia luci ed ombre sono la prassi un po’ ovunque negli stabilimenti del gruppo. A Mirafiori per esempio, si viene da una delusione profonda, che ha interessato naturalmente gli operai dello storico stabilimento torinese di Stellantis, ma anche sindacati, politici e quanti avevano riposto nella Gigafactory una speranza di occupazione e di progettualità per il futuro.

La Gigafactory italiana di Stellantis, la terza in Europa dopo Francia e Germania (Calais e Kaiserslautern), ormai sta prendendo la via nel Mezzogiorno, con la sua collocazione che sembra sarà prevista in Molise, a Termoli. In Piemonte tutti ci speravano e tutti si sono adoperati per persuadere i vertici aziendali a scegliere Mirafiori, dai politici locali ai sindacati.

Cattiva notizia quindi, anche se la scelta di Termoli è stata giustificata dai vertici di Stellantis come nata dalla necessità di andare a prevedere investimenti in stabilimenti in crisi ed a rischio taglio di linee e di occupazione. E Termoli evidentemente è stato l’identikit perfetto di questa ferma volontà aziendale.

A Mirafiori evidentemente la situazione è meno grave, e come si legge sul quotidiano “La Stampa” di Torino, giornale che è ben addentrato nelle vicende degli stabilimenti Piemontesi di Stellantis, c’è anche di che sorridere.

Elementi positivi per Mirafiori ce ne sono

Secodo il quotidiano “La Stampa”, il primo bilancio di Stellantis (il primo semestre di questo strano 2021), non è esente da punti interrogativi e dubbi come dimostrato anche dallo studio effettuato dal sindacato metalmeccanico Fim Cisl.

Dubbi e perplessità che nascono anche da alcune evidenze che dicono tutto e il contrario di tutto, come per esempio l’incremento del 59% della produzione di veicoli in tutta Italia da parte di Stellantis rispetto al 2020 ma in calo del 20% rispetto al 2019. Numeri che si spiegano con l’emergenza epidemiologica che ha nel 2020 il suo anno di arrivo. In Italia dunque, Stellantis ha prodotto 407.846 vetture, ma se si guarda ai singoli stabilimenti, solo Mirafiori tra gli stabilimenti dove si sfornano veicoli, i numeri sono superiori anche al 2019.

Infatti, dallo studio della Fim Cisl, emerge un dato importante che dimostra lo stato di salute per niente grave delle fabbriche Stellantis in Italia. Tra Grugliasco e Mirafiori per esempio, sono nate ben 35.014 auto. Numeri buoni se si pensa che nel 2020 ne erano nate solo 5.720. Alla base di tutto c’è il lancio della 500 Bev, auto che rappresenta il 72% dell’intera produzione dei due stabilimenti.

Ed è proprio sulla 500 elettrica che Stellantis punta forte per Mirafiori. Infatti l’obbiettivo è superare le 50.000 auto prodotte entro la fine del 2021.

 Stellantis ai fornitori: aumentiamo i volumi

Il fatto che gli obbiettivi di Stellantis per Mirafiori siano piuttosto ambiziosi non è solo una evidenza dettata da promesse e parole dei vertici aziendali, ma appare un vero e proprio dato di fatto. In effetti, da giorni Stellantis ha chiesto ai fornitori se è possibile raddoppiare i volumi sulla 500 Bev, passando dalle potenziali 70. 000 vetture a 140. 000.

“Siamo stati sorpresi positivamente della notizia che Stellantis abbia intenzione di raddoppiare i volumi. Verificheremo che ciò abbia un riscontro concreto. Al momento si lavora ancora su un turno di lavoro con 210 vetture al giorno e siamo ancora lontani da raggiungere il primo obiettivo di produzione”, Queste le parole del segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano, come riportate dal quotidiano torinese.

Secondo Uliano occorre che dalle parole si passi ai fatti ed occorre che Stellantis inizi a prevedere per lo stabilimento di Mirafiori e per gli altri del Piemonte, la produzione oltre che delle auto di lusso come le Maserati, anche altre auto di altri segmenti di mercato.

Il riferimento di Uliano è a Grugliasco soprattutto, dove le previsioni non sono positive e se si pensa che nel 2017 la situazione era nettamente migliore, c’è il concreto rischio che si arrivi ad una riduzione del numenro di auto prodotte a Grugliasco del 60% rispetto proprio 4 anni fa.

Le stime per il 2021, che alcuni reputano ottimistiche, parlano di un aumento della produzione rispetto al 2020, ma nell’ordine di 20.000 veicoli all’anno, effettivamente pochi per parlare di piena occupazione.

“Su Gran Cabrio e Gran Turismo completamente elettriche, a Mirafiori si faranno 3 o 4 modelli di Gran Turismo al giorno che poi andranno nelle aree di testing. Sono i primi passi concreti in questa direzione”, questo invece ciò che ha detto il segretario generale Fim Cisl Davide Provenzano.

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