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Stellantis: dalla Fiom Piemonte “Gigafactory a Mirafiori”

Continua la querelle sulla Gigafactory e sulla sua collocazione su suolo italiano, con Mirafiori e Melfi in concorrenza.

La Fiom Cgil del Piemonte come è naturale che sia si schiera dalla parte di Mirafiori. Parliamo naturalmente della nuova fabbrica di batterie elettriche che Stellantis dovrebbe costruire in Italia ma sulla quale c’è ancora il problema della più giusta sua collocazione. In concorrenza due stabilimenti italiani di Stellantis, cioè Mirafiori in Piemonte e Melfi in Basilicata.

Due Regioni, due città e due stabilimenti che adesso sono in concorrenza, in una specie di derby per accaparrarsi una nuova fabbrica. Da un lato le esigenze dell’azienda, che naturalmente guarda ai suoi interessi, perché, per una giusta scelta dal punto di vista aziendale, occorre guardare ai costi di produzione, alla logistica e così via. Dall’altro lato invece, le esigenze del territorio, che nella eventuale nuova Gigafactory vedono una serie di opportunità, la prima delle quali dal punto di vista occupazionale.

Per questo politica locale e sindacati locali stanno avviando una autentica campagna di promozione, ciascuna del loro sito e del loro polo produttivo. Appare sempre più forte il movimento che dalla Regione Piemonte si sta avviando, con un pressing continuo sul governo, affinché si spinga l’azienda Stellantis a scegliere Torino come sede di questa Gigafactory e non Melfi.

Nel frattempo il governo, o almeno alcuni suoi rappresentanti hanno preso le distanze da questa specie di gara tra due Regioni e tra due territori, definendosi neutrali sulla scelta e riversando tutto l’onere della decisioni sull’azienda e sui suoi vertici. Dalla Fiom Cgil del Piemonte però, si contesta questa sopraggiunta neutralità dell’esecutivo e si chiede fortemente di avallare la tesi che vuole come più giusta e migliore scelta quella di Mirafiori.

La Fiom del Piemonte parla di cassa integrazione al Nord e di volumi importanti al Sud

Che tutto sarebbe finito con una autentica guerra fratricida nella questione della Gigafactory di Stellantis era pressoché certo. Infatti man mano che passano i giorni e fino a quando Stellantis non deciderà dove costruire la nuova fabbrica di batterie elettriche del gruppo, dalle semplici segnalazioni delle evidenze che dovrebbero far propendere la scelta verso l’uno o l’altro sito, si passa ad autentiche invettive tra le due parti.

Dalla Fiom Cgil del Piemonte infatti arrivano dichiarazioni piuttosto pesanti da parte del segretario regionale Giorgio Ariaudo.

“Serve un bilanciamento, non si possono avere i volumi di produzione al Sud e anche la Gigafactory, e al Nord la cassa integrazione. Questo non succederà”, così ha iniziato il suo discorso il segretario della Fiom regionale del Piemonte che alla fine ha pure criticato le parole del Ministro per la Transizione Ecologica, Cingolani, che proprio ieri ha definito il governo esterno alla scelta di collocare la fabbrica a Melfi o a Mirafiori.

“Non ci è piaciuto che il ministro, che ha discusso in regione Piemonte, abbia detto che il governo è neutrale. Anche perché tutti i governi neutrali se la prendono con i più deboli, e spesso con la nostra gente”, così si è espresso Ariaudo.

Ma siamo sicuri che la Gigafactory arriverà in Italia

Man mano che passano i giorni, anche se pare che oggi 6 luglio dai vertici aziendali arriverà una decisione in merito, a qualcuno viene il dubbio che alla fine la Gigafactory possa prendere strade diverse, andando a finire fuori dai confini nazionali. Infatti se in Italia si è arrivati ad una gara campanilistica tra Mirafiori e Melfi, più in generale anche la Spagna rivendica la sua Gigafactory, che dovrebbe essere la terza di Stellantis in Europa, dopo Germania e Francia dove pare che tutto sia più definito con le due fabbriche che sorgeranno a Kaiserlsautern per la Germania e a Douvrin vicino a Calais in Francia.

“Il primo obiettivo è portarla in Italia e non in altri paesi europei, come in Spagna”, così Ariaudo ha avanzato pure dei dubbi sulla reale volontà di Stellantis di investire in Italia. E poi, tornando alla concorrenza interna, ha sottolineato che  “oltre a Grugliasco e Mirafiori ci sono gli stabilimenti del Sud e il governo ha sbagliato a fare una discussione solo su Melfi alcune settimane fa”.

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