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Ferrari 296 GTB: il suo stile e la discendenza dalla 250 LM

Una nuova prova di bravura, anche sul fronte stilistico, per la casa di Maranello, che stupisce con la Ferrari 296 GTB.

La Ferrari 296 GTB si ispira, in alcuni elementi del design, alla mitica 250 LM del 1963. L’ultima nata del “cavallino rampante” gioca molto sui connotati stilistici, per onorare al meglio i contenuti tecnici d’avanguardia. Stiamo parlando di una supercar straordinariamente sofisticata, che tocca punte d’eccellenza nella meccanica, nella dinamica, nell’elettronica, nell’aerodinamica e in ogni altro aspetto della sua composizione.

La spinta fa capo a un motore biturbo a 6 cilindri a V di 120°, accoppiato a un propulsore elettrico da 167 cavalli, per una potenza combinata di 830 cavalli. Il tutto condito da musicalità meccaniche da sogno, non espresse a un tale livello di splendore dagli ultimi V8 della casa di Maranello. L’impressione è che ad animarne le danze sia un V12.

Ferrari 296 GTB: prestazioni da urlo

Ferrari 296 GTB
Il fantastico motore V6 a 120 gradi della Ferrari 296 GTB

Straordinarie le performance, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi, da 0 a 200 in 7.3 secondi e un tempo sul giro sulla pista di Fiorano di 1’21”, inferiore di mezzo secondo a quello fatto segnare dalla 488 Pista. Ciò che i numeri non raccontano è però lo straordinario piacere di guida che la Ferrari 296 GTB regala. Gli uomini di Maranello parlano di un go-kart feeling.

Qui però, vogliamo concentrarci su altre emozioni: quelle che derivano dallo stile dell’auto sportiva più recente del “cavallino rampante”, che sviluppa un linguaggio orientato al futuro, anche se legato a quello delle vetture anni ’60, caratterizzate da grande semplicità e funzionalità.

Sapientemente ispirata dalla Le Mans

Ferrari 296 GTB
Vista 3/4 posteriore della Ferrari 296 GTB

La 250 LM del 1963, in particolare, ha fornito elementi d’ispirazione significativi quali l’aspetto sinuoso e monolitico, il taglio del montante ‘B’, la composizione dei parafanghi posteriori su cui si innestano le prese d’aria e la coda tronca e leggera.

Quel modello storico nacque dal desiderio di Enzo Ferrari di dar vita a una nuova granturismo capace di ripetere il felice cammino agonistico della 250 GTO, ma con un’architettura completamente diversa: qui i buoi erano dietro al carro. La 250 LM fu, tuttavia, costretta a battersi con le Sport, contro le quali riuscì persino a vincere.

Era una vettura dallo stile particolare, che esprimeva un linguaggio nuovo nella produzione di “serie” di Maranello. La sua carrozzeria sfoggiava un riuscito mix di aggressività corsaiola ed eleganza di classe. Difficile fare meglio con un’impostazione tecnica così estrema.

Citazioni stilistiche di alta scuola

Ferrari 296 GTB
Vista dall’alto della Ferrari 296 GTB

Particolarmente sinuoso il disegno dei passaruota posteriori della 250 LM, sormontati da una splendida presa d’aria destinata all’alimentazione. Il lunotto era incapsulato in una cornice che nella vista laterale dava continuità al tetto, digradando con due piccole pinne verso il cofano motore. Caratteristiche presenti, con un linguaggio molto più moderno e a tratti futuristico, sulla nuova Ferrari 296 GTB.

Questa supercar, sul piano stilistico, punta a ridefinire il concetto di berlinetta a motore centrale-posteriore, con una linea compatta, moderna e originale. Grazie al passo corto e al suo aspetto monolitico, la vettura di fresco conio si offre allo sguardo con grande pulizia formale. La tipica impostazione fastback è stata abbandonata per concentrarsi su un abitacolo che risultasse incastonato in una volumetria possente, frutto del passo corto e della composizione di elementi come i parafanghi muscolosi, il tetto a visiera, gli archi rampanti e l’inedito lunotto verticale.

Ferrari 296 GTB: una scultura di Maranello

Ferrari 296 GTB
Il profilo laterale della Ferrari 296 GTB

L’aspetto nitido della “rossa” più recente sembra scaturire da un unico tratto di matita, senza effetti ottici di alleggerimento o stacchi cromatici. Si è scelto un archetipo che donasse alla 296 GTB un’identità unica, capace di riscrivere le regole riscoprendo al contempo i principi autentici di un design spiccatamente italiano. Pulizia formale e incastri netti esaltano la sportività della vettura, degna erede di una filosofia che affonda le radici nella tradizione Ferrari.

L’abitacolo, nella vista esteriore, ha un’architettura a visiera e porta nella produzione di serie un lessico già sperimentato, per questo elemento, sulla J50 e sulla P80/C. Il frontale presenta una volumetria pura, levigata, compatta, ma è più esaltante il trattamento del modernissimo specchio di coda, dominato da un arco rampante ad anello che accoglie alla base la copertura del vano motore, sviluppata su un’inedita superficie tridimensionale di vetro. La vista da dietro sprigiona energia allo stato puro, ma con grande stile, come il resto della Ferrari 296 GTB, figlia stilistica ideale della 250 LM.

Fonte | Ferrari

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