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Ferrari 296 GTB: ecco la prima V6 ibrida da 830 cavalli

Il Cavallino Rampante ha presentato la Ferrari 296 GTB, ovvero la berlinetta con la quale il costruttore di Maranello introduce l’ibrido su un V6

Ferrari 296 GTB

Attorno al debutto della prima Ferrari V6 ibrida c’era un notevole interesse, placato dalla presentazione ufficiale avvenuta qualche ora fa. Il Cavallino Rampante ha infatti presentato la Ferrari 296 GTB, ovvero la berlinetta con la quale il costruttore di Maranello saluta l’iconico V8 dopo un cinquantennio di onorata carriera per dare il benvenuto nuovamente ad un propulsore V6 messo da parte nei primi Anni Settanta dopo che la Dino 206/246 lasciava il posto alla 308 GT4. Per averla bisognerà comunque attendere l’avvio del 2022, oltre che disporre di almeno 269mila euro nel portafoglio.

Ferrari ripropone con la 296 GTB un propulsore V6 su una sua berlinetta sfruttando però la sovralimentazione e l’elemento elettrico, elementi che contribuiscono a definire indici di potenza di tutto rispetto.

V6 ad elevatissime prestazioni

Col ritorno del V6 il costruttore di Maranello smorza ogni possibilità di ripensamento da parte dei più critici. Quello adoperato sulla Ferrari 296 GTB è un propulsore V6 da 3.0 litri turbocompresso con angolo tra le bancate particolarmente ampio, portato a 120 gradi secondo una configurazione non particolarmente diffusa. Il V6, capostipite della famiglia F163, è in grado di erogare da solo 663 cavalli di potenza a 8mila giri col limitatore che fissa la sua quota massima a 8.500 giri producendo un impressionante primato mondiale in termini di potenza specifica riservata ai motori di serie con un rapporto CV/l pari a 221.

Ferrari 296 GTB

Col nuovo V6 Ferrari introduce un propulsore più leggero dei V8 già noti di circa una trentina di chilogrammi, capace di sfruttare una sovralimentazione con due turbocompressori IHI Monoscroll che trovano posto all’interno dell’ampia V tra le bancate: la soluzione permette di abbassare ulteriormente il baricentro riducendo le masse rotanti e incrementando i valori prestazionali.

I turbocompressori sono chiaramente più piccoli di quelli utili al V8 con possibilità di raggiungere i 180mila giri al minuto: vengono quindi minimizzati i ritardi di erogazione, migliorando la reattività complessiva del V6. Grazie all’ordine di accensione 1-6-3-4-2-5 si riducono anche i carichi sui cuscinetti e grazie all’albero motore di acciaio nitrurato si riducono i pesi e si bilanciano ulteriormente le masse rotanti. La pompa dell’olio a cilindrata variabile e i collettori di aspirazione posti all’esterno delle teste contribuiscono a valori di efficienza maggiori: lo scarico risulta anche più lineare e si posiziona sulla parte alta del vano motore con collettori e catalizzatori in Inconel che contribuiscono ad amplificare il sound della Ferrari 296 GTB.

Elettrica a trazione posteriore

La vera rivoluzione del propulsore V6 installato sulla Ferrari 296 GTB è però rappresentata dall’elemento elettrico che è unico e dispone di una unità MGU-K a flusso assiale con doppio rotore e statore singolo. La parte elettrica viene installata tra il motore e il cambio ed eroga 167 cavalli di potenza che permettono di incrementare il dato a 830 cavalli erogati ad un valore di coppia interessantissimo, pari a 740 Nm. Il propulsore elettrico viene alimentato da una batteria da 7,45 kWh che permette anche di percorrere 25 chilometri in modalità esclusivamente elettrica, dato identico a quello ottenibile sulla SF90.

Ferrari 296 GTB

La Ferrari 296 GTB scarica a terra tutta la sua potenza esclusivamente sfruttando l’asse posteriore mediante un cambio a doppia frizione ad otto rapporti che è lo stesso previsto già sugli altri modelli del cavallino Rampante. La stessa trasmissione prevede anche l’attuatore Transition Manager Actuator (TMA) che utilizza una frizione tridisco a secco utile a gestire il disaccoppiamento dell’unità termica dall’elettrica. Il motore viene raffreddato da due radiatori posti davanti alle ruote anteriori, accanto ai condensatori per la batteria ad alto voltaggio. Da qui l’aria calda viene convogliata sul fondo e grazie al fatto che i radiatori della controparte elettrica sono posizionati dietro alle prese d’aria dello splitter anteriore, la sezione centrale genera la maggiore aliquota di carico verticale.

Grazie al fatto di disporre di una sola unità elettrica si è riusciti a contenere il peso a 1.470 chilogrammi per quanto riguarda l’Assetto Fiorano ottenibile su richiesta con prezzi a partire da 302mila euro. Le dimensioni esterne della Ferrari 296 GTB sono pari a 456 centimetri in lunghezza, 196 in larghezza e 119 in altezza. I dati velocistici prevedono una velocità massima di 330 km/h, 2,9 secondi utili per raggiungere i 100 km/h da fermo e 7,3 secondi per arrivare fino a 200 km/h: a Fiorano si gira in 1 minuto e 21 secondi.

Ferrari 296 GTB

Come accade spesso in Ferrari, la denominazione della 296 GTB combina la cilindrata da 2.992 cc con il numero dei cilindri (6) in accordo con l’acronimo di Gran Turismo Berlinetta. Sulla sezione posteriore trova posto un’ala attiva che incrementa il carico: la Assetto Fiorano, nella modalità High Downforce, sviluppa 360 chilogrammi di carico a 250 km/h di velocità.

Sulla Ferrari 296 GTB debutta anche il sensore 6w-CDS (6-way Chassis Dynamic Sensor) che sfrutta il limite di aderenza dell’asse posteriore migliorando l’inserimento in curva e le performance complessive della berlinetta. Grazie al suo contributo si riduce lo spazio di arresto nel 200-0 km/h di quasi il 9% rispetto alla Ferrari F8 Tributo. C’è il sistema brake-by-wire che riduce la corsa del pedale del freno e l’ABS Evo che utilizza un controllore rinnovato per ragionare sui livelli di aderenza degli pneumatici riducendo gli spazi di arresto in accordo con l’aerodinamica attiva e l’assetto con ammortizzatori magnetoreologici SCM-Frs. Irrinunciabile l’eManettino con quattro modalità di guida (eDrive, Hybrid, Performance e Qualify) e il Side Slip Control.

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