Tesla ha contribuito in modo determinante a trasformare la percezione delle auto elettriche ben prima che l’intero settore decidesse di investire con convinzione in questa direzione e la sua influenza sul mercato resta tangibile anche oggi, per quanto l’attenzione mediatica tenda sempre più spesso a concentrarsi sulla figura di Elon Musk piuttosto che sui prodotti dell’azienda.

In una recente intervista con André Thierig, responsabile della Gigafactory di Berlino, Musk è tornato a delineare la traiettoria che immagina per Tesla nei prossimi anni e decenni, toccando temi che spaziano dalla guida autonoma ai robot umanoidi, fino alle strategie di espansione produttiva e alle possibili trasformazioni della mobilità e del lavoro. Va precisato che l’intervista è stata realizzata all’interno dello stesso ecosistema Tesla e diffusa attraverso i canali social del CEO.
Sul fronte industriale più immediato, Tesla sta lavorando all’ampliamento della capacità produttiva delle proprie fabbriche in diverse aree del mondo, con la Gigafactory di Berlino che rappresenta uno dei cardini della strategia europea. L’espansione non riguarda soltanto l’assemblaggio dei veicoli ma anche la produzione interna delle celle per batterie e una progressiva integrazione verticale di altre tecnologie, un percorso che secondo Musk potrà procedere a condizione che il contesto normativo e politico europeo continui a offrire condizioni favorevoli.
La guida autonoma resta uno degli assi portanti della visione aziendale. Musk continua a sostenere l’approccio di Tesla basato prevalentemente su telecamere e intelligenza artificiale, senza ricorrere in modo massiccio a sensori come lidar e radar, e ritiene che l’approvazione del sistema Full Self-Driving in Europa potrebbe arrivare in tempi relativamente ravvicinati. Secondo il CEO, la diffusione della guida autonoma cambierebbe radicalmente l’esperienza quotidiana al volante, riducendo lo stress e gli errori umani che ancora oggi rappresentano la causa principale degli incidenti stradali. Oltre alle auto private, Tesla sta sviluppando il CyberCab, un veicolo pensato per i servizi di trasporto urbano autonomo, e il Semi, il camion elettrico destinato al settore della logistica.

Spostandosi su orizzonti più distanti, Musk ha dedicato una parte della conversazione ai robot umanoidi Optimus, sui quali Tesla sta investendo con crescente intensità. L’idea alla base del progetto è che una vasta gamma di attività fisiche ripetitive o gravose possa essere progressivamente affidata a macchine autonome, con ricadute che secondo il CEO si estenderebbero a settori come la sanità, l’industria manifatturiera e l’assistenza agli anziani. Musk si è spinto a ipotizzare robot capaci in futuro di assistere in procedure mediche complesse, rendendo cure avanzate accessibili a una platea molto più ampia di pazienti rispetto a oggi.
La suggestione più estrema riguarda però una scala temporale ancora più lunga. Musk ha ventilato la possibilità che nell’arco di una ventina d’anni Tesla possa arrivare a costruire impianti produttivi sulla Luna, una prospettiva priva al momento di dettagli tecnici o di una roadmap definita, ma coerente con la narrazione di lungo periodo che il CEO coltiva da anni attorno alle proprie aziende. Nella stessa occasione Musk ha ribadito la propria fiducia nella crescita futura del valore di Tesla, invitando gli investitori a mantenere le proprie posizioni, un messaggio che, come spesso accade con le dichiarazioni del CEO, andrà misurato nel tempo con i risultati effettivi dell’azienda.
