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Il Lingotto cambia faccia e la pista sul tetto diventa un’oasi verde

Quello definito da Olivier François come “il progetto del cuore” è la volontà di dare vita al giardino sospeso più grande d’Europa

Lingotto

Con l’annuncio che Fiat diventerà già a partire dal 2030 un brand esclusivamente destinato a vetture elettriche, muteranno anche alcuni capisaldi anche architettonici del costruttore torinese. Quello definito da Olivier François, CEO di Fiat e CMO di Stellantis, come “il progetto del cuore” è la volontà di dare vita al giardino sospeso più grande d’Europa: ad ospitarlo sarà il tetto del Lingotto e la sua iconica pista di prova. Il tetto dello storico stabilimento Fiat ospiterà circa 28mila piante ed alberi che daranno vita ad un’area innovativa, ma fruibile da chiunque.

Il Lingotto diventerà in questo modo una vera e propria oasi verde destinata alla nuova mobilità sostenibile e alle nuove concezioni sorte in questa direzione. L’ispirazione è chiaramente derivante dai Boschi Verticali che contribuiscono anche ad un miglioramento complessivo dell’aria respirata attorno a queste particolari aree verdi. Olivier François ha ammesso: “sono orgoglioso di un progetto che vedrà la conversione della leggendaria pista sulla ex fabbrica del Lingotto di Torino nel più grande giardino sospeso d’Europa con oltre 28.000 piante. Un progetto importante e significativo e sostenibile che rivitalizzerà la città di Torino, la nostra città”.

Con l’approvazione di Stefano Boeri

Il Lingotto è stato sede della produzione di alcune vetture iconiche di casa Fiat, a cominciare dalla Balilla, dalla Topolino, dalla 1100 R e dalla X1/9. Queste e altre hanno tutte provato sull’anello da un chilometro con due paraboliche ad elevata pendenza disposto sul tetto del Lingotto. L’idea di trasformare questo luogo iconico per la Fiat era stata già rilanciata a fine 2020 quando Fiat aveva ammesso che il vecchio circuito di collaudo sul tetto del Lingotto sarebbe diventato semplicemente Sky Drive con accesso all’area consentito solamente a vetture elettriche o ibride con un progetto ideato dall’architetto Benedetto Camerana ispirata alla High Line Park di New York.

Boeri Boccardi Francois
Stefano Boeri con Silvia Boccardi e Olivier François

L’idea deriva, secondo Olivier François, anche da quanto visto durante il lockdown: “in quel periodo abbiamo assistito a situazioni inimmaginabili, come rivedere animali selvatici nelle città, a dimostrazione che la natura stava riprendendo il suo posto. E ci ha ricordato l’urgenza di intervenire, di fare qualcosa per il pianeta. Abbiamo una icona, la 500 che negli anni 50 ha reso la mobilità accessibile a tutti. Ora ha una nuova missione, creare la mobilità sostenibile per tutti”.

Lingotto

Il nuovo progetto di riconversione dell’iconico tracciato sul tetto del Lingotto è stato anche “approvato” dall’architetto Stefano Boeri, ideatore del Bosco Verticale: “se consideriamo che le città sono responsabili non solo dell’emissione di oltre il 70% di CO2, fenomeno all’origine del riscaldamento globale, ma anche dell’emissione di inquinanti che sono la principale causa di malattie e mortalità da problemi respiratori, appare evidente come proprio le città siano i primi luoghi su cui intervenire con un profondo cambiamento. Gli alberi oltre che assorbire CO2, ridurre i consumi energetici e il calore urbano, aumentare la biodiversità delle specie viventi e rendere le città più attraenti, riducono drasticamente l’inquinamento da polveri sottili. Non dimentichiamolo: piante e alberi sono l’unico modo che abbiamo per assorbire gli inquinanti già emessi”.

Inaugurazione a fine settembre

Olivier François ha aggiunto: “avrei voluto inaugurarlo il 4 luglio, ma come mi ha fatto notare anche l’architetto Stefano Boeri, che è un amico oltre che uno specialista di rigenerazione urbana, le piante hanno bisogno di un po’ di tempo per crescere e adattarsi. Dunque penso che inaugureremo intorno al 22 settembre, giorno più giorno meno. E sarà bellissimo”.

Lingotto

Per la realizzazione dell’opera sono stati utilizzati alcuni fonti che solitamente venivano destinati alle attività di marketing, indirizzati ora verso questa nuova possibilità offerta dalla volontà di essere sempre più sostenibili. Inizialmente infatti la pista sul tetto del Lingotto doveva essere utilizzata come sfondo di un ampio evento dedicato alla Nuova 500 Elettrica, ma successivamente si è pensato a questa nuova collocazione “che rimarrà per sempre e che è per tutta la comunità di Torino e non solo. Sarà un landmark, un’attrazione turistica molto importante e uno dei simboli forti di Torino, un po’ come la Mole Antonelliana”, ha ammesso Olivier François.

Insomma, tra pochi mesi la pista del Lingotto avrà una veste nuova e una collocazione differente.

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