Volvo è un marchio relativamente piccolo. Lo scorso anno ha venduto appena 710.000 veicoli, il 7% in meno rispetto al 2024. Per fare un confronto, Audi ne ha piazzati 1,6 milioni, Mercedes 2,16 milioni e BMW ha guidato il gruppo con 2,46 milioni di unità. Numeri che relegano gli svedesi in una nicchia premium, certo, ma pur sempre una nicchia.
Eppure, mentre gli altri rincorrono volumi e quote di mercato, Volvo sta costruendo qualcosa di diverso. La gamma elettrica cresce con determinazione: EX30, il nuovissimo EX60, i SUV crossover EX90, l’auto di lusso ES90 e il minivan EM90. Senza dimenticare il SUV crossover ibrido plug-in di medie dimensioni XC70.
Si vocifera persino che la nuova piattaforma SPA3 consenta il ritorno delle amate station wagon del marchio, stavolta con un approccio innovativo al posizionamento e al packaging delle batterie. Passi da gigante verso un futuro che non insegue solo l’elettrico per moda.
Naturalmente, non tutto deve avere la spina. Volvo innova anche sui modelli con motore a combustione interna, o meglio, su mild hybrid e PHEV, visto che il benzina puro ormai è un ricordo. E quando si parla di storia Volvo, il pensiero corre inevitabilmente alla Volvo 240, il cosiddetto “carro armato svedese” che qualcuno considera l’auto più affidabile mai prodotta.

La serie 200, che comprendeva i modelli 240 e 260, è stata prodotta tra il 1974 e il 1993 in versione berlina, station wagon e persino cabriolet. Solidità, sicurezza, affidabilità: oltre 2,8 milioni di unità vendute in quasi vent’anni. Un successo tale che la 240 continuò la produzione fino al 1993.
Ed è proprio questo mito che Marouane Bembli, artista virtuale noto sui social come The Sketch Monkey, ha deciso di riportare in vita. Il suo rendering rapido immagina una Volvo 240 per il 2026.

Grandi fari anteriori reinterpretati con luci diurne a LED e il logo del martello di Thor, griglia verticale rettangolare, paraurti dritto e volumi ben definiti per carrozzeria e tetto.

Purtroppo, l’esperto di CGI non si è preso la briga di mostrarci il posteriore o gli interni, e ovviamente non c’è traccia del propulsore. Volvo potrebbe dotarla di un semplice mild hybrid a benzina e, come optional, del fantastico propulsore PHEV a lunga autonomia dell’ultima XC70.
