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Truffe auto usate: come i venditori fregano i compratori

La piattaforma carVertical ha analizzato le informazioni di un vasto database sulle compravendite di macchine di seconda mano

Truffe auto usate

Uno dei settori più tartassati dal fisco è la compravendita di macchine di seconda mano: il compratore, per prassi, paga le tasse. Ma il povero acquirente è talvolta vittima di una truffa, sia in rete sia dal vivo. Ad analizzare le informazioni di un vasto database, è stato carVertical: : la prima piattaforma al mondo basata sulla tecnologia Blockchain per controllare la cronologia dei veicoli.

Come tutti danno, Blockchain: sfrutta le caratteristiche di una rete informatica di nodi. Crea così un registro informazioni da condividere in maniera aperta, senza la necessità di un’entità centrale di controllo.

Durante la stagione primaverile, il numero di truffe nel mercato delle auto usate aumenta. Sotto la lente, un milione di rapporti sulla storia dell’auto per scoprire quali sono le frodi più comuni al giorno d’oggi. 

Le frodi più frequenti sul mercato dell’auto usata

Emerge che quasi un terzo di tutte le auto controllate attraverso la propria piattaforma ha subìto danni. Un incidente nascosto all’acquirente. La soluzione? Se non si è esperti nell’individuare spazi fra pannelli che sono la spia di sinistri, allora meglio dire al venditore che si vuol fare ispezionare la vettura da un meccanico.

Nel 16% dei casi, il chilometraggio è stato alterato: si tolgono km, così il mezzo vale di più.  Non è così facile individuare il furbetto notando l’usura di sedili, volante o la leva del cambio: anche in questa situazione, parola a un esperto. Questo vale anche per le elettriche.

Alcuni acquirenti non sono a conoscenza del fatto che il veicolo era a uso non privato: vetture eternamente in movimento, su strade di qualsiasi tipo. La piattaforma carVertical sostiene di essere in grado di beccare chi bara e nasconde il particolare al compratore. Analogamente, scova le auto rubate.

Attenzione infine alle auto di importazione parallela (da altri mercati Ue) sulle quali l’IVA non è stata versata. Il venditore fa prezzi ultra concorrenziali sfruttando il fatto che non ha versato le tasse. Si rischia di ritrovarsi un mezzo acquistato a un prezzo troppo basso rispetto a quello di mercato: può scattare l’accusa di incauto acquisto, un reato.

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