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Stellantis dovrà pagare 30,5 milioni in Spagna per aver fatto cartello

In Spagna Stellantis costretta a dover pagare una multa di 30,5 milioni di euro per aver fatto cartello con altre case automobilistiche

Stellantis
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La Corte Suprema ha posto fine al tentativo di Stellantis (PSA) di eliminare una sanzione di 30,5 milioni per aver formato un cartello insieme alle principali case automobilistiche del mercato spagnolo. La Commissione nazionale dei mercati e della concorrenza ha concluso nel 2015 che le ex marche di PSA, Ford, Mercedes, Fiat, Nissan, Toyota, BMW e una dozzina di altre società hanno scambiato continuamente informazioni riservate per controllare il mercato della distribuzione dei veicoli, nonché servizi post-vendita per riparazione, manutenzione e sostituzione di parti.

Il super regolatore ha inflitto ai produttori la più grande multa della sua storia: 171 milioni distribuiti tra 23 aziende, con il gruppo che possiede uno stabilimento a Vigo che monta la sanzione più alta, 30,5 milioni. Infatti, la sanzione per Stellantis è ancora più alta se si tiene conto che Opel, acquistata dal costruttore francese nel 2017, ha ricevuto la seconda multa più alta, 22,8 milioni. Il processo giudiziario che colpisce Opel continua ancora il suo corso, ma quello di PSA si è concluso di recente, con una sentenza dello scorso 20 aprile della Camera di Contenzioso della Suprema Corte che respinge le sue accuse e conferma la sanzione milionaria.

La sentenza sostiene che la concorrenza ha raccolto “prove sufficienti che, attraverso comportamenti coordinati tra società concorrenti, tale scambio è avvenuto in base a requisiti di reciprocità tra le società partecipanti, con l’obiettivo di sostituire consapevolmente il rischi di concorrenza per una concreta cooperazione tra loro, riducendo l’incertezza sugli elementi chiave delle loro politiche commerciali e con attitudine a determinare il loro comportamento sul mercato”.

La regolarità e stabilità delle riunioni, l’organizzazione e la convocazione delle stesse, in una prima fase da parte dei partecipanti, attraverso consulenti in accreditata conoscenza dai vertici delle società, sono tutti elementi che, nel loro insieme, confermano la classificazione della condotta come un reato gravissimo costituente cartello.

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