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Formula 1: ipotesi e sviluppi per i prossimi Gran Premi

Sono diversificate le ipotesi e le possibilità che potrebbero interessare la Formula 1 nelle prossime settimane

Antonio Giovinazzi

La Formula 1 pare rivedere un po’ le stesse problematiche patite lo scorso anno, in relazione agli scenari che governano i Gran Premi effettivamente da disputare. Dopo l’annullamento dell’appuntamento del Canada sono diverse le situazioni ancora pendenti e quindi poco chiare. Di certo c’è che il Circus vorrebbe disputare tutti e 23 gli appuntamenti previsti quest’anno, una cifra mai vista fino ad ora per un Campionato del Mondo.

La Pandemia ancora in essere pone però qualche dubbi sulla questione, sebbene fino a questo momento le soluzioni ai problemi sono sempre state trovate. Ad oggi sono quattro gli appuntamenti disputati da un Circus che vede comunque qualche incognita legata al prosieguo della stagione. Difatti, proprio in accordo con l’annullamento del Gran Premio del Canada e l’introduzione al suo posto di un Gran Premio da disputare in Turchia, adesso proprio la Turchia è stata inserita in una “lista nera” dal Regno Unito grazie alla repentina risalita del contagio da Coronavirus.

Saltato lo scambio con Baku

La prima ipotesi prevedeva uno scambio di date con l’evento di Baku, in Azerbaigian, prontamente smentito dalle autorità locali. Ciò perché proprio a Baku si disputerà Galles-Svizzera il 12 giugno prossimo, evento valido per il Gruppo A degli Europei di Calcio, di conseguenza lo scambio col fine settimana del 4-6 giugno è stato prontamente messo da parte perché il tracciato va smantellato per accogliere gli altri eventi in programma in città ovvero almeno tre eventi calcistici e un quarto di finale.

Gran Premio di Baku
Baku

Arif Rahimov, che fa parte del comitato organizzatore del GP dell’Azerbaigian, ha ammesso infatti che “la situazione legata al Coronavirus in Turchia potrebbe mettere a rischio la gara, dato che la maggior parte delle squadre hanno la loro sede nel Regno Unito. Ci sono stati dei colloqui per un possibile scambio di date, ma non possiamo spostare la gara. Non c’è molto che possiamo fare perché il weekend successivo iniziano gli Europei di Calcio, fosse stata un’altra annata non ci sarebbero stati problemi, ma quest’anno proprio non si può fare”.

Di conseguenza l’approdo in Turchia appare effettivamente più complicato di quanto la Formula 1 si aspettasse.

Ipotesi doppio appuntamento in Austria

L’ulteriore ipotesi per far fronte al problema, almeno secondo quanto riportato dagli austriaci di Osterreich, sarebbe quella di raddoppiare con l’appuntamento al Red Bull Ring in Austria praticamente come già messo in pratica lo scorso anno col Gran Premio della Stiria.

Austria

In questo momento il Gran Premio d’Austria, regolarmente in calendario, è fissato per domenica 4 luglio mentre un secondo appuntamento potrebbe essere disputato durante il weekend precedente anticipando il Gran Premio di Francia al 20 giugno. Di conseguenza dopo l’Azerbaigian la Formula 1 si fermerebbe una settimana per poi andare in Francia e al doppio appuntamento austriaco. Perciò, se l’ipotesi venisse confermata, si andrebbe a Baku il 6 giugno quindi in Francia il 20 giugno e poi in Austria il 27 giugno e il 4 luglio.

Zandvoort non vuole un GP senza pubblico

La richiesta che invece proviene dall’Olanda rimane quella dello scorso anno. Difatti proprio nel 2020 la Formula 1 sarebbe dovuta ritornare sull’iconico tracciato di Zandvoort, con la volontà di farlo però col pubblico in presenza. Per i motivi che conosciamo, non è stato possibile introdurre i tifosi a Zandvoort e l’evento è stato annullato con la volontà di ritornare quest’anno.

Tuttavia anche per quanto riguarda la stagione 2021, l’organizzazione del Gran Premio di Olanda preme per avere un evento con la presenza di pubblico: se così non fosse, il GP potrebbe essere annullato un’altra volta. Pare sia quindi questa la linea da seguire a Zandvoort, la stessa che potrebbe mettere a rischio il Gran Premio e potrebbe portare ulteriori stravolgimenti al calendario iridato.

Zandvoort

La condizione proposta è stata spiegata dal commentatore olandese Olay Mol a NPO Radio 1: “siamo già a maggio e il nostro GP è in programma nella prima domenica di settembre. La situazione di crisi perdura, così come a Zandvoort proseguono le preparazioni per la gara. Ci sarà però un punto di non ritorno in cui sarà necessario installare le tribune che, per la maggior parte, sono disposte su strutture temporanee. Se saranno costruiti gli spalti, allora sarà un ottimo segnale per il regolare svolgimento della gara, altrimenti… Non credo che per Zandvoort sia un’opzione disputare un GP senza pubblico anche perché la Formula 1 ha fortemente voluto questa tappa proprio per le tribune piene di tifosi vestiti d’arancione. La volontà è quella di realizzare un mega evento per tutti i fan, visto che dovrebbe essere in programma anche un festival nei dintorni del circuito”.

Segnali di interesse in America

Emergono invece segnali di grande interesse negli Stati Uniti, soprattutto in relazione ad un pubblico mai troppo affezionato alla Formula 1. Non è un caso che la Formula 1 negli Anni Ottanta ha disputato anche tre Gran Premi negli Stati Uniti in una sola stagione, poi con l’importante parentesi presso l’iconico catino di Indianapolis fino a giungere all’appuntamento di Austin.

Se nel 2022 si disputerà un Gran Premio a Miami, oltre al solito appuntamento di Austin, emergono spesso voci di un rientro (magari a rotazione) di Indianapolis. Insomma, laddove in altri posti si annullano eventi e si cercano soluzioni, negli USA la gente vuole la Formula 1 e Bobby Epstein (a capo dell’appuntamento di Austin) si è detto entusiasta per l’approdo di Miami in calendario: “penso che avere più gare nel nostro fuso orario sia un bene per lo sport come anche il fatto che le due gare non siano una dopo l’altra a distanza di una settimana. Se la Formula 1 venisse qui e lo facesse per due weekend consecutivi, non credo che l’impatto sarebbe buono. Penso che in questo modo avremo il doppio dell’impatto. Miami dovrebbe fare il tutto esaurito nel primo anno e forse anche nel secondo. Dopo però penso che finiremmo per dividerci il pubblico se fossimo nello stesso periodo del calendario. Quindi essere separati è fantastico”, ha detto ad Autoweek.

Indianapolis

C’è poi l’apporto di Netflix e della serie Drive to Survive che secondo Epstein ha portato riscontri positivi nella crescita dell’interesse nei confronti del Circus: “la base dei fan della Formula 1 è piuttosto stabile e c’era eccitazione quando la Formula 1 è stata acquistata da una società statunitense, ma avere un proprietario statunitense non crea fan statunitensi. Netflix ha catapultato le cose. In particolare con le donne, guadagnando seguito su tutta la famiglia e verso gli adolescenti. Abbiamo visto un aumento massiccio dei più giovani, che è quello che tutti speravamo”, ha aggiunto. Ogni situazione è quindi in continuo divenire. Forse come non mai.

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