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Stellantis, Torino: cassa integrazione per tutti, ma 2 mld per il polo

Ancora ammortizzatori sociali per le fabbriche piemontesi del gruppo, ma i soldi stanziati già prima della pandemia sono confermati.

stellantis torino

Il consiglio comunale aperto a Torino se da un lato ha visto l’impegno della politica Regionale, con il sindaco Chiara Appendino in testa, schierarsi a favore dell’importanza del settore Automotive e del polo di Torino, da un altro ha visto confermate le paure dei lavoratori.

Confermato il ricorso alla cassa integrazione per tutti i lavoratori a maggio, notizia che nello stesso consiglio comunale aperto convocato dopo l’ok all’ordine del giorno dello scorso 8 marzo a firma della rappresentante di “Torino in Comune La Sinistra”, Eleonora Artesio, è stata ufficializzata dai vertici di Stellantis.

Ma viene anche confermato che i soldi stanziati per le fabbriche torinesi del gruppo, restano quelli previsti prima della pandemia e quindi prima della fusione tra PSA e FCA che ha dato i natali a Stellantis. E questa senza ombra di dubbio è una buona notizia.

Ancora cassa integrazione a maggio

Il consiglio comunale aperto di Torino ha fatto luce su alcune cose e per questo è da reputare positivo. Ma ad alcune buone notizie si susseguono alcune cattive notizie.

“A Torino stiamo adattando le linee per le nuove Maserati  GranCabrio e Turismo, che saranno tutte elettriche e arriveranno nel 2022”, così ha anticipato alcuni programmi produttivi del gruppo, Davide Mele, Deputy della regione Enlarged Europe di Stellantis. La luce in fondo al tunnel sembra vedersi quindi, con Mele che ha confermato che “non siamo fermi, ma all’attacco”.

Un modo per tranquillizzare i lavoratori, i sindacati e la parte politica che chiedevano chiarimenti e rassicurazioni. Infatti le istanze di tutti i soggetti interessati, che hanno visto nel consiglio comunale aperto l’occasione per confermarle, vertono “sulla necessità di sostenere e salvaguardare il settore, particolarmente colpito dalla recessione nell’ultimo anno a causa soprattutto della pandemia”.

Ma se da un lato il gruppo tende a smorzare le preoccupazioni rasserenando tutti circa i programmi che vedono il polo di Torino ancora al centro del mondo Stellantis in Italia, la conferma della casa integrazione per tutti a maggio è ancora allarmante.

Ma ci sono anche due miliardi di euro per il polo di Torino

 “A maggio previsto l’utilizzo della cassa per tutti i lavoratori“, questo l’annuncio di Mele che di fato conferma come nonostante le parole rassicuranti prima esposte, le problematiche che hanno portato alla convocazione del consiglio comunale aperto restano tutte in campo.

E così dopo Grugliasco, con  la cassa integrazione che è stata già conferma dal 28 aprile al 30 maggio, si passa alla Comau, dove sono previste ben 9 settimane di cassa integrazione che interesseranno i lavoratori nel periodo maggio-giugno.

Anche la giustificazione di quello che a tutti gli effetti è un ricorso massivo alla cassa integrazione guadagni è particolare da parte del rappresentante di Stellantis.

“Crisi automotive anche nel 2021 per mancanza di strategia sui vaccini, meno fiducia dei consumatori e mancanza componenti elettrici”, questo ciò che ha detto Mele a nome dei gruppo spiegando i motivi che hanno portata a decidere di mettere a riposo i lavoratori.

Ma secondo Mele è una cosa temporanea, perché resta sempre in campo quel massiccio investimento da tempo previsto per le fabbriche italiane di Stellantis. SI parla dei previsti 5 miliardi di investimenti che erano stati messi in preventivo già prima dello scoppiare della pandemia e già prima della fusione che ha fatto nascere Stellantis.

E Torino inteso come polo produttivo è al centro degli investimenti perché come confermato da Mele,  “due di questi 5 miliardi sono destinati al polo Torino, che rimarrà strategico. Se escludiamo le contingenze del lockdown, Mirafiori sta consolidando a livello europeo il suo ruolo guida: qui abbiamo avviato la produzione della 500 elettrica”, parole queste che erano attese da tempo e che potrebbero essere quei chiarimenti che tutti cercavano almeno dal punto di vista del piano industriale che il gruppo avrebbe intenzione di avviare.

“Qui stiamo rinnovando la gamma motori della versione ibrida Ghibli levante. A Torino  stiamo poi facendo lavori propedeutici per adattare le linee per le nuove Maserati GranCabrio e Turismo, che saranno tutte elettriche e arriveranno nel 2022. Sempre a Mirafiori è in corso l’installazione del solar power: un progetto di pannelli fotovoltaici su 150 mila mq, in grado di abbattere le emissioni per 5mila tonnellate di co2”, così ha chiuso il suo intervento Mele.

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