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Il Ministro Cingolani e i dubbi sulle vetture elettriche

Il Ministro per la Transizione Ecologica ha espresso pareri interessanti sulle elettriche e sulla rete di ricarica

Roberto Cingolani

Quello dell’auto elettrica è una tema centrale nella gestione futura di ogni costruttore di automobili, regolamentato peraltro da precise normative europee che impongono a chiunque parametri ben precisi da rispettare. La questione dell’ecologia è al centro anche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) varato dal Governo per la ricezione corretta degli aiuti proposti dal Recovery Plan.

Tuttavia, in relazione alle vetture elettriche, spesso i pareri forniti dal nuovo Ministro per la Transizione Ecologica sono stati non proprio positivi. Le ultime dichiarazioni del ministro Roberto Cingolani durante la trasmissione Piazza Pulita andata in onda su La7 spaziano infatti su molteplici argomenti legati al mondo dell’automotive.

Il Ministro Cingolani è stato infatti interpellato su diversi argomenti centrali nella bozza per il Recovery Fund che prevede una ripartizione di circa 200 miliardi di risorse europee utili al rilancio del Paese. Cingolani, che proviene da esperienze di altissimo profilo in Leonardo (dove era responsabile dell’innovazione tecnologica) o all’Istituto Italiano di Tecnologia (dove era direttore scientifico) oltre che ricercatore e fisico, ha delineato punti di vista sicuramente interessanti.

Un po’ tutto inquina

La linea seguita da Cingolani è diversificata su molteplici categorie. Nello specifico, il filo conduttore è che un po’ qualsiasi cosa produce una ovvia percentuale di inquinamento. Non è un caso che sui social, il Ministro ha ammesso: “anche i social producono circa il 4% dell’anidride carbonica immessa nell’atmosfera. Io uso la posta elettronica, i cui costi-benefici possono giustificarla. Qualunque tecnologia inquina, perché ha bisogno di elettricità. Se li usiamo in modo ragionato i costi sono inferiori dei benefici, se riteniamo che tutto sia gratis e li usiamo in modo smodato ecco che la tecnologia viene vanificata dallo stupido uso della tecnologia”.

Roberto Cingolani Ferrari
Il Ministro per la Transizione Ecologica, Roberto Cingolani

Di conseguenza quando l’argomento virava sulle vetture elettriche Cingolani ha approfondito una tematica spesso dibattuta, ma della quale, altrettanto spesso, poco si parla: “sulle auto totalmente elettriche, posso dire di essere favorevole all’abbattimento delle emissioni per il trasporto privato, ma vorrei far notare che il concetto di auto elettrica va studiato e spiegato in maniera accurata. Se esco dal concessionario e guido per 100mila chilometri produco pochissima CO2, ma se tengo conto del litio estratto, della produzione delle batterie e del cambiamento nel processo di manifattura sono un po’ meno verdi di quello che sembra. Si chiama Life Cycle assessment, cioè bisogna tenere conto dell’intero ciclo di vita”.

Il nodo dell’infrastruttura

Una dichiarazione che ha fornito l’assist al conduttore della trasmissione che ha chiesto un parere sui propulsori diesel di ultima generazione che rischiano di essere messi da parte. Formigli ha chiesto infatti se Cingolani trova corretto che questi vengano messi da parte: “se paragonati ad un diesel Euro 0, non sono d’accordo”, ha ammesso il Ministro. Altro discorso spinoso è quello, dibattuto, sulla rete di colonnine per la ricarica che in Italia non trovano ancora una diffusione capillare: “bisogna costruire una infrastruttura estremamente complessa, che deve funzionare prevalentemente su energia rinnovabile, ma ricordando che l’energia rinnovabile non è continua. Per cui predisporre una rete intelligente, che sia smart e capace di gestire flussi di corrente in base alle situazioni. In seguito, aumentare i punti ricarica e fare in modo che l’auto elettrica non costi un salasso. Se riuscisse a farmi pagare una segmento B circa 15mila euro anche se fosse elettrica, ben venga”.

In ultimo Formigli ha chiesto a Cingolani quando arriverà il momento che le elettriche potranno essere ricaricate in viaggio o sotto casa e quando potranno costare il giusto risultando quindi un’alternativa conveniente: “se valutiamo l’auto totalmente elettrica, a livelli del 30% del mercato richiederà un decennio. Per i costi delle auto e per le infrastrutture. Le auto oggi sono troppo costose”, ha concluso.

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