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Ponte Genova: ipotesi maxi omicidio stradale?

Chiuse le indagini sul crollo, verso il processo in 69

Ponte Genova ipotesi maxi omicidio stradale

Non ci sono colpevoli, non esiste nessuna sentenza, ma adesso ecco un passo avanti verso il verdetto per il crollo del Ponte di Genova di agosto 2018: ipotesi maxi omicidio stradale? Vediamo esattamente cosa si profila. Di solito, il guidatore ubriaco o drogato che uccide viene accusato del reato di omicidio stradale colposo, per imperizia o imprudenza. Anche un gestore della strada (un Ente, un Comune per esempio) può essere accusato di omicidio stradale: per scarsa manutenzione, ha provocato sinistri mortali. Per estensione, alcuni responsabili del crollo del Ponte di Genova potrebbero essere accusati di omicidio stradale.

La Procura di Genova ha chiuso dopo quasi tre anni le indagini per il crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale sul Polcevera della A10 collassato il 14 agosto 2018 causando la morte di 43 persone. Su un tratto gestito da Autostrade per l’Italia (Atlantia, holding Benetton). La Guardia di Finanza sta già notificando gli avvisi agli indagati. Quali le cause effettive che hanno portato al crollo? Non si sa.

Intanto, quello vecchio è stato abbattuto del tutto. Al suo posto, il Ponte San Giorgio: vedi foto giù.

Maxi omicidio stradale e non solo

Già nel 1990 e nel 1991 Autostrade Spa sapeva che nella pila 9 (quella poi crollata) vi erano “due trefoli lenti e due cavi scoperti su quattro”: lo dice l’accusa. Tutta da provare. Le accuse sono di attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo colposo, omicidio colposo e omicidio stradale e rimozione dolosa di dispositivi per la sicurezza dei posti di lavoro.

E ancora. Secondo l’accusa c’era il massimo risparmio sulle manutenzioni in modo da assicurare maggiori dividendi ai soci. Quindi, meno uscite, più profitto. Ma bisogna vedere che cosa ne pensano i legali degli accusati.

Lasciamo un attimo da parte il Ponte di Genova. Qui le cose si ingrandiscono. La Procura di Genova ha aperto diversi fascicoli per i falsi report sullo stato di salute anche di altri viadotti, sulle barriere fonoassorbenti pericolose, sulle gallerie dopo il crollo nella Bertè il 30 dicembre 2019. 

Comunque, parliamo di ex. Per la precisione, l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci. E l’ex numero due Paolo Berti. Più l’ex numero tre Michele Donferri Mitelli.

La partita è apertissima, e nessuno ne può conoscere l’esito né esattamente le carte in mano all’accusa. Una piccola parte della difesa di Atlantia è qui.

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