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Rivoluzione 5G nella mobilità? Italia in ritardo

I fondi previsti da Next Generation EU offrono un’occasione unica per ridurre il gap infrastrutturale del nostro Paese

5G nella mobilità

Ci siamo: la rivoluzione 5G nella mobilità è pronta. Ma l’Italia lo è? No. Questo emerge dal più recente #FORUMAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore promosso dal giornalista Pierluigi Bonora. In teoria, col 5G, ci sarebbero enormi benefici sul fronte della sicurezza delle nostre strade. Un futuro, chissà, fatto di auto elettriche, connesse col 5G, autonome.

Ma, nella realtà italiana, serve trasformare il nostro patrimonio infrastrutturale, rendendolo connesso e sicuro. I fondi previsti da Next Generation EU offrono un’occasione unica per ridurre il gap infrastrutturale del nostro Paese. 

Anche se un po’ tutti tirano la giacca al Governo: chiedono i fondi dell’Unione Europea. Non solo il settore auto (specie auto elettriche), anche turismo, agricoltura, terziario di ogni genere. E parliamo di quello stesso 5G, va detto, che ha suscitato parecchie polemiche. C’è chi è fortemente contrario, sostenendo che le onde elettromagnetiche siano nocive per l’uomo.

Il 5G nella mobilità: ecco dove

Massimo Braga, Vice Direttore Generale di LoJack Italia, ha sottolineato come il 5G sarà un salto quantico sul fronte della connessione tra veicoli e dell’auto con gli altri elementi della strada (su tutti pedoni e infrastrutture). Già oggi però le potenzialità offerte dalle telematica consentono di compiere molte operazioni orientate alla sicurezza. Per esempio attraverso la diagnostica di bordo, la gestione degli incidenti con avviso in real time per gestire le esigenze di soccorso o, per stare sulla stretta attualità, con il controllo da remoto della temperatura dei vaccini trasportati all’interno di truck.

Gli ha fatto eco Marco Do, Direttore della comunicazione di Michelin Italia: tre livelli di mobilità connessa attraverso.

  • Sistemi di radiofrequenza collocati negli pneumatici che ne consentono la tracciabilità e in grado di dialogare con altri sistemi a bordo del veicolo;
  • dispositivi presenti in pneumatici sportivi con sensori che comunicano al pilota informazioni sulla loro performance, come temperatura e pressione;
  • infine, un servizio per le flotte aziendali che consente al proprietario dei veicoli di ottimizzare i carichi, il consumo di carburante e molto altro.
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