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Quella volta che dieci Citroën Mehari fornirono soccorso durante la Parigi Dakar del 1980

Nel 1980, la seconda edizione della Parigi Dakar è caratterizzata da 10 Mehari che forniscono soccorso in ogni dove

Citroen Mehari Dakar 1980

Nella storia dell’automobile, le storie di imprese uniche e avventure straordinarie sono quasi all’ordine del giorno. Molte volte per raggiungere l’obiettivo basta poca potenza e tanta leggerezza, da escludere anche l’eventualità di una meccanica raffinatissima. A grandi linee è un po’ questa la storia di dieci simpatiche Citroën Mehari utilizzate come auto mediche alla Dakar del 1980.

La follia di ragionare proprio in accordo con dieci selezionate Mehari di Citroën è quella dell’ex pilota francese Thierry Sabine che esattamente l’anno prima aveva pensato bene di sfruttare una Citroën CX e tre Mehari 4×4 per la ricognizione utile all’edizione del 1980 del mitico raid africano. Gli ottomila chilometri tra dune, sabbia e ignoto coinvolgevano nell’Ottanta oltre duecento veicoli suddivisi fra auto, moto e camion.

Citroen Mehari Dakar 1980

A garantire la necessaria sicurezza in un ambiente straordinario ma ricco di insidie ci pensano appunto equipaggi selezionati per un servizio di assistenza medica pronto a tutto: si tratta dei dottori e degli infermieri dell’Assistance Médicale Sports Auto Moto che adoperano proprio dieci Citroën Mehari 4×4 rese disponibili dallo stesso costruttore francese per garantire le sorti della seconda incredibile edizione della sensazionale Parigi Dakar 1980.

Allestimento specifico

Le dieci Mehari 4×4 in versione Médicale vengono quindi allestite dalla stessa Citroën che si occupa di installare un’utilissima antenna radio sul tetto, una coppia di fanali aggiuntivi e un numero (da 1 a 10) stampato in nero sul tetto bianco che ne rendeva praticamente immediata l’identificazione da un qualsiasi mezzo aereo.

Citroen Mehari Dakar 1980

A dirla tutta, quando le 10 gialle Citroën Mehari si presentarono accanto ai duecento veicoli partecipanti con molta probabilità riuscirono anche a strappare un sorriso. Con una buona dose di ironia Jacques Wolgensinger, personaggio di grande importanza nel comparto delle relazioni esterne di è Citroën all’epoca, ammise: “potevamo scegliere se far somigliare le Mehari ad un bulldozer o ad un tosaerba, abbiamo scelto questa seconda soluzione”.

Le Citroën Mehari non avevano nulla da dimostrare: il loro compito era quello di raggiungere ogni luogo del deserto nel minor tempo possibile e senza troppi problemi, qualora un qualche equipaggio della Dakar fosse stato assalito da una qualunque difficoltà e necessitasse quindi di assistenza medica. Solo le leggere Mehari potevano essere protagoniste di tutto ciò, raggiungendo in questo modo i punti di assistenza utili a far decollare un elisoccorso in tutta fretta.

Si arriva ovunque

Nulla poteva fermare un mezzo come la Citroën Mehari, forte di circa 700 chilogrammi alla bilancia che gli permettevano di raggiungere praticamente ogni angolo della Terra anche in accordo con una trazione integrale particolarissima. La Mehari disponeva di una trasmissione tradizionale dotata di albero collegato al cambio capace di agire su un differenziale collegato all’assale posteriore: alla guida, oltre al tradizionale cambio a 4 marce, si aveva a disposizione un comando che poteva disinserire la trazione sull’asse posteriore e tramite una ulteriore leva si agiva sul riduttore.

Citroen Mehari Dakar 1980

Il deserto della Parigi Dakar 1980 fu il campo di battaglia ideale per le dieci Citroën Mehari scelte per fornire soccorso, un po’ come dei dromedari da corsa da cui deriva proprio il nome di questa simpatica Citroën che è storia. Un pezzo di questa è stata scritta proprio nel pazzesco itinerario da ottomila chilometri, croce e delizia di duecento equipaggi e dieci vetture iconiche pronte a fornire soccorso a chiunque.

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