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Stellantis: l’analisi della situazione italiana dopo l’incontro, i tagli sono probabili

Cosa davvero è successo nel vertice del 15 aprile tra sindacati e Stellantis.

 

Nonostante le continue smentite e le dichiarazioni da parte dell’azienda che tendono a rassicurare sugli ipotizzati tagli di personale, anche dopo il vertice dello scorso 15 aprile di cui noi di “ClubAlfa” abbiamo dato ampio risalto, i dubbi restano.

Anzi, anche dalla nota congiunta dei sindacati appare chiaro che i tagli ipotizzati, tanto ipotetici potrebbero non essere. Lo rimarca bene anche il sito “Basilicata24.it” in cui si fa il quadro della situazione traducendo quello che si legge nella nota dei sindacati in parole più semplici e meno sindacalizzate.

E addirittura si sottolinea come sarebbero di fatto confermati i tagli in tutti gli stabilimenti italiani. I sindacati USB hanno prodotto una loro disamina di quanto accaduto il 15 aprile, traducendo di fatto ciò che le parti sociali hanno rilasciato nella loro nota e sollevando più di qualche perplessità.

 

Dopo l’incontro sembra prendere piede la volontà di proseguire sulla linea dei tagli

Ciò che più balza agli occhi, come riportato anche dai sindacati è che il gruppo Stellantis pare intenzionato a riprendere il piano industriale precedentemente previsto. In pratica, una delle accuse mosse ai vertici del gruppo, cioè quella di non aver ancora realizzato il nuovo piano industriale a seguito della fusione viene rispedito al mittente dal momento che nulla cambierà rispetto alla linea precedente dal momento che da Stellantis hanno dichiarato che “è in corso la realizzazione del precedente piano industriale”.

E allo stesso tempo i vertici di Stellantis confermano che al momento non sono previsti riduzioni della capacità produttiva delle fabbriche nostrane. Ma dal momento che resterà attivo il vecchio piano industriale, senza sconvolgimenti a seguito della fusione tra PSA e FCA, questa situazione non è da reputare come positiva.

In pratica in Italia si continuerà a produrre auto, nella forma e nei numeri, come in precedenza, ma dal momento che il precedente piano industriale è quello a cui vengono imputati i cali di produzione, restare nelle stesse condizioni non è certo positivo.

Ed è così che Stellantis in pratica non fa altro che lasciare tutto com’è prendendo altro tempo per decidere il da farsi, con i più critici che pensano che dietro ci sia la volontà di far cuocere le fabbriche italiane, nel loro stesso brodo, lasciando che sia fisiologico il calo di produzione che gioco forza produce inevitabilmente una ricaduta negativa in termini occupazionali.

E non è che la posizione dei sindacati spinga all’ottimismo, perché come si legge nell’articolo, va interpretato bene ciò che le parti sociali in maniera unitaria hanno dichiarato.

“Scongiurare il ridimensionato della capacità produttiva o operazioni che producano impatti occupazionali inaccettabili”, questo ciò che i sindacati hanno rilasciato nella nota, una dichiarazione che va interpretata, quasi tradotta dal “sindacalese”.  Ciò che traspare è l’apertura dei sindacati a valutare eventuali tagli, purché non siano drastici, e quindi, esattamente il contrario della posizione che inizialmente sembra volessero prendere di salvaguardare al 100% l’occupazione in ciascuno degli stabilimenti nostrani.

E pure la richiesta di tavoli e piattaforme di discussione con il governo sembra una richiesta di aiuto non tanto per i lavoratori, quanto per l’azienda, perché una richiesta in questo senso sembra vertere verso la richiesta di altri finanziamenti pubblici per Stellantis, e quando si parla di finanziamenti pubblici la cassa integrazione è sempre dietro l’angolo. Fa specie che questo linea sia quella scelta dai sindacati.

Complicata la situazione di Melfi

Tra gli stabilimenti italiani più discussi c’è Melfi. Lo stabilimento ex FCA di località San Nicola di Melfi il giorno 15 è stato oggetto di una parte importante dell’incontro, a tal punto che il summit è stato suddiviso in due, con il primo che ha riguardato la situazione generica di tutti gli stabilimenti Stellantis in Italia e con il secondo che ha riguardato esclusivamente quello in Basilicata.

Proprio su Melfi infatti aleggia lo spettro di un taglio di una intera linea di produzione, cosa che nonostante le premesse e le promesse della vigilia da parte dei rappresentanti dei lavoratori, anche dopo il summit non è stato smentito.

Anche nella nota dei sindacati non si avverte quel tono rigido e pesante che aveva accompagnato i rappresentanti dei lavoratori all’incontro, anzi, si fa accenno all’ok da parte dei vertici Stellantis ad avviare discussioni in futuro con le parti sociali che di fatto hanno spuntato il loro ritorno ai tavoli, ma senza mettere al primo posto le problematiche dei lavoratori.

A qualcuno sembra che i sindacati abbiano quasi barattato l’assecondare la linea dei tagli dei vertici societari, pur di tornare ad avere un filo diretto con gli stessi vertici di Stellantis.

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