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Le auto comunicheranno sulle strade intelligenti: occhio alla privacy degli automobilisti

Gestori stradali scatenati con le smart road, ma si impone la tutela massima dei consumatori

privacy degli automobilisti

Ne sentite parlare sempre più spesso: smart road, ossia strade intelligenti. Dotate di tecnologia tale che consente alle auto di comunicare fra loro. L’obiettivo è semplice: prevenire incidenti, feriti e morti; ma anche far calare traffico e inquinamento. Tuttavia, c’è anche l’altro lato della medaglia, ossia la privacy degli automobilisti.

A ricordarlo sono i Consumatori e perfino le Autorità di protezione dati europee. Che di recente hanno approvato un parere su un sistema di trasporto intelligente denominato C-ITS. Iin base al quale le vetture in circolazione in Europa possono comunicare tra loro e con altre infrastrutture di trasporto (segnaletica stradale, stazioni di trasmissione/ricezione). Scambiandosi informazioni utili alla circolazione.

Privacy degli automobilisti: vale oro

Qui sta il punto. Indubbiamente, si aiuta l´automobilista a prendere le decisioni più opportune al verificarsi di determinati eventi esterni (ingorghi, incidenti stradali, condizioni metereologiche, lavori in corso). Ma si arriverà alla diffusione su vasta scala di questa nuova tecnologia. Che comporterà la raccolta e l´elaborazione di quantità senza precedenti di dati: stile di guida, velocità, direzione, geolocalizzazione. Ecco allora nuove sfide alla riservatezza.

Alla fine, sono solo fatti miei dove vado, a che velocità, quando, per quanto tempo. Una forma di monitoraggio comportamentale permanente e diffuso potrebbe invece generare un acuto senso di disagio nelle persone. Attraverso i loro veicoli, gli automobilisti sarebbero di fatto dei “trasmettitori” continui. Devono essere quindi pienamente consapevoli delle caratteristiche del trattamento operato dalla piattaforma e dagli altri soggetti  con i quali scambiano dati.

Aggiungiamo, quasi a mo’ di provocazione, che si potrebbe invertire il rapporto fra autostrada e utente. Oggi il consumatore paga il gestore. E se, con tutti i dati regalati dall’automobilista alla società, fosse questa a rimborsare una parte del pedaggio? Una forma di scambio, di “do ut des” ultratecnologica. Perché i dati personali contano, pesano, valgono.

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