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Il MAUTO ha festeggiato 10 anni di storia

Il Museo dell’Automobile di Torino festeggia 10 anni dal momento della sua riapertura ed effettiva rinascita: un punto di riferimento nel mondo dell’auto

MAUTO

Bisogna dire che il Museo Nazionale dell’Automobile era nato già a Torino nel 1933 grazie ad un’intuizione di Carlo Biscaretti di Ruffia presso un magazzino della ex fabbrica dell’Aquila Italiana per poi essere trasferito al di sotto delle gradinate dello Stadio Comunale sei anni più tardi. Bisognerà attendere quindi il 1960 per l’inaugurazione della sede di corso Unità d’Italia.

Tuttavia solamente dieci anni fa riapriva il mitico Museo dell’Automobile di Torino, il MAUTO, all’interno di una struttura concepita dall’architetto Cino Zucchi e dall’omologo Francois Confino. Ne deriva quindi una nuova identità che muta già a partire dalla denominazione e che da dieci anni a questa parte riuscirà ad accogliere circa 2 milioni di visitatori affascinati dalle oltre 200 vetture esposte a Torino. Non è un caso che il Times lo abbia inserito tra i cinquanta musei più belli del mondo. Il MAUTO ieri ha celebrato quindi i primi dieci anni del suo nuovo corso, mediante un evento trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Museo a causa delle misure a cui oggi siamo ormai abituati a causa della Pandemia.

Pronto a riaccogliere il pubblico

Peccato che oggi il MAUTO sia bloccato dalle restrizioni imposte dalla Pandemia, ma il Museo dell’Automobile di Torino è già pronto ad accogliere i suoi tantissimi visitatori non appena sarà possibile. È stato infatti stimato che il bellissimo edificio sede del MAUTO può accogliere 600 persone contemporaneamente rispettando le misure di sicurezza dovute all’emergenza sanitaria in corso.

L’evento trasmesso in streaming ha visto la partecipazione di molteplici protagonisti. Il presidente Benedetto Camerana ha ammesso: “in questo decennio il museo ha consolidato un ruolo cruciale nella diffusione della cultura dell’automobile, in particolare dell’auto italiana. Oggi guardiamo al futuro e all’innovazione, in questo momento di cambiamento e trasformazione sociale, in riferimento all’ambiente e alla mobilità. Guardiamo anche oltre la pandemia, studiando nuove formule di integrazione fra offerta digitale e visita del museo, con importanti potenzialità di diffusione internazionale, coordinando le relazioni con il territorio e l’attrattività dell’auto italiana su scala globale”. D’altronde, come ammesso dalla sindaca Chiara Appendino, il MAUTO rappresenta “uno spazio che porta Torino nel mondo”.

L’offerta digitale del MAUTO rappresenta un processo di comunicazione già avviato circa tre anni fa da Mariella Mengozzi che è direttore del MAUTO ed ex direttore del Museo Ferrari di Maranello: “nel 2007 la collezione fu trasferita a Torino Esposizioni e il Mauto ci prestò quattro monoposto di Formula 1 che Enzo Ferrari gli aveva donato. Auto bellissime che oggi mettiamo a disposizione per la realizzazione di rassegne itineranti”, ha ammesso Mariella Mengozzi citando un episodio che lega le sue ultime esperienze manageriali.

MAUTO

Interessante il punto di vista dell’architetto Confino: “ho visitato almeno dieci musei prima di mettermi al lavoro sul MAUTO; le macchine erano sempre bellissime, ma mi annoiavo. A Torino mi sono sforzato di restituire l’idea di movimento che è alla base del concetto stesso di automobile. Così ho pensato di disporre le auto da corsa su un lungo rettilineo, sfalsate tra di loro, come se stessero per scattare dai blocchi di partenza”. Il dinamismo del percorso è racchiuso dalla bellissima struttura del Museo interpretata da Zucchi: “il tema che abbiamo affrontato insieme all’allora direttore del museo, Rodolfo Gaffino Rossi, era molto complesso: mettere mano all’edificio progettato da Amedeo Albertini è stata una sfida. Abbiamo conservato la sua idea di museo drive-in, rispettando l’architettura della facciata, che rimane molto potente. Intorno alla struttura, verso il Lingotto, come elemento di modernità abbiamo aggiunto una pelle vetrata. L’idea era creare una specie di collante, come a tenere insieme i pezzi di una grande macchina”.

C’è quindi attesa per formalizzare la riapertura, ma intanto per il prosieguo dell’anno il MAUTO ha disposto un calendario di eventi dedicati ad esempio a ricorrenze particolarmente interessanti: si festeggeranno i 50 anni della Fiat 127, i 60 della Jaguar E-Type e i 90 della Pininfarina senza dimenticare un tributo a Giovanni Michelotti. Il MAUTO parteciperà inoltre alla edizione 2021 della Mille Miglia con la OM 469 Sport del 1922.

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