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Stellantis, i tagli ai costi in Italia iniziano da spese mensa e servizi di pulizia

Produrre auto in Italia costa di più che altrove, lo ha detto Tavares, ed iniziano i tagli.

Stellantis
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Probabilmente la cosa più rilevante detta da Carlos Tavares in visita a fine febbraio agli stabilimenti italiani di Stellantis in Piemonte, è stata quella sui costi di produzione.
Il CEO del colosso nato a seguito della fusione tra FCA e PSA disse a chiare lettere che i costi di produzione in Italia erano più alti rispetto ai costi di produzione degli altri stabilimenti Stellantis negli altri Paesi.
In pratica, produrre auto in Italia secondo Tavares, è più oneroso, più costoso.
E così che iniziano ad arrivare i tagli. Ma si tratta di tagli in ambiti diversi da quelli strettamente legati alla produzione auto.

Tagli in arrivo a Stellantis Italia

Durante le visite agli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco, l’amministratore delegato di Stellantis disse a chiare lettere che costruire auto in Italia costava all’incirca 4 volte di più che in Spagna e Francia. E se una cosa costa troppo, occorre ridurre i costi.
E la linea che Stellantis sembra intenzionata ad adottare è quella del contenimento della spesa. E da dove iniziare?
Il costo del lavoro, inteso come manodopera, non rappresenta il problema che fa salire il costo della produzione delle auto in Italia.
Infatti il costo degli operai in Italia è inferiore a quello degli operai francesi. Piuttosto sono i costi industriali legati all’energia, i costi delle spese di ricerca e quelli dello sviluppo ad essere troppo elevati.
Costi esorbitanti tutti questi, compresi quelli di ammortamento delle nuove strutture, delle nuove tecnologie e degli impianti, che i volumi delle vendite di auto da parte dei siti che una volta erano FCA, non riescono a coprire del tutto.

Si parte dalle spese per la mensa e le pulizie

Non c’è via diversa che non sia quella del contenimento dei costi degli stabilimenti. Non può essere certo una ipotetica e allo stato attuale delle cose inimmaginabile ripresa del mercato a dare ossigeno. Anche per via del Covid, il -27% di gennaio e il -12% di febbraio, danno la dimensione di un mercato europeo in grave crisi.
Per questo occorre ridurre i costi guardando ad altro.
Bisogna rendere i siti e gli stabilimenti, più competitivi, intervenendo sul costo dei servizi e delle forniture.
Per questo come si legge sul sito Affaritaliani.it, Tavares pare intenzionato a iniziare i tagli dai servizi anche esterni.
Quindi, riduzione delle spese per le mense aziendali e per i servizi di pulizia che vengono affidati tramite appalto a ditte esterne.
Un aiuto alla riduzione dei costi arriva anche da smart working e minore presenza di lavoratori in fabbrica.
E poi c’è l’utilizzo della cassa integrazione che prosegue a Melfi, a Cassino, a Mirafiori e a Grugliasco.
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