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Carenza chip auto: calo produttivo di un milione di vetture

Lo dicono i ricercatori della IHS Market

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Carenza chip auto: calo produttivo di un milione di vetture nel primo trimestre 2021. Lo dicono i ricercatori della IHS Market. Tutto nasce con l’emergenza del coronavirus: le Case automotive combattono la crisi di forniture elettroniche che rallenta le fabbriche. Sfornano meno macchine: sono pronte, ma senza componenti essenziali.

Carenza chip auto: 60 miliardi di dollari in fumo

Meno produzione significa meno vendite, con attese più lunghe per i clienti che hanno chiesto l’auto in concessionaria. Tradotto in soldoni, per  l’azienda di consulenza Alix Partners, siamo a 60 miliardi di dollari di perdita di ricavi nel 2021. Denaro in meno nelle casse dei Costruttori, che serve a finanziare la ricerca per l’auto elettrica. Un concatenamento di sfortune che fa davvero preoccupare i Produttori di veicoli nel mondo, a qualsiasi livello.

Biden si muove per affrontare la crisi dei chip

Comunque, il neopresidente Usa Biden si muove: valuta un ordine esecutivo. Target: incrementare la produzione statunitense di semiconduttori nel breve termine. Un sostegno concreto per le Case. Visto che tutti insieme si punta alla transizione energetica, verso l’auto pulita.

Questi colli di bottiglia dureranno fino a quando? Nella migliore delle ipotesi, per tutto marzo 2021. Nella peggiore (analisi di AutoForecast Solutions), questo gravissimo problema morderà il comparto auto per tutto il 2021.

Conseguenze inevitabili per le fabbriche

Non si salva nessun Produttore. Piccola eccezione temporanea per Tesla. E per Toyota, che ha accumulato chip in magazzino.

Così, le ricadute sono logiche per gli stabilimenti. Si veda la cassa integrazione a Melfi (Stellantis). Fabbrica dove si viaggia normalmente a mille all’ora. Fermo produttivo sino a mercoledì. Tutto per l’impossibilità di consegnare dispositivi elettronici a causa della mancanza di semiconduttori. Questo conferma l’attuale fase di incertezza pandemica a livello globale, con la conseguente necessità di adeguare i programmi produttivi su base giornaliera, spiega Stellantis.

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