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Società che vincono nel noleggio a lungo termine

I numeri delle immatricolazioni di gennaio 2021

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Società che vincono nel noleggio a lungo termine: i numeri delle immatricolazioni di gennaio 2021, forniti da Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. Numero uno Arval: la società di noleggio controllata dal gruppo bancario BNP Paribas ha immatricolato a gennaio 4.591 vetture, +4,% sullo stesso mese del 2020. Medaglia d’argento Leasys, a 3.875 nuove targhe, -41%: un tonfo. Con 2.273 consegne, Volkswagen Leasing medaglia di bronzo (+3%). Al quarto posto, Alphabet, di proprietà di BMW, con uno straordinario +171%, e 2.110 immatricolazioni.

Modelli che vincono nel noleggio a lungo termine: trionfa la Jeep Renegade

Ovviamente, le società poi danno in affitto le auto ad aziende e partite Iva per un periodo da uno a cinque anni: si paga un canone mensile che include un pacchetto con diverse coperture assicurative. Così il cliente deve solo pensare alla propria attività. Al contempo ha modo di testare nuove motorizzazioni.

Fra i modelli, la battaglia è aperta. A gennaio, supremazia della Jeep Renegade con 942 unità. Seconda piazza alla BMW Serie 1, grazie a 918 consegne. Quindi, la Peugeot 3008. Quarta la Fiat Panda, a quota 636. Pertanto, tre modelli Stellantis fra le prime quattro. Ma il boom lo fa la tedesca con un aumento del 617%.

Exploit delle elettrizzate nel noleggio lungo

Analizzando invece le alimentazioni, continua la forte flessione delle immatricolazioni delle endotermiche: le benzina hanno perso a gennaio il 61,04%, le diesel il 21,47%. Prosegue l’ascesa delle auto elettriche (+73%), ma la crescita maggiore è quella delle ibride plug-in (+309%) e delle mild-hybrid (+169%). Metano e gpl in via di estinzione.

D’altronde, questa tendenza c’è in Europa. A livello di acquisti, inclusi i privati, il consumatore, nel 2020, ha scelto prevalentemente modelli elettrificati, portando le quote di mercato all’11,5% per le ricaricabili (di cui 5,2% PHEV e 6,3% pure elettriche), al 12,2% per le ibride tradizionali, mentre le auto a gas mantengono una quota marginale (1,8%, secondo i dati Anfia).

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