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La mobilità pulita secondo il piano europeo

Città a impatto climatico zero e riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050

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Doppio target dell’Ue: primo, città a impatto climatico zero; secondo, riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050. Ecco la mobilità pulita secondo il piano europeo. Per la precisione, la “Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile”, presentata nelle scorse settimane al Parlamento europeo dal Commissario per i Trasporti, Adina-Ioana Vălean. Come riporta Motus-E.

La mobilità pulita secondo il piano europeo: auto e non solo

Tre tappe per raggiungere gli obiettivi prefissati, per una maggiore sostenibilità in tutti i settori del trasporto.

  1. Far circolare sulle strade europee entro il 2030 almeno 30 milioni di automobili a emissioni zero. Così da avere 100 città europee a impatto climatico zero. Come? Serve incrementare la rete infrastrutturale di ricarica dei veicoli elettrici. Più colonnine significa più acquisti di auto elettriche: scende l’ansia da ricarica. In più, è previsto il raddoppio del traffico su rotaia ad alta velocità in tutta Europa.
  2. Entro il 2035, saranno disponibili sul mercato aerei di grandi dimensioni a zero emissioni.
  3. Per il 2050, e quasi tutti i veicoli nuovi (automobili, furgoni, autobus e veicoli pesanti) a zero emissioni. Raddoppio del traffico merci su rotaia. Sì alla TEN-T, la rete transeuropea di trasporto multimodale, che sarà funzionale a una maggiore sostenibilità dei trasporti. Cosa sono? Infrastrutture (ferroviarie, stradali e fluviali) e puntuali (nodi urbani, porti, interporti e aeroporti). Per la continuità dei Corridoi, realizzando i collegamenti mancanti.

Poker di Corridoi puliti in Italia

In Ue, i Corridoi TEN-T sono 9. In Italia, di questi 9, ne passano addirittura 4.

  1. Il Corridoio Mediterraneo per Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Bologna e Ravenna.
  2. Poi, il Reno Alpi per i valichi di Domodossola e Chiasso e giunge al porto di Genova.
  3. Quello Baltico Adriatico collega l’Austria e la Slovenia ai porti del Nord Adriatico di Trieste, Venezia e Ravenna. Attraversa Udine, Padova e Bologna.
  4. Non ultimo, il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo dal Brennero a Trento, Verona, Bologna, Firenze, Livorno e Roma, passando per Napoli, Bari, Catanzaro, Messina e Palermo.

Fra utopia e possibili realizzazioni: questione auto

Comunque, per quanto riguarda la mobilità e l’auto, una cosa sono i progetti, un’altra la realtà. Fra i mille esempi Ue, si prenda il numero di morti in incidenti d’auto: dal 2001 al 2010 dovevano essere ridotti della metà. Dal 2011 al 2020, di una seconda metà. I risultati sono distanti anni luce dal target, specie in Italia. Per la mobilità pulita, il successo passa specie attraverso le colonnine elettriche: non basta il numero, la quantità, serve omogeneità, capillarità. Anche al Sud Italia.

In quanto al nostro Paese, servono ecoincentivi pluriennali e strutturali, non misure introdotte con emendamenti ad altre normative.

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