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Sicurezza stradale e giustizia riparativa, a Torino via al progetto

Condannati per reati stradali diventano assistenti pedonali, un modo per redimersi ed aiutare la collettività.

meno incidenti meno rca

Nel lessico comune per giustizia riparativa si intendono quelle iniziative volte a permettere per così dire la redenzione di un soggetto che si è reso colpevole di un qualcosa di illecito. Un modo per far tornare nel tessuto sociale chi dopo aver commesso un reato o un atto illecito, ha visto i rapporti con la società fratturati.

L’argomento è particolare e riguarda una larga sfera del concetto di giustizia equa. In Piemonte una cosa del genere fa parte di un progetto già partito che riguarda la sicurezza stradale. Nasce infatti a Torino una iniziativa di giustizia riparativa che riguarda alcuni soggetti che si sono resi responsabili di reati in materia di circolazione  stradale.

Cosa hanno deciso a Torino

 

Alcuni soggetti che si sono resi responsabili di particolari reati in materia di sicurezza stradale adesso diventano assistenti pedonali. Un modo per dare un profilo sociologico alla pena che alcuni di questi soggetti devono scontare per incidenti da loro causati. In pratica, persone indagate o già condannate per reati stradali verranno utilizzati in materia di sicurezza stradale, in attività di sicurezza dei pedoni.

 

“Ruote ferme pedoni salvi”

L’iniziativa di questa operazione nasce da un protocollo d’intesa tra la Città di Torino e l’Associazione Familiari e Vittime della Strada. Sembra che diversi giovani di età compresa tra i 20 ed i 28 anni, tutti condannati a scontare una pena per incidenti da loro causati, nella stragrande maggioranza dei casi per guida in stato di ebrezza, adesso verranno impiegati nelle strade del Centro del Capoluogo Piemontese, per fare da assistenti pedonali.

Si tratta delle arterie cittadine dove è maggiore l’incidenza del traffico pedonale. Tutti giovani quindi i primi soggetti che verranno utilizzati nell’iniziativa. Una iniziativa che come dicevamo viene incontro alla collettività tutta ma anche ai responsabili dei reati da circolazione stradale. Per il momento sono 10 i giovani che rientrano nell’iniziativa che è stata ribattezzata “Ruote ferme, pedoni salvi”.

Al progetto ha aderito anche la Polizia Locale di Torino per alla quale gli assistenti pedonali daranno manforte nelle strade dove si svilupperà l’iniziativa. E proprio il comandante della Polizia Locale di Torino ha commentato positivamente la novità, dal momento che nonostante il lockdown e i divieti di circolazione nel Capoluogo torinese sono ancora molte le vittime di incidenti, perché nel 2020 nonostante il Covid si segnalano 14 morti per incidente stradale e 3.468 incidenti registrati di cui 2.044 con feriti più o meno gravi.

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