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Le auto più sostenibili sono le elettriche: risposta di RSE a Toyoda

Dopo le polemiche innescate dal numero uno Toyota

RSE auto elettriche

Le auto più sostenibili sono le elettriche: risposta di RSE (Ricerca Sistema Energetico) a Toyoda. Dopo le polemiche innescate dal numero uno Toyota. Questa ricerca arriva a pochi giorni di distanza dalle parole del manager giapponese. La replica quindi arriva dall’Italia. Paese sempre pieno di menti di elevatissima intelligenza.

Le auto più sostenibili sono le elettriche: i parametri

Sentiamo RSE. Come fare una corretta LCA comparativa tra diversi tipi di veicoli? Cosa tenere presente?

Mix di fonti energetiche utilizzate per produrre l’energia che ricarica le batterie (ma anche il mix energetico usato per produrre le auto).

Confrontabilità dei veicoli, ovvero considerare sempre nel confronto veicoli che per prestazioni, potenza, comfort siano quanto più simili possibile.

Stima dei consumi energetici durante l’uso dei veicoli. Deve essere quanto più vicino possibile ai consumi reali. Evitando di utilizzare i consumi rilevati durante i cicli di omologazione che sottostimano i consumi reali, specie per le auto a combustione interna.

Vita dei veicoli e delle batterie perché considerare vite dei veicoli irrealisticamente brevi vuol dire implicitamente sfavorire il veicolo elettrico, che concentra i suoi impatti nella produzione del veicolo.

Emissioni di CO2eq legate alla produzione delle batterie: risulta spesso sovrastimata sia perché presuppone una produzione esclusivamente cinese (o in altri contesti caratterizzati da alta intensità carbonica del mix energetico) sia perché riferita a studi datati.

Morale: elettriche più pulite

Considerando attentamente tutti questi fattori, e che già oggi la produzione di energia elettrica in Italia proviene per il 37% da fonti rinnovabile, RSE ha dimostrato che le auto elettriche risultano avere esternalità ambientali inferiori a omologhe tradizionali. Non solo dal punto di vista delle emissioni climalteranti, ma anche da quello degli inquinanti atmosferici.

La situazione del Giappone, cui si riferiva Toyoda, è ben diversa essendo caratterizzata da un mix elettrico dove le rinnovabili contribuiscono per circa il 20% e dove il 30% dell’energia elettrica è prodotta da centrali a carbone. Un tale mix di produzione elettrica riduce in effetti parte dei vantaggi ambientali legati alla diffusione dell’auto elettrica ma non arriva ad annullarli.

Ma il sistema elettrico tiene con tutte le elettriche?

RSE parla anche di reti di distribuzione, e in particolare le reti di distribuzione urbane. Qui, la richiesta di potenza potrebbe generare qualche criticità. In Italia non costituirebbero il collo di bottiglia per la diffusione dei veicoli elettrici. Serve ovviamente cautelarsi: in caso di scenari spinti di elettrificazione dei trasporti, occorre adottare modalità “smart” di ricarica. Tramite adeguati meccanismi di remunerazione della flessibilità, dal dynamic pricing al controllo diretto dei carichi da parte del distributore.

Ci scusiamo con gli autori della splendida ricerca per l’estrema sintesi che abbiamo fatto dello studio.

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