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I veicoli elettrici potrebbero costare quanto i tradizionali entro il 2023

Le batterie potrebbero arrivare a costare 100 dollari per kWh entro la fine del 2023

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Circa 10 anni fa, le case automobilistiche pagavano fino a 1100 sterline per kWh per le batterie agli ioni di litio. Negli anni successivi, però, si è registrata un’importante riduzione dei costi, scendendo dell’89% a 137 dollari per kWh nel 2020. Secondo quanto riportato, i costi si sono ridotti del 20% lo scorso anno e di oltre la metà dal 2016.

In base a quanto affermato da Bloomberg New Energy Finance, i prezzi potrebbero passare a 100 dollari per kWh entro il 2023. In questo modo, i veicoli elettrici potranno finalmente competere, a parità di prezzo, con i modelli dotati di motore a combustione interna. Lo studio di BNEF pubblicato mercoledì scorso ha stimato una media di 100 dollari per kWh entro la fine del 2023.

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Veicoli elettrici, la riduzione dei costi deriva da un calo dei prezzi delle materie prime

Veicoli elettrici: entro il 2030 potrebbero costare quanto i modelli con motore a conbustione interna

La riduzione dei costi è facilitata da diversi fattori come ad esempio il calo dei prezzi delle materie prime. Bloomberg New Energy Finance ha riconosciuto che i prezzi varieranno ancora a seconda del paese. Inoltre, BNEF ha analizzato la possibilità di un aumento dei prezzi delle materie prime per le batterie e ha scoperto che questa cosa potrebbe portare il prezzo a 100 dollari per kWh fino al 2025.

Prezzi vicini a questo sono già stati individuati in alcuni settori. Ad esempio in Cina, le batterie per autobus elettrici costano mediamente 105 dollari per kWh ed è stato raggiunto un valore minimo pari addirittura a 80 dollari per kWh. Parlando sempre di questo settore, BNEF prevede costi fino a 58 dollari per kWh nel 2030.

James Frith, Head of Energy Storage Research di Bloomberg New Energy Finance, ha detto: “È una pietra miliare storica vedere i prezzi scendere a 100 dollari/kWh. Entro pochi anni vedremo il prezzo medio nel settore superare quello attuale. Inoltre, la nostra analisi mostra che, anche se i prezzi delle materie prime dovessero tornare ai massimi visti nel 2018, ritarderebbe solo i prezzi medi raggiungendo 100 dollari/kWh in due anni. Il settore sta diventando sempre più resistente ai cambiamenti dei prezzi delle materie prime, con i principali produttori di batterie che investono nella produzione di catodi o persino nelle miniere“.

Daixin Li, Senior Energy Storage Associate di BNEF, invece ha affermato: “I prodotti chimici sempre più diversificati utilizzati nel mercato si traducono in una vasta gamma di prezzi. I produttori di batterie stanno facendo a gara per produrre in serie batterie ad alta densità energetica con alcune nuove sostanze chimiche come l’ossido di litio nichel manganese cobalto e l’ossido di litio nichel manganese cobalto alluminio destinate ad essere prodotte in serie già nel 2021. Il litio ferro fosfato è tuttavia un’alternativa competitiva in termini di costi, contribuendo a raggiugnere prezzi più bassi di 80 dollari/kWh“.

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