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Bernie Ecclestone: “la Ferrari deve cambiare mentalità”

Per l’ex patron del Circus bisognerebbe ragionare diversamente a Maranello, ad esempio puntando sui confini esteri per la leadership

Bernie Ecclestone
Bernie Ecclestone

Che Bernie Ecclestone abbia una certa influenza sulla Formula 1, anche quella attuale, è chiaramente cosa nota. Il mitico novantenne ex patron del Circus è si lontano dalle scene che contano ma non smette mai di lanciare messaggi e indicazioni specifiche.

Ecclestone è sicuramente uno che sa quello che dice quando si parla di motorsport, meglio ancora se Formula 1. Un giudizio sulla Ferrari, soprattutto dal punto di vista della Scuderia di Formula 1, è qualcosa che in questo ultimo periodo è venuto spesso a galla. Ora è intervenuto anche sulla questione legata all’addio di Louis Camilleri, fornendo la sua ricetta.

Bisognerebbe cambiare mentalità

Il buon vecchio Ecclestone sa bene quali dinamiche si celano dietro ogni decisione che viene presa nell’ambiente del Circus iridato. Ne deriva che la sua combinazione di idee risulta lucida e interessante. Bernie ha ammesso i suoi ragionamenti discutendone con La Stampa. Al noto quotidiano ha ammesso che “Ho sempre creduto, senza offesa, che il problema siano gli italiani: vogliono tutti comandare e hanno le loro idee. Non dico che si debba mandarli via come si fa con i corrotti, ma bisogna tirare dentro tedeschi, francesi, inglesi, gente che pensa in maniera diversa. Quello che accadde con Jean Todt è emblematico: gli italiani non lo volevano. Li convinsi io a prenderlo, poi le cose andarono per il verso giusto. Binotto è invece in una posizione molto scomoda. Non so se abbia mai voluto davvero diventare team principal. È un ingegnere e si è sempre occupato di questioni tecniche. Quello di cui c’è bisogno a Maranello è di un bravo manager che piazzi le persone giuste nei posti giusti”.

Un giudizio con pochi giri di parole, frutto di un’analisi che appare in effetti molto attenta. Si pensi al passato e si ragioni di conseguenza. In ogni caso, se si dovesse rimanere proprio in Italia, Ecclestone fornisce un parere su un Italiano che vedrebbe molto bene a Maranello: “Tre anni fa ho pensato che Flavio sarebbe stato l’uomo ideale per dirigere la Ferrari. Ha fatto molto bene con Benetton e Renault, ha buone idee, sa scegliere le persone e non è un politico. Oggi è troppo occupato nelle sue aziende. Andava contattato prima”, ha concluso Ecclestone.

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