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Louis Camilleri, i motivi alla base delle dimissioni

L’addio di Louis Camilleri ha sconquassato la nottata: l’amministratore delegato ha lasciato il suo incarico per “motivi personali”

Camilleri

La notizia delle dimissioni dalla carica di amministratore delegato del Cavallino Rampante di Louis Camilleri sono arrivate nella tarda serata di ieri, con un comunicato ufficiale che ha sconquassato la nottata dei mercati (le azioni Ferrari sono scese del 3,1% negli Sati Uniti) e della gente comune. La Ferrari del prodotto e delle corse si è ritrovata quindi senza una guida sulla quale aveva potuto contare fino a qualche ora prima.

Le motivazioni che corrono alle spalle della vicenda sembra siano legate a motivi di salute, nulla a che vedere con le cattive prestazioni messe in sequenza dal Cavallino Rampante in Formula 1 durante una stagione particolarmente complicata. Ad ampliare lo scenario c’è anche il fatto che Louis Camilleri non ha lasciato solamente le redini della Ferrari ma ha abbandonato anche il suo ruolo di presidente di Philip Morris International. La volontà unica del 65enne maltese è quella di ritirarsi dalla vita lavorativa.

Centrerebbe anche il Coronavirus

Il comunicato ufficiale diramato nella tarda serata di ieri dalla Ferrari ammetteva che al centro della decisione c’erano “motivi personali”. Tuttavia, solamente qualche minuto dopo l’annuncio, Andrew Benson della BBC in Tweet ammetteva che Louis Cammilleri aveva contratto il COVID-19 pur non essendo mai risultato in pericolo di vita. Camilleri pare sia finito anche in ospedale per qualche settimana mentre attualmente sembra si trovi a casa sua a New York dove sta recuperando dopo il periodo di malattia. Sarebbe quindi questa la principale ragione alla base delle sue rinunce dagli incarichi che ricopriva in Ferrari e Philip Morris International.

Camilleri

Anche Leo Turrini su Quotidiano.net ha aggiunto che “posso confermare che le ragioni sono personali, legate alle condizioni generali di una persona non più giovanissima”. Si può quindi ulteriormente ribadire che non hanno inciso nella decisione gli scarsi risultati nel Mondiale di Formula 1, d’altronde dal punto di vista commerciale la Ferrari Camilleri era riuscita ad ottenere risultati economici rilevanti anche in una stagione di profonda crisi come quella dominata dall’attuale Pandemia.

Due anni e mezzo in Ferrari

Era infatti il 21 luglio del 2018 quando Louis Camilleri venne scelto come erede di Sergio Marchionne che era appena scomparso. Dopo due anni e mezzo il Cavallino Rampante dovrà cercare e trovare un sostituito, un successore che sia capace di proseguire sulla scia degli ottimi risultati economici tracciati da Camilleri e di risollevare le sorti di una Scuderia che è parsa come abbandonata al suo destino durante quest’attuale stagione di Formula 1.

Camilleri

Camilleri è sempre apparso nettamente differente rispetto al suo predecessore, Sergio Marchionne. Il suo ritratto era dominato da ampie dosi di calma e tranquillità che soprattutto in Formula 1 si riversavano in una ricerca della stabilità che ha prodotto pochi cambiamenti ai vertici, nell’attesa che qualche risultato incontri la strada del Cavallino Rampante. In questo momento il suo incarico, ad interim, viene preso in consegna da John Elkann. Ma non potrà sostenere a lungo il peso di un’ulteriore gestione visto che la nascita di Stellantis è probabilmente alla base dei suoi pensieri attuali.

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