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Tasse auto aziendali green azzerate nella legge Bilancio 2021?

Un emendamento al disegno legge può cambiare il regime fiscale delle macchine pulite

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Tasse auto aziendali green azzerate nella legge Bilancio 2021? Se ne parla. Tutto è scritto in un emendamento al disegno legge che può cambiare il regime fiscale delle macchine pulite. Sono infatti 900 gli emendamenti segnalati dai gruppi parlamentari sui quali a Montecitorio si discuterà. Non se ne sa di più.

Tasse auto aziendali green azzerate nella legge Bilancio 2021? Se ne parla

Siamo ben lontani dalle richieste della filiera auto al Governo. Sentiamo l’Unrae: gli incentivi estivi hanno rappresentato certamente una boccata di ossigeno per Costruttori e indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un indubbio beneficio per l’ambiente. L’auspicio? Ugual misure sul 2021 con un rinnovo degli incentivi allo svecchiamento del parco auto per contrastare le attuali condizioni di recessione e una maggiore detraibilità dell’Iva per vetture aziendali, misura già in atto nei maggiori Paesi europei e la cui assenza penalizza il nostro mercato perché ne riduce la competitività. Serve una visione strategica sulle infrastrutture di ricarica per le nuove motorizzazioni ad un approccio fiscale sulle auto aziendali non più in deroga e finalmente allineato all’Europa.

Auto aziendale: strumento di lavoro

Contrariamente ai luoghi comuni ampiamente diffusi, l’auto aziendale non è un privilegio per ricchi, ma un vero strumento di lavoro, in alcuni casi insostituibile; prova ne sia il fatto che circa il 72% del mercato è composto dai segmenti più bassi (A, B, C) non certo da supercar.

Secondo Andrea Cardinali, direttore generale Unrae, la domanda di vetture nei principali mercati europei è debole nella componente dei privati e sostenuta solo dagli acquisti di auto aziendali, che li rende maggiormente resilienti ai molteplici “scossoni” cui sono sempre più spesso soggetti. Con un trattamento fiscale decisamente più favorevole alle auto aziendali rispetto all’Italia in quegli stessi mercati la quota di autovetture acquistate dalle società, compresa tra il 54% e il 65% nel 2019, è più alta che in Italia (al 43%). Favorendo un più rapido rinnovo del parco circolante che ha quindi un’anzianità media anche di 3 anni inferiore rispetto al nostro Paese.

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