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2021: un anno cruciale per PSA e Renault

Il prossimo anno sarà ricco di sfide per PSA e Renault alle prese con varie problematiche

PSA e Renault
PSA e Renault

Il prossimo anno sarà ricco di sfide per PSA e Renault. Ovviamente sarà necessario dimenticare la crisi senza precedenti vissuta nel 2020, ma anche portare al successo nuovi modelli. La loro sopravvivenza potrebbe dipendere da questo. Se, a prima vista, i due gruppi automobilistici francesi negli ultimi anni sono cresciuti in modo significativo, nei dettagli, questo apparente successo nasconde molte preoccupazioni.

Per PSA, considerata quasi morta all’inizio del decennio precedente, la dipendenza dal mercato europeo è un problema fondamentale. Nel 2019, oltre l’80% delle vendite del gruppo è stato realizzato nel Vecchio Continente. Per garantire la sostenibilità di Citroën, DS Automobiles, Opel / Vauxhall e Peugeot, è urgente far tendere questa cifra al 50%. Inoltre, se Peugeot sta andando bene, Citroën e Opel / Vauxhall sono ancora in fase di ripresa cosa che ovviamente non è priva di difficoltà.

Per quanto riguarda DS Automobiles, se il successo di DS 3 Crossback e DS 7 Crossback dà un po’ d’aria a questo marchio premium, dovrà essere confermato nel tempo, cosa che i primi modelli del marchio non sono riusciti a fare, il DS 3, DS 4 e DS 5. Inoltre, sarà necessario integrare rapidamente l’offerta per raggiungere il punto di equilibrio, vale a dire il momento in cui questa casa automobilistica sarà in grado di sostenersi da sola.

Nel gruppo Renault, composto da Alpine, Dacia, Lada, Renault e Samsung Motors, è urgente dimenticare la fine dell’era Ghosn. Se l’arrivo di Luca de Meo in testa al gruppo è di buon auspicio, tutto, o quasi, resta da fare. Quindi, ora che i rapporti con l’alleato Nissan sono migliorati, le sinergie dovranno essere accelerate.

È quindi incomprensibile che la piattaforma CMF sia quasi l’unico collegamento visibile tra le gamme dei due gruppi dopo più di 20 anni di collaborazione. Se guardiamo nel dettaglio i risultati dei marchi, non c’è una vera preoccupazione per Dacia, che ha rinnovato qualche settimana fa uno dei suoi modelli di punta, il Sandero, e si prepara ad aggiornare il secondo, il Duster.

In Lada, la situazione è preoccupante con una gamma ancora in gran parte costruita su basi risalenti a prima dell’acquisizione da parte dei Losange. Ad oggi, solo il Largus, una Dacia Logan MCV di prima generazione, fa eccezione a questa regola. Quanto alla Renault, soffre dello scarso successo dei suoi modelli di fascia media (Scénic, Kadjar e Koleos) e di fascia alta (Talisman ed Espace).

Le vendite di Alpine sono, da parte loro, in caduta libera e la produzione dimezzata. Infine, Samsung Motors sta gradualmente guadagnando quote di mercato nel suo paese d’origine, la Corea del Sud, ma il suo successo è lontano anni luce da quello dei suoi connazionali, Hyundai e Kia.

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