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Oltre 200.000 punti di ricarica Enel X in arrivo

Per l’eMobility, come si legge nel documento Vision 2030

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Oltre 200.000 punti di ricarica Enel X in arrivo: colonnine pubbliche nel periodo 2021-2023. Contribuendo, con investimenti diretti e indiretti, alla messa in circolazione di circa 5.500 autobus elettrici (in aumento di 6 volte rispetto al 2020). Massima attenzione ai punti di ricarica per le auto, essenziale per la transizione energetica: dalle vetture endotermiche a quelle a pila.

Oltre 200.000 punti di ricarica Enel X in arrivo: Vision 2030

È quanto si legge nel documento Vision 2030 che accompagna il nuovo Piano strategico 2021-23. Il Gruppo mette al centro della propria strategia l’accelerazione della transizione energetica. Assieme a una crescita sostenibile e remunerativa. Per creare un significativo valore oltre che un interessante rendimento per gli azionisti nel tempo.

Entro il 2030 la rete di infrastrutture Enel X sarà composta in totale da 780.000 punti di ricarica pubblici e privati, 4,5 volte in più rispetto ai 175.000 stimati nel 2020.

Ricordiamo che Enel X è la business line globale di Enel dedicata allo sviluppo di prodotti innovativi e soluzioni digitali. Nei settori in cui l’energia sta evidenziando il maggior potenziale di trasformazione: città, abitazioni, industria e mobilità elettrica. La società opera a livello mondiale nel settore dei servizi energetici avanzati. Con una capacità di gestione della domanda di circa 6 GW gestiti e distribuiti a livello globale. E con 116 MW di capacità di accumulo nel mondo. Molto attiva nel settore della mobilità elettrica, con circa 140.000 punti di ricarica pubblici e privati per veicoli elettrici resi disponibili nel mondo.

In Italia, problema colonnine elettriche per la transizione energetica

Quello dei punti di ricarica è un problema molto sentito in Italia. Per l’Unrae (Case estere), la transizione verde risulta fortemente inibita dal ritardo nella dotazione di infrastrutture di ricarica elettrica. Abbiamo 2,7 punti disponibili ogni 100 km di rete viaria. Al di sotto della media europea (4,7 punti). E ben lontano non solo da Paesi leader come Norvegia (19,2) e Olanda (44,2), ma anche dai principali mercati come UK (7,4), Germania (6,8) e Francia (4,1).

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